Alla fine, a Pesaro, la notte di San Valentino ce l’ha dormita la Fortitudo, anche se tra giusti bagordi post Brescia e ovvio risveglio pre Brindisi, codesta notte sarà stata come quella cantata dalle Kessler un Paleozoico, fa: piccola, troppo piccolina. Ma chissenefrega, si dirà, mentre oggi una squadra bolognese rimane in Adriatico e non è quella che si poteva prevedere fino a mercoledì. Serata quasi perfetta, sconfiggendo una avversaria che negli anni più recenti è diventata una rivale diversa dalle altre (ieri dall’alto si è consigliato di non eccedere con gli insulti alla dirigenza bresciana per non incappare in sanzioni, e la risposta della curva biancoblu è stata geniale) e mostrando che, sui 40’, liberi da fronzoli, i fortitudini possono stare attenti, concentrati, e perfino difendere. E allora forse il problema non è il non giocare al Paladozza, quanto il concetto di giocare in trasferta, che a volte piomba muscoli e cervelli. A Pesaro era neutro, quindi loco immune da pregiudizi, a meno che non sia, il campo marchigiano, ormai una appendice della Schull.

La Coppa Italia è posto per imboscate, si diceva, e infatti in semifinale l’unica delle prime quattro del campionato a superare le forche caudine di gara 1 è stata Milano. E allora, per la Fortitudo, perché non provare ad andare avanti: la matematica dice che mancano 80’ ad un trofeo (sulla questione del baratterei la vittoria in Coppa con i non playoff, di martinica espressione, meglio soprassedere: nello sport non c’è memoria, e se le cose andassero così chissà come la prenderebbe la piazza, a chiudere la stagione con un ko e non con un ok), ma non dice che serviranno ulteriori salti mortali. Sperando che con Brindisi la testa riesca a sopperire a quelle che saranno inevitabili carenze fisiche. Di certo, questi non sono ancora pronti per i cantieri.

Per la cronaca, in campionato Brindisi perse al Paladozza 78-72, nel giorno in cui il roster pugliese si impreziosì dell’ingresso di Sutton. 6-2 il record dei Vitucci’s da lì in poi, e la semifinale raggiunta con il provone di Banks contro Sassari. Ore 21: chi aveva altri impegni li disdica.

FOTO DI VALENTINO ORSINI/ FORTITUDO PALLACANESTRO BOLOGNA

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