Davide Bonora, intervistato da Luca Muleo su Stadio, è tornato sul suo passato bianconero e in particolare sull’aver avuto Manu Ginobili come compagno di squadra.
Ecco un estratto delle sue parole.

Prima gara di Eurolega, perdiamo con l’Aek Atene. Manu segna un solo punto. Piovono critiche, lui si chiude in se stesso, sapeva di avere gli occhi puntati addosso dopo il ritiro di Danilovic. Reagisce subito, con rabbia agonistica, mette il 200% in ogni allenamento. Il resto è storia.
Cosa significa averci giocato accanto? Quel gruppo era fantastico, in campo e fuori, a prescindere dalle vittorie. Lui era un compagno incredibile, non solo come giocatore. Aveva la forza di elevare il livello e la qualità dei suoi compagni. Un campione come pochi.

La Virtus di oggi? Americani di curriculum, ottimo segnale per tutta la serie A che arrivi gente di questo livello. Poi nucleo italiani sempre importante. Dopo l’ottimo lavoro di Ramagli, anche sfortunato l’anno scorso, la società ha pensato fosse finito il ciclo ed è andata su una garanzia di lavoro e risultati, come è Pino Sacripanti. Accontentandolo sul mercato, prendendo giocatori di pick and roll, uno contro uno, fisico. Le premesse mi sembrano buone.
Il ritorno in Europa? Intanto è stato molto bello quello al PalaDozza, pieno, una curva così bella come gli anni d’oro. Bravi a risalire subito, la Coppa è un passo ulteriore.

(foto Virtuspedia)

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