Mitridatizzata alle cattive notizie, la Fortitudo forse nemmeno ci ha fatto caso al nuovo infortunio, che ha riaperto l’infermeria dopo solo poche ore di disoccupazione e ha per forza di cose portato a bypassare il fatto che ora si è in 13 e, almeno uno, per turnover, sarebbe dovuto rimanere a guardare. Ci ha pensato Cusin a togliere i problemi di sovrabbondanza, anche se forse Sacchetti non sarebbe andato da lui a dire borghese, ma chissà. Di certo fine – per ora – delle problematiche di chi arriva e chi non arriva, anche perchè.. insomma, è tutto faticoso. Certo è che con la carenza di centimetri che c’è andare a bussare ad un altro esterno sembra strano, ma qui è tutto strano.

Sabato potrebbe essere il famoso banco di prova per Meo Sacchetti, che in Nazionale si è rivitalizzato e magari avrà pensato a come Tessitori, tutto sommato, non gli sarebbe dispiaciuto averlo da questa parte della città. Perchè non si vince da una vita, perchè la classifica piange, perchè dopo il derby nemmeno c’è stata la possibilità di un immediato riscatto (ammesso che ci si sarebbe riscattati, eh…), perchè il 2020 fortitudino per ora è una sciagura a prova di Covid, e tutto il resto. Chissà sabato sera di cosa parleremo, se qualche telefono di allenatori attualmente fermi sarà da tenere libero o se invece ci sarà maggiore serenità. Tutto rimane, comunque, bizzarro.

Brescia, quindi. Se la memoria non erra, l’ultima volta fu in quella gara 5 del 2016, quando la Fortitudo arrivò a 40′ dalla doppia, tripla fate voi, promozione dalla B2 alla A1. Poi in Lombardia hanno avuto anni di massima serie con buoni risultati, fino a questo infausto inizio di stagione e questa partita che poteva essere uno spareggio con Buscaglia a guardare, interessato, da lontano, ma con gli eventi che sono cambiati in corso d’attesa. Lo scorso anno due furono gli scontri, ma mai in casa dei bresciani: prima a Bologna, poi in Coppa a Pesaro, e la terza sfida che saltò, una delle prime, causa Covid. Quest’anno gli eventi che hanno portato all’esorcizzare El Diablo parlano di due vittorie, incastonate tra due sconfitte all’inizio (compreso il fotofinish casalingo con la Virtus, facendosi erodere 5 punti di scarto nelle ultime battute) e altre cinque consecutive dopo. Peggiore attacco del lotto, Brescia aspetta di sapere se sarà recuperabile il regista Chery, lussato alla spalla una dozzina di giorni fa, mentre spera in qualcosa di meglio da un po’ tutti i suoi effettivi in attesa di valutare dove andare ad intervenire sul mercato. Con una squadra che tanto giovane non è, con Sacchetti jr che potrebbe fare da ghigliottina per il babbo, e con curiosità per il neoventenne Bortolani, in estate appaiato anche al mondo Fortitudo.

Questo mentre sono i 30 anni dalla strage del Salvemini. Che la Fossa ogni anno ha ricordato con striscioni da curva. Quest’anno la situazione non lo permette ma siamo certi che, altrimenti, quelle anime strappate alla vita avrebbero avuto il loro applauso, come sempre.

(Foto di Valentino Orsini/ Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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