Le parole di Matteo Boniciolli alla vigilia della gara casalinga con Forlì (domani ore 18, diretta Tv Trc e diretta radio Nettuno). Paladozza già tutto esaurito, le biglietterie resteranno chiuse.

Intanto, la settimana di allenamenti. “Molto bene, è la seconda settimana consecutiva in cui possiamo allenarci al completo, con grande intensità, e questo mi dà fiducia. Io finalmente penso di poter vedere quello in cui speravo dall’inizio. Tredici assenze nelle prime nove gare ufficiali, e non con sempre lo stesso assente. Abbiamo dovuto cambiare tanti quintetti, ma ora questo è passato, e penso di avere sensazioni positive. La difficoltà di fare quello che volevamo mi ha messo tanti problemi, ma ora sono ancora più sicuro di prima che potremo competere fino alla fine”

Forlì arriva nel momento peggiore. “Li ho visti a Trieste domenica, conoscendo il loro valore e quello di chi li allena tutto avrei voluto vedere – con un giocatore come Blackshear che per questa categoria è un marziano, con stipendio pare più alto tra tutti quelli in A2 – tranne quella sconfitta. Forlì dopo il fattaccio del signor Boccio è rinata, ha una società seria, ed era 2-25 nel primo quarto: non arriverà qui forte solo dei propri valori, ma anche per dimostrare al proprio pubblico, che a Trieste ha mostrato il proprio disappunto, che quello è stato un episodio. Lo sport è prestazione, e questi hanno battuto Treviso in casa. Ma è anche motivazione, e loro ne avranno tante. E’ un elemento su cui abbiamo insistito tanto, ricordando che hanno solo una vittoria di meno rispetto a noi: sarà una partita da conquistare minuto per minuto, con gli americani che producono il 50% dei punti, ma anche tanti italiani di buon livello. L’aspetto emozionale sarà sicuramente molto importante, non vengono qui per ripetere Trieste”

Voi avete buone prove nel secondo tempo, di solito, dopo inizi faticosi. “Vorrei valutare questa squadra ripartendo da zero, considerando comunque il nostro record e le nostre difficoltà. Come abbiamo vinto delle partite sulla durata, cosa che è comunque nelle nostre idee (abbiamo più rotazioni e non solo), di recente abbiamo cambiato il modo di fare riscaldamento negli allenamenti. Prima cercavamo di mettere in moto la macchina, facendo passare 45’ prima di fare contatto, ora facciamo contattti dopo 20’, e anche a Jesi, malgrado una prova offensiva straordinaria dei loro americani, non abbiamo beccato l’imbarcata. Forse anche grazie a questo cambiamento: ogni squadra ha le sue esigenze, noi abbiamo cambiato cinque giocatori su dieci e dobbiamo modificare il nostro modo di lavorare. Knox, non lo abbiamo detto prima (e chi ci giudica fa finta di non saperlo), ha lavorato due mesi con un gran mal di schiena, e solo ora salta e corre come faceva nei video che ci hanno portato a sceglierlo. Gli specialisti lo mettevano a posto per le partite, ma poi tornava ad avere male. In Turchia è andato a sbattere sulla base del canestro, la sua squadra non aveva gran staff per aiutarlo, e da quando è arrivato qua ne ha patito i problemi. Chiaro, Daniel era una molla, ma lui comunque non era quello che ci aspettavamo. Noi abbiamo cercato di agire sulla causa e non sul sintomo, dopo che per due mesi ha giocato con cautela. Lui non si è mai lamentato, non ha mai perso un allenamento, non ha mai cercato un alibi, e ha continuato a giocare, a fare 15 di media, pur con il male. Non mi aspetto dei 30+12, ma mi sembra un giocatore che si è tolto un peso. Problema risolto, è un’altra persona, sorridente, e ora c’è ben altro dinamismo”

Ruzzier? “Anche lui è stato infortunato. Perché dico che qualcuno fa il furbo criticandoci in malafede? Perché è chiaro che con Ruzzier siamo un’altra squadra, se non lo capisci sei mentalmente disonesto. Uguale se ci manca Mancinelli. Come diceva Montanelli, ‘o non capisci un cazzo, o sei disonesto’. E’ chiaro che il rendimento di Candi si è impennato: ha visto la Madonna in fondo a Via Lame, o perché ora ha un play che gli sgrava da qualche impegno e gli permette di concludere? Ecco perché ora sono ottimista: abbiamo due stranieri, Ruzzier, Mancinelli, e i giocatori sono nelle condizioni di fare quello per cui li abbiamo presi. Ieri ero in centro, una coppia di mamma e figlia mi hanno chiesto una foto, e mentre la facevo la mamma mi ha chiesto ‘come mai non vinciamo mai?’. Non l’ho menata, ma le ho detto che siamo a sei su nove. C’è una parte che ci sta dipingendo come fossimo un fallimento totale, c’è chi l’anno scorso ci ha criticato fino a gara 4 di Brescia dicendo che eravamo un disastro. E che dopo gara 5 ha goduto. Se su nove partite iniziali, senza Ruzzier, senza Mancinelli, a Mantova abbiamo perso di sette contro una squadra fortissima senza un americano e Mancinelli… Certo che l’americano non c’era perché l’ho deciso io, ma andava cambiato e mancava. Ora lo straniero c’è. Lo scorso anno all’ottava chi c’era in testa con 7-1? Mantova. Che fine ha fatto, poi? In questo mestiere si deve leggere gente che scrive cazzate sui siti, ma è impossibile essere in forma da agosto a giugno, si deve essere pronti quando serve. “

I giocatori, singolarmente, come stanno? “Ognuno è diverso. Candi ora sta bene, anche se non sarà sempre così. Ma il Ruzzier di Treviso era al 2%, ora è al 60%. I margini di crescita non sono individuali, poi ce ne sono altri che dipendono dalle relazioni con i compagni. Chi non capisce queste cose, ripeto, o non capisce un cazzo o è intellettualmente disonesto. Poi, se sei entrambe le cose, amen”

Il derby il sei gennaio? “Le mie colonne d’Ercole sono domani alle 18. Poi so che sarà un grande momento per il basket italiano, e spero che le squadre possano essere al meglio. Ramagli è un grande allenatore, sarà una gran partita. Io mi sforzo di guardare la A1, ma dopo 10’ cambio canale. Da appassionato, con rispetto di chi è al piano superiore, penso che la A2 sia meglio: là ci sono roster che cambiano troppo, qui ci sono belle partite, i giocatori possono incidere, ma penso anche che se fossi in A1 non farei meglio di chi c’è ora. “

(Photo by Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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