Le parole di Matteo Boniciolli alla vigilia della gara interna con Roseto (ore 18, diretta radio e tv Nettuno, e LNP pass).

“Se mi si chiedesse un aggettivo per descrivere la partita di domani, dire ruvida.Giochiamo contro una squadra che è riuscita ad uscire indenne -o quasi- da un calendario terribile, giocato contro le prime 5 della classifica -Treviso, Mantova, Brescia, Imola e Verona-, dove ha perso in maniera chiara solamente una volta contro Verona. Sono stata l’unica squadra che ha battuto Brescia e Mantova, in trasferta e senza un americano. Sono una squadra con una struttura con lunghi veri: c’è Borra, un 2.12 che tira da tre e che ha piedi veloci, e poi c’è Sylvere Bryan che ho allenato ad Avellino quando vincemmo la Coppa Italia e ad Ostenda. E poi c’è Kyle Weaver, c’è Ferraro che ho conosciuto a Trieste; Weaver parte da tre e poi viene scalato da quattro, hanno diverse soluzioni tattiche. Poi c’è Marulli, che lo scorso anno ha fatto benissimo ad Agropoli e sta confermando che quelli bravi sono bravi dappertutto, come dimostra il 6/6 da tre e i 26 punti contro Imola. Trullo ha dato alla squadra una identità chiara, attaccano molto in profondità l’area e il lungo gioca proprio sotto canestro: preparano situazioni tattiche molto complesse, perchè Kyle Weaver gioca i pick&roll da numero 4, una cosa poco comune. In più corrono bene in contropiede e giocano una uomo solida. Credo che sarà una bella partita, e adesso ho la convinzione che la partita di Trieste fu una partita di brutto atteggiamento, quello di una squadra che pensava di avere già raggiunto il suo obiettivo e raggiunta la sua identità. Contro Legnano nel primo tempo abbiamo avuto 16 palle perse, sprecando quindi 16 azioni difensive. Però il secondo tempo dà speranze, perchè è vero che sembrava di vedere le partite dell’anno scorso e la nostra difesa ha portato gli avversari a stancarsi. Stiamo lavorando bene, e Raucci ne è la prova ma non è l’unico. Tra l’altro, anche ieri è rimasto con i più giovani per continuare a lavorare con Comuzzo. La patita di domani sarà un bel test di maturità e la mia valutazione non sarà sul risultato, ma mi interesserà valutare l’atteggiamento che avrà la mia squadra: entrambe sono squadre solide, con giocatori che possono risolverla individualmente. Io oggi metto una “X”, poi vediamo.

 

Avete preparato qualcosa di particolare contro un eventuale lungo che tratta la palla a metà campo? “Contro una grande aggressività sulle guardie, di solito è il lungo che tratta meglio la palla a venire ad aiutare. Noi abbiamo regole difensive che sono partite lo scorso anno, che si sviluppano anche su un piano etico: nel caso specifico, se c’è un lungo difensore che hai i compagni che pressano a tutto campo facendo fatica, non deve permettere al suo avversario di smistare il gioco, altrimenti renderebbe vano il lavoro dei compagni. La crescita procede quindi sul lavoro sia tecnico che etico, perchè se in quattro fanno fatica, non ci può essere uno che “riposa”. Sappiamo come comportarci, poi è chiaro che sulla carta e al video, il giorno prima della partita vincono tutti. Però siamo preparati sotto questo aspetto.”

 

Infermeria? “Ieri ho avuto l’ennesima conferma che, rispetto ai luoghi comuni, io sono sempre stato di un’idea: le teste di cazzo sono equamente divise tra la gente. Perchè dico questo? Dopo avere preso una botta al tallone, il medico ha detto a Flowers di stare fermo due giorni, ma lui se ne è fregato e si è allenato (e bene, vorrei sottolineare). Ieri mattina però, ha sceso le scale puntandosi sul corrimano, scatenando nello staff tecnico il terrore più assoluto, e gli ho detto di non allenarsi. Si è messo a fare pesi, poi ha visto gli altri tirare e si è messo a tirare anche lui: abbiamo un giocatore che farà crescere i compagni e ci farà vincere le partite, ma come mi aveva confermato Katalin Burlaku che era suo compagno di squadre lo scorso anno, abbiamo tra di noi un’ottima persona. E tra qualche anno, quando un nostro giocatore scriverà un libro di memorie, potrà dire di avere giocato con Jonte Flowers. E questo conferma che le brave persone, come le teste di cazzo, sono equamente distribuite tra le razze, le religioni, etc…”

 

Il Christmas Game? “Mi fa sorridere perchè l’unico precedente era sempre con una squadra di Bologna, sempre contro Ferrara, e sempre con me in panchina. L’augurio è quello di arrivare a fine anno con quello con cui abbiamo iniziato. Penso che arrivare a fine stagione e dire che abbiamo fatto un lavoro serio, sia già una bandierina da mettere sul cammino. La formula del campionato ci aiuta, ma sarebbe bello finire con quello con cui abbiamo cominciato, per poi fare una valutazione serena sulla squadra dell’anno prossimo, indipendentemente dalla lega. E non è detto che saremo in A2.”

 

Domani può essere più decisivo Candi o Sorrentino? “Pensando alle partite che abbiamo giocato, gli ultimi due canestri di Flowers contro Verona rimangono nella memoria collettiva come le chiavi della gara, così come il break di domenica scorsa degli ultimi 15 minuti che è partito da Davide Raucci. Noi siamo una squadra che per arrivare all’obiettivo ha bisogno del contributo di tutti. Jonte sta giocando un campionato importante, ma noi non gli chiediamo che inventi qualcosa dal nulla, perchè anche lui ha dei difetti. Cosa c’entra con i playmaker? Candi è il titolare della squadra e non c’è stato nessun cambio, perchè è quello che gioca più minuti, anche se parte dalla panchina. Siamo l’unica squadra in Italia che ha affidato la regia ad un diciottenne e non succedeva dai tempi di Nando Gentile, vado a memoria. Sorrentino è ancora sotto il suo potenziale, e non è un caso che in una gara offensivamente importante come quella contro Verona, noi abbiamo vinto. Ora Candi, tranne la grave caduta di atteggiamento contro Trieste che gli ho fatto notare bene, sta giocando come mi aspettavo, cioè bene. Perchè chi è bravo, è bravo in qualsiasi categoria, punto. Gennaro ci sta dando difensivamente quello che ci ha dato l’anno scorso due categorie sotto, e i minuti che gioca sono di grande intensità sulla palla e ci “fanno salire”, come si dice nel calcio. Non sono così sciocco da pensare che il vero Sorrentino sia quello che contro Verona fa un arresto, finta di passare la palla e mette la tripla; però so anche che non è il giocatore che nelle gare in cui è stato impiegato per almeno 13 minuti, è andato a segno solo una volta. Il problema non sono loro due, il problema è che in questa squadra le cose funzionano quando tutti fanno quello che gli viene chiesto. Come diceva il grande Kresimir Cosic “c’è l’ingegnere e c’è l’operaio, basta che ognuno sappia il suo ruolo e nessuno si offenda”.Nella nostra situazione, ognuno sa quello che deve fare.”

 

Sorrentino è perfetto perchè non mette pressione a Candi? “È rimasto qui per questo. Era l’unico play italiano di livello che accettasse questa cosa, perchè è una gran persona. Nello sport italiano, se uno fa bene le cose si dice che è simpatico, se invece fa male diventa una testa di cazzo. Gennaro è una gran brava persona, un gran lavoratore e ha una grande etica del lavoro; ha vissuto alti e bassi e probabilmente non è diventato quello che si aspettava di diventare quando è arrivato a Bologna 15 anni fa. Ma è una persona che fa bene il suo lavoro, e se da quando sono arrivato fosse venuto meno all’impegno, non sarebbe più dei nostri. Invece lui è serio, lavora e anche più degli altri per cercare di sbloccarsi. È chiaro nel momento in cui Gennaro oltre a dare un contributo difensivo importante riuscisse a fare 6-8 punti per partita il cerchio si chiuderebbe. Nell’arco degli anni, seguendo le conferenze di tanti allenatori di tanti sport, mi sono chiesto se ha senso parlare sempre di quello che non c’è. Se tutto fosse perfetto, l’allenatore non servirebbe e basterebbe che i proprietari si sedessero in panchina e facessero i cambi. Invece gli allenatori servono per migliorare delle situazioni. Se io finissi la stagione con Sorrentino a 6 punti di media, penserei -indipendentemente dalla sorte mia e sua che sono secondarie alle sorte della Fortitudo- di avere fatto un buon lavoro. Questo è l’obiettivo: se Gennaro fosse perfetto e se Iannilli cantasse nel coro dell’Antoniano a fine allenamento, io non servirei a niente.”

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