Il coach della Fortitudo Matteo Boniciolli è stato intervistato da Daniele Labanti sul Corriere di Bologna.
Ecco le sue parole:

E’ stata una partita inguardabile, e le mancanze le ho sottolineate stando a sedere, aspettando che i giocatori narcotizzati facessero qualcosa. Io rispetto il loro lavoro, ma anche il mio. E non faccio la marionetta in panchina mentre in campo la squadra non dà il 100%. E’ una responsabilizzazione dei giocatori, ma poi io rispondo sempre dei nostri risultati. La squadra deve stare ai patti: ci alleniamo bene per giocare al meglio possibile. Se questo patto viene rotto, io non sono più in condizione di guidare la squadra. All’intervallo non sono andato in spogliatoio. Ho detto ai giocatori “ora vi guardate in faccia, vi parlate, decidete voi chi entra nel terzo quarto”. La reazione emotiva nel secondo tempo c’è stata.

Il percorso di consolidamento passa anche da qualche sconfitta. Ma non come a Piacenza. Domenica qualcuno dei miei dovrà dimostrare che non si è dimenticato com’era l’epoca delle minors e quanto è impegnativo indossare questa maglia. A gennaio io e la società vorremmo fare mercato per un rinforzo, ma potremo fare anche delle sostituzioni. Se qualche giocatore non ce la fa, o non se la sente, lo cambiamo.

Il nostro cammino è in linea con il mio programma. L’utopia della Fortitudo è costruire una squadra in cui gli italiani siano protagonisti, in modo che se andremo in A1 non dovremo acquistare sette giocatori dalla D-League. Nell’immediato forse dovremo soffrire un po’, ma pur rispettando la passione dei tifosi dico che la squadra è messa in piedi per avere giocatori in grado di giocare bene 30 gare in 9 mesi e poi benissimo 26 gare in 40 giorni col caldo e la pressione. Oggi, contro team con due americani fortissimi, facciamo fatica. A giugno, il rendimento costante e due americani non vincolanti ci daranno dei vantaggi. Quello che non era previsto sono le partite tipo domenica a Piacenza, giocate con la testa da un’altra parte.

Ora ci sono tre partite casalinghe abbordabili, poi il derby. Forse c’è chi pensava che avremmo fatto un campionato in testa dall’inizio alla fine. Ci hanno criticato dopo la prima amichevole. Ma sarebbe anormale essere al top adesso. Dobbiamo esserlo alla fine, e lo saremo.

Tra i giocatori sotto osservazione – secondo Luca Bortolotti su Repubblica e Damiano Montanari su Stadio – ci sarebbero Matteo Montano, Davide Raucci e Mitja Nikolic, che nel contratto ha una clausola d’uscita a febbraio a favore della società.

(foto Pierfrancesco Accardo Photography)

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