Roberto Brunamonti è stato intervistato da Luca Aquino sul Corriere di Bologna.
Un estratto delle sue parole.

Quando penso a Milano e Virtus penso a quella partita e a quella storica stella che da quel momento in avanti sarebbe finita sulla maglia. Questa sfida sarà sempre particolare, in campo ci sono quasi 200 anni di storia, scudetti, coppe, giocatori leggendari passati da una squadra e dall’altra. Non sarà mai una partita come le altre.
Il ricordo più vivo di quella sfida del 1984? La nostra capacità di vincere due volte a Milano, in una serie che si giocava su tre partite. In gara 2 avevamo falito il matchball casalingo, ma avevamo un grande carattere e riuscimmo a sovvertire ancora il fattore campo.

Domani che partita sarà? Mi auguro sia innanzitutto una bella partita, perché sarà seguita da tanta gente al Forum e in tv quindi può essere un bello spot per la pallacanestro. Milano ha un roster lungo ed è la favorita del campionato, ma le partite secche non sono mai scontate e non credo avrà vita facile. Chi gioca contro i migliori ha sempre una spinta in più.

Che idea si è fatto di questa Virtus? Era partita molto bene, sorprendendomi. Nonostante molti giocatori nuovi aveva trovato una bella amalgama in fretta. Poi ha pagato gli infortuni: prima il dentro-fuori di Qyale che è un uomo importante nel gioco di Sacripanti, quindi il problema a Martin. La classifica, però, alle spalle di Milano è molto corta, tutto è ancora in ballo.
Cosa le piace di più della squadra? Prima la proprietà, mi auguro si appassioni sempre più. Poi i tifosi che sono sempre numerosissimi. Della squadra mi piace la capacità di cambiare le partite dal punto di vista difensivo. Quando trova i meccanismi giusti nella propria metà campo, poi riesce a sprigionare tutto il talento in attacco.

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