Le parole di Matteo Boniciolli alla vigilia della trasferta di domani a Legnano (ore 14.15, diretta Sky).

“Intanto i nostri avversari, che dopo la vittoria di Treviso, la quarta in trasferta vinta su sei, loro erano a 12 e noi a 10, e io li vedevo come una sorpresa del campionato, ben guidata, con stranieri interessanti, un italiano come Frassineti come prima punta. Vincere a Treviso non è da tutti, e quel dato mi fece pensare ad una squadra che poteva fare la protagonista. Poi hanno perso Frassineti, e questo è stato un durissimo colpo, sono arrivate otto sconfitte ma tutte combattute, mai regalate, compresa l’ultima con Verona. Quindi credo che la consapevolezza del valore tecnico e morale della nostra avversaria debba essere per noi monito, per capire quanto sarà difficile: domani avranno tutti la stessa maglia, sanno che è una partita che potrà rilanciarli. Io ho visto quel che è successo a Trieste dopo la vittoria con noi, hanno festeggiato come fosse uno scudetto, ed è una cosa che combattiamo giornalmente: per tanti, battere la Fortitudo giustifica una stagione intera. E questo dobbiamo ricordarcelo.
Per quel che riguarda noi, mi aspettavo e si è verificato, vista la giovane età di giocatori che hanno ruolo importanti, che ci fosse discontinuità. Abbiamo perso cinque partite su nove di pochi punti, spesso partite con possessi decisivi discutibili: con Trieste abbiamo sbagliato tiri liberi, e c’è stato un passaggio insensato di Montano. Ma lo avevamo messo in conto, e dobbiamo aspettare la fisiologica crescita attraverso gli errori, sapendo che siamo molto migliorati, ma che questa crescita deve essere accelerata. Ci sono state tante occasioni perse, partendo dal fallo di Candi su Di Bella con Mantova: abbiamo pagato molto la gioventù, non abbiamo mai vinto una gara fortunosamente come ha fatto Trieste con noi. E anche giocatori non giovanissimi come Italiano e Raucci hanno pagato l’inesperienza a questi livelli: serviva il supporto degli americani e di Carraretto, quest’ultimo lo ha fatto, Daniel anche (specie ora che con Amoroso, pur con una gamba sola, ha più spazi). Ma abbiamo giocato undici gare su diciannove con Flowers fuori o da recuperare. E’ alla quarta settimana di preparazione, lui con Trieste aveva le gambe di marmo, anche perché è rientrato in una squadra che sta andando, ma spero che nelle prossime settimane torni al suo livello, perché si sta allenando a livelli commoventi.
Questa combinazione di infortuni non mi è mai capitata in carriera, forse solo a Roma dove mi mandarono via pur dopo la qualificazione alla Top16 e c’erano nove fratture. Ma in questo campionato borderline a vincere domenica potevamo essere quinti, l’abbiamo persa di due e siamo sempre là: ogni partita ha importanza notevole, la squadra vale abbondantemente i primi otto posti. Il problema è vedere se saremo capaci di accelerare la nostra crescita e la nostra maturità nelle scelte: Montano ha capito la scellerata scelta di domenica, e non lo farà più, o gli intenzionali di Candi e Italiano. Tutto il nostro futuro dipende da quanto i ragazzi ridurranno le loro ingenuità, e dal fatto di riuscire ad essere una squadra che, compatibilmente col fatto che fare sport fa malissimo, potremo mai allenarci tutti insieme. E siamo stati molto fortunati, quando abbiamo dovuto sostituire Iannilli abbiamo preso Amoroso per completare la squadra, ed era il miglior sostituto possibile: non è stato un rinforzo, ma, ripeto, una sostituzione. Se Iannilli non avesse manifestato problemi nel relazionarsi con molti di noi, sarebbe ancora qui. E quindi, abbiamo da lottare contro il tempo e contro la sfiga. Il valore dell’avversario è importante, ma a ranghi completi e sani possiamo serenamente competere con tutti. Se questo non dovesse accadere, ci saranno difficoltà”

Domani tutti presenti? “Eravamo tutti presenti anche con Trieste pur con problemi. Saremo tutti presenti anche domani, pur con criticità: festeggiamo il fatto di essere nominalmente tutti presenti a questo punto della stagione, siamo dentro i playoff, e questo spiega quali siano i meriti dei giocatori. Non dico che stiamo facendo miracoli, ma essere da cinque giornate consecutive dentro le prime otto è figlio degli sforzi della squadra e della società. Non voglio essere volgare, ma questa stagione fin qui è stata un coitus interruptus, ogni volta che potevamo arrivare al dunque è successo qualcosa. Speriamo che prima o poi ci sia la liberazione: abbiamo giocato grandissime partite, di livello assoluto, grazie alla disponibilità e al sacrificio dei giocatori, ma dobbiamo fare ancora meglio. Io sono molto critico verso il mio lavoro, ma ho la sensazione che ci meriteremmo fare qualcosa di più, vincere un canestro con una botta di culo”

I tanti liberi sbagliati? “Ne tiriamo tanti, ci esercitiamo, cerchiamo di dare al tiro libero una importanza come pathos, come emotività. Il fatto di averne sbagliati tanti, anche con giocatori dalle buone percentuali, fa il conto con la gara di Brescia: 5 perse in 35’, 9 nel finale. Sono tante ferite che mi porto nell’animo da inizio stagione, perché la squadra è cresciuta durante l’anno senza avere bisogno di mercato. Il valore della vittoria di Verona sarebbe stato triplicato se avessimo vinto con Trieste, ma si resta sulle montagne russe, ricordando che chiunque ci affronta lo fa con animo libero. Ripeto, siamo giovani o anagraficamente o come esperienza, e undici partite senza Flowers sono tanta roba. Ora le sue medie sono calate tanto, ma non poteva essere altrimenti: uno fonda la squadra su certi giocatori, e uno non c’è. Come se la Ferrari dovesse fare un Gran Premio con una ruota in meno: dirò, uno puoi anche farlo, ma alla lunga anche una Cinquecento ti supera. Quindi ho la consapevolezza che abbiamo buttato via tanto, per gli assenti e per chi, presente, ha dovuto fare lavoro doppio. E’ una stagione complicatissima. “

Domani che sentori hai? “Mi aspetto una buona partita. Sarebbe letale rivedere le oche morte di Matera, questo sul mio sistema nervoso potrebbe essere pericolosissimo. Ma la settimana di allenamenti mi fa credere di poter fare bene. In questo inizio di girone di ritorno abbiamo perso la prima in casa contro la terza in classifica, con uno della Fossa felicissimo della mia espulsione perché ritiene io sia la causa di tutti i mali, ma rispetto all’inizio del girone d’andata non abbiamo mai preso imbarcate. Le vie del Signore sono infinite: so che non sono pentito di aver dato una sberla a Candi, e so che faremo bene domani.”

Alla lunga gli infortuni potranno tornare utili dopo? “Non penso. Poi gli infortuni possono dare opportunità ad altri, tipo Campogrande, ma avrei preferito tarare la preparazione su una forma che saliva e poi scendeva e poi risalire. Di solito le mie squadre iniziano maluccio, si assestano e finiscono meglio, ed è quello che sto cercando di fare anche in questa stagione, ma questi continui cambi di assetto e di struttura, queste continue assenze, sono professionalmente complicate. Non devo vincere un Nobel, ma è difficile. ”

I tempi di recupero di Amoroso? “Non nascondo che siamo un po’ indietro, senza colpe specifiche. Ci siamo riuniti per parlarne per coordinarci meglio. Io speravo in tre allenamenti a settimana con la squadra, e mattine per riabilitarsi dopo un infortunio che non aveva mai avuto prima. Questa settimana si è allenato due volte con la squadra, la gestione è complicata e abbiamo perso fluidità. Lui ha una grande conoscenza del gioco, mi sorprendo ogni volta che lo vedo, ma abbiamo dovuto cambiare la struttura degli allenamenti, e il cinque contro cinque lo facciamo di rado. Abbiamo perso fluidità, anche se Amoroso ha grandi qualità ed è un grande insegnante, è uno che ama trasmettere ai più giovani le sue competenze. E’, come Carraretto, un valore aggiunto per la nostra squadra, mi piacerebbe restasse anche l’anno prossimo. Pur se acciaccato sono felicissimo di averlo preso, e abbiamo sì cambiato il nostro modo di lavorare, ma il valore aggiunto è enorme. Poi Italiano quando starà bene tornerà ad essere determinante, Quaglia sta sfruttando i tempi in cui si è allenato fronte a canestro, mette una bomba a partita”

E’ un ora o mai più? “No, ma il tempo passa, e dopo domenica entreremo nell’ultimo terzo del campionato. Male che vada lo faremo con il 50% di vittorie, poi ci sarà la pausa di Pasqua che proprio non capisco: uno può anche essere ateo, ma Natale si gioca e Pasqua, come per l’All Star Game no? Non capisco le gerarchie ecclesiastiche…”

Un giudizio sulla Virtus? “Non riesco a caricarmi dei problemi degli altri, ne ho già troppi di miei”

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