Strana e curiosa, questa città, che – lo avevamo già raccontato di recente – ci mette un attimo a passare dalla modalità strazio a quella esaltata. Il Bologna venti giorni fa sembrava pronto per il derby con il Mezzolara, ora ci si chiede come mai non ci siano almeno cinque rossoblu nella lista per il pallone d’oro. La Virtus che settimana scorsa pareva una accozzaglia di scappati ora festeggia lo scampato pericolo eccetera. In Fortitudo, se non altro, ci pensano le ricerche di psichiatria da parte di Boniciolli a tenere alta la curiosità, per capire come mai, ad esempio, si sia passati da zombie e ciccioni a chi, domenica scorsa, grandi cose ha fatto contro Treviso.

C’era di che fare festa, poi in settimana è arrivata la conferma del crac di Flowers a limitare i bagordi, se mai ce ne fossero stati. Notizia che ovviamente diventa un problema, visto che la Fortitudo non può prendere quello che ai tempi antichi veniva definito il gettonaro, e che si deve fare con chi si ha. Non che chi c’è sia un bagaglio, ma il guaio nasce dal fatto che Boniciolli fondava la sua squadra sulla quantità, sui dieci giocatori dieci da mettere a pressare e a strozzare gli avversari sui 40′ e su ogni centimetro del campo. Ora, normale che sia, le cose cambieranno un po’, e per forza di cose non solo i tiri e le responsabilità, ma anche i minutaggi e il sudore andranno distribuiti diversamente. Magari lamentandosi della sfiga, perché per un motivo o per l’altro (Daniel prima, Montano poi, Iannilli in seguito, Flowers da qui in avanti) i dieci ufficializzati in estate non è che ci siano stati poi tante volte, anzi.

Adesso poi c’è la attesa di vedere come reagirà la squadra a questa nuova trasferta, che sulla carta potrebbe anche essere persa (Brescia punta più in alto di quanto non faccia oggi come oggi la F), ma che dovrà essere valutata più che altro sulla base dell’atteggiamento e della prestazione bolognese dopo gli strazi in lungo e in largo sulla penisola tra Trieste e Matera. E capire se davvero ci sarà bisogno della colletta, proposta dal coach, per pagare tutte le volte la trasferta a quei 4000 che, almeno al Paladozza, sono davvero la forza aggiunta alla truppa.

Brescia, quindi. Antichi e nuovi ricordi, pensando come la squadra giochi a Montichiari (memento, playoff di qualche mese fa?) e come invece la piazza sia di quelle che, anni 80-90, ogni tanto con la Fortitudo ci si incrociava. E interessante come ora in terra lombarda giochi Mirza Alibegovic: era ancora in stato fetale quando il papà, 2 aprile 1992, vincendo una certa partita a Reggio Emilia portò proprio Brescia alla retrocessione e alla chiusura dopo quasi 20 anni tra A1 e A2. Questa invece è nata pochi anni fa (affrontò in B1 la Effe finelliana), è salita di categoria nel 2011 e sta cercando di fare un ulteriore passo in avanti, con questo inizio stagione che dice sei vinte e due perse, e fattore campo fatto saltare solo da Treviso. Molto passa dalla coppia americana Holmes-Hollis, punti il primo e rimbalzi il secondo, mentre in area è ancora attivo Alessando Cittadini, discretamente conosciuto da queste parti, oltre all’altro ex Davide Bruttini.

Si gioca alle 20.30, palasport di Montichiari.

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