Il coach della Fortitudo Matteo Boniciolli è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.
Ecco le sue parole:

A una partita dal giro di boa il bilancio è positivo? Abbiamo confermato per 7/10 del gruppo che ha meritatamente vinto la DNB, aggiungendovi due americani, Quaglia, che veniva da un anno in C, e un ragazzo di 19 anni come Campogrande, che a Roma faceva la C2. Abbiamo avuto i problemi di infortuni che conosciamo e alla fine del girone d’andata siamo settimi, a quattro lunghezze dal secondo posto. Questo era il nostro obiettivo. La squadra è sensibilmente cresciuta. Montano in vita sua non ha mai fatto una serie di partite da 16, 16, 18, 27 e 18 punti, Sorrentino non ha mai giocato come adesso, Daniel, in due anni in Italia, non ha mai fatto il 4. E questi sono solo alcuni esempi. Siamo dove volevamo essere. Probabilmente anche in anticipo.

Dopo il successo a Recanati il problema trasferte è risolto? Da qui alla fine del campionato mancano ancora nove trasferte. Se dovessimo vincerne quattro, il problema sarebbe parzialmente superato. Se le vittorie fossero sei, lo avremmo risolto. Vincere a Chieti sarebbe una grandissima ciliegina su una torta confezionata molto bene, perchè ci permetterebbe di mantenere quattro punti di vantaggio sulla nona. Se non ci riusciremo, continueremo a lavorare ostinatamente. L’obiettivo è entrare nei playoff a fine stagione.

Per riuscirci questa Fortitudo ha bisogno di correttivi in corsa? Questa squadra nasce pensata con un numero 4 di ruolo, gran tiratore, che doveva aprire il campo insieme a Italiano per Daniel e Iannilli. Per le note vicende questo numero 4 (Lestini, ndr) non è arrivato e noi abbiamo fatto una nuova scommessa su un ragazzo (Quaglia, ndr) che si sta allenando con grande intensità, che sta migliorando moltissimo, ma che per tutta la vita ha giocato da 5 e che è molto emotivo, per cui fa fatica a produrre subito quando entra. Un ruolo analogo si sarebbe potuto coprire con il quadruplo della spesa (Amoroso, ndr), ma non mi sono sentito di chiedere questo sacrificio alla società. Se uno non ha i soldi per comprare una Ferrari, si compra una macchina di diversa cilindrata.

Quaglia è sul mercato? Ci sono due motivi per cui una società può pensare di cambiare un giocatore: per il rendimento in rapporto a quello che percepisce e per la sua capacità di relazionarsi con l’ambiente di lavoro. Quando le relazioni tra un giocatore e un gruppo di lavoro diventano negative, la permanenza di quell’elemento nel roster si giustifica solo se, pur rompendo le scatole, fa vincere le partite.

Sembra la conferma del possibile taglio di Iannilli? Rispondo con un esempio del recente passato. I primi due mesi di Sorrentino sono stati pessimi, pur essendo state eccellenti le relazioni nell’ambiente di lavoro. Fino a un mese fa abbiamo valutato se ci fosse sul mercato un’alternativa che, per l’aspetto tecnico, potesse migliorare la condizione di una squadra in cui Sorrentino aveva il ruolo del play maturo accanto a un ragazzo di 18 anni. Gennaro è stato molto bravo perchè ha cominciato a lavorare individualmente con Comuzzo più degli altri per uscire da una situazione molto negativa. La società ha avuto pazienza e fiducia, lo staff tecnico e l’allenatore lo hanno aiutato e lui è stato bravo a resistere. Ora siamo soddisfatti di lui e non c’è alcun problema.

E’ stato sondato anche Tessitori? In questo momento sono monitorati tutti i lunghi italiani interessanti e lui lo è, ma per lo spazio datogli da Bazarevich alla prima partita e per come sta giocando a Cantù credo che rimarrà lì.

Intanto Jonte Flowers è ormai praticamente guarito, e dovrebbe iniziare ad allenarsi nuovamente da lunedì prossimo. La società spera di averlo in campo contro Imola il 17 gennaio.

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