E poi ci sono partite come queste, con da un lato la soddisfazione di aver capito che si può giocare in trasferta (quasi) come in casa senza dover chiedere a 4000 persone di spostarsi per ricreare l’effetto Paladozza, visto e considerato quali erano i precedenti. Dall’altro però anche l’indigestione di dita, unghie e tutto il resto, perché alla fine riuscire ad essere +8 a 6′ dalla fine ma non arrivare alla chiusura della cosa, ecco, fa pensare che poteva davvero andare meglio. Senza nemmeno sapere bene quali teste andare a scossare per lamentarsi della sconfitta, dato che come sempre nel bene sono protagonisti tutti, nel male si collassa di gruppo. Cose che possono succedere, che fanno venire travasi di bile, anche se Boniciolli ha ri-ripetuto la citazione dei pareggi messiniani per far capire che tanto furioso non lo è. Ci può stare, ma con i pareggi non si fa (quasi) classifica nemmeno nel calcio dei tre punti a vittoria, figurarsi nel basket.

 

Partita strana, con la Fortitudo che ha trovato statistiche eccellenti dall’arco (12/20, ad un certo punto era 11/16) senza però riuscire a dare altrettanta furbizia nell’evitare palle perse (16) e nell’andarsi a cercare tiri liberi, alla fine solo 7. Un po’ tutti protagonisti prima, con Daniel a dare pluridimensionalità al suo gioco, e attorno il solito manipolo di volontà nel difendere e nel cercare sempre il buon tiro, perché le percentualoni da tre erano figlie prima di tutto di ottimi giri di palla, poi casomai di fortuna. Di certo, non c’erano tracce di ignoranza. Ma tutto parte e termina con la difesa, e se questa non c’è, vedi l’attimo fuggente in cui la partita è fuggita, di gioie se ne faticano a portare a casa. Peccato, strazi, e chissà come verrà valutata questa partita andando avanti nella stagione.

 

Così si è a quattro sconfitte esterne (anche se qualcuno direbbe due pareggi e due sconfitte), e media inglese, se vogliamo, ancora a -1. Certo, resta il fatto del non sapere bene cosa aspettarsi dalla classifica fortitudina, e il dover comunque tenere presente assenze e sfighe varie. Ora, che almeno in trasferta si segua il filo bresciano piuttosto che quello giulian-lucano. Il resto si vedrà.

 

 

Ancora un altro entusiamo ti farà pulsare il cuore – Ulteriori segnali di vita da Sorrentino, la tranquillità di Daniel nei momenti migliori, il giro di palla e tutto il resto. Per 34′, però.

 

Ne abbiamo avute di occasioni perdendole – Capire cosa sia mancato nelle battute decisive. Sui singoli, è da recuperare Montano. Va bene l’eredità di acciacchi e altro, ma per ora si viaggia con il 22% da 2 e il 25% da 3. Ecco, la cosa andrebbe migliorata.

 

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