Le parole di Matteo Boniciolli alla vigilia della trasferta di Piacenza (domani ore 14.15. Diretta su Skysport e Radio International, differita su TRC lunedì alle 23)

“Intanto due considerazioni, connesse con la partita di domani. Sarete d’accordo sul fatto che paragonare la squadra di quest’anno dopo 11 gare a quella di gara 4 con Brescia dello scorso anno è paragonare una macchina già rodata con una che deve ancora uscire dalla catena di montaggio. Non ha senso, anche se la nuova potrebbe essere migliore. E’ un esercizio teorico e inutile, quindi astenersi perditempo. Stiamo analizzando dove siamo arrivati dopo 11 gare al netto di quanto ci è accaduto, e non vi nascondo che il giorno in cui si è rotto Ruzzier ero disperato, pensavo di giocare contro Roseto senza i due registi titolari e sarebbe stata una mazzata drammatica. Non è successo grazie al nostro staff medico e al coraggio dei due ragazzi. Emerge che quando siamo mentalmente presenti sulla partita, la partita ha un suo svolgimento, e se perdiamo è per merito degli avversari, cosa che chi fa sport deve ricordare che può succedere. Diventa fastidioso analizzare una partita come quella di Imola, dove loro hanno fatto bene, ma noi abbiamo preso un sacco di punti per gravi distrazioni difensive. Abbiamo enfatizzato alcune situazioni, per passare da un momento di difficoltà ad uno di vantaggio, e per esempio Amoroso, giovedì, non ha inciso. Allora, cosa dobbiamo chiedere alla gara di domani? Ricordare che il principale nostro avversario siamo noi stessi, e questo non è deprezzare gli avversari. E’ chiaro che il nostro girone ha un livello di gioco molto alto, le gare sono divertenti e godibili, e la sfida è questa: finire le partite nella consapevolezza che, se siamo stati battuti, è per merito degli altri. E non recriminare su sconfitte – come quella di Imola, figlia di errori difensivi – arrivate per nostri cali mentali. Ovvio che non possiamo pensare di fare una cavalcata trionfale: noi non abbiamo un singolo protagonista, e questo ci rende meno prevedibili ma anche privi di garanzie certe. Noi, anche all’interno di singoli momenti della gara, possiamo trovare protagonisti: giovedì Campogrande l’ha aperta, Montano l’ha chiusa, Mancinelli l’ha sostenuta. Non avendo un leader chiaro, dobbiamo essere sempre solidi. Piacenza ha giocatori di esperienza millenaria come Infante, Hasbrouck e Jones, e noi ad esempio contro Roseto ci siamo macchiati del fatto che non l’abbiamo chiusa, concedendo loro il tiro del -3. Questo è figlio della nostra gioventù, e per questo dobbiamo migliorare, essere mentalmente pronti. E, se lo saremo, senza farci adulare da una città adorabile ma facile alle grandi esaltazioni e depressioni, potremo costruire la base per i playoff. Scorso anno, durante il girone di ritorno, ci veniva chiesto di arrivare ai playoff, senza sapere cosa ci sarebbe successo. Quest’anno siamo tra le prime, quindi penso che un passo in avanti lo abbiamo fatto, e a Piacenza dobbiamo trovare conferme dopo un calendario bizzarro che ci darà vantaggi solo più avanti. E partecipare alla Coppa Italia non ci darà nulla se poi la stagione non finirà bene: se ci andremo sarà gratificante per i giovani, se non ci andremo lavoreremo per mettere benzina nel serbatoio.”

La situazione di Candi e Ruzzier? “Fare sport a livello agonistico fa malissimo, Candi è un po’ dolente, giocare dopo essersi girato la caviglia così come giocare dopo una frattura al naso non è il massimo, ma sono orgoglioso del fatto che loro abbiano voluto giocare lo stesso. Giovedì abbiamo avuto minuti sublimi in difesa da Gandini, questo ha permesso di tenere un po’ Knox a riposo, e quando nel finale Roseto si riavvicinata Knox è rientrato senza far musi e prendendo tutti i rimbalzi. E giocando l’ultimo post basso contro Sherrod chiudendola. Noi con 5 italiani abbiamo preso il vantaggio, i 2 stranieri in panchina non si sono lamentati, sono rientrati e hanno contribuito. Sono cose che ad un allenatore fanno piacere, per una squadra che vive di sistema. Se domani vincessimo sarebbe la quarta trasferta positiva su sette, e sarebbe un passo avanti notevolissimo per la nostra consapevolezza e per il nostro rodaggio”

Ti aspetti maggiore continuità da parte di alcuni, Montano in primis? “Lui ha un po’ sofferto il fatto che in questo primo periodo di stagione Candi fosse in grande forma, tanto che anche Ruzzier è stato in panchina. Montano è quindi diventato, in alcuni casi, il secondo cambio degli esterni, perdendo un giro di rotazioni. Deve capire una cosa fondamentale, non può fare l’attaccante: contro Roseto ha fatto la sua forse miglior prova difensiva in carriera, e questo ha giustificato il suo stare in campo anche davanti ad errori in attacco. Le cose tra noi sono semplici: se difende sta in campo, perché questo rende accettabili i suoi errori in attacco. A Ferrara, dopo un errore difensivo, è uscito e mi ha detto ‘non ti fidi più di me’, ma era stato battuto dietro in modo non comprensibile. Come dimostra la Virtus, per essere primo in classifica devi difendere: come ha detto Penna, che io adoro, loro hanno accettato di difendere e dare la palla ai loro big. Qui, chi difende gioca, chi non difende sta seduto. Noi non stiamo allargando le responsabilità perché io non sono capace di gestire personalità forti, come qualcuno delirando ha scritto, ma perché non abbiamo trovato prime punte, e per confermare questro gruppo anche andassimo in A1. E chi vuole andare in A1, chiunque, deve abituarsi ad essere protagonista: non abbiamo bisogno di gente che stia in panchina a sventolare asciugamani. Se non difendi, anche contro guardie di due metri che fanno i cento metri in dieci secondi palleggiando, non giochi. E anche Montano deve difendere solidamente”

(Photo by Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Kontatto Bologna)

Il video della conferenza stampa, realizzato da Laura Tommasini di Sportpress

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