Le parole di coach Matteo Boniciolli alla vigilia della partita contro Udine.

Come sta la squadra e che avversaria è Udine? “Allenarsi sotto le feste non è mai semplice, i ragazzi sono stati molto bravi e attenti. La condizione è buona considerando l’influenza di Italiano e l’assenza di routine di Gandini per una botta al quadricipite, che ci può stare. Udine è una squadra basata su americani che possono portare 50 punti in due, hanno giocatori esperti come Vanuzzo, Pinton e Cuccarolo. Però è una squadra che è stata molto discontinua, ed il picco di rendimento lo hanno ottenuto 3 giorni prima di giocare qua. L’anno scorso vedere Udine che ha scelto un allenatore di alto livello, mi ha fatto piacere perché era un palese affidarsi ad una scelta simile a quella della Fortitudo, e mi diede il sospetto che avessimo segnato la strada. Non è un caso, però, che la vittoria di Udine contro Treviso sia arrivata nel momento in cui Lardo è tornato ai suoi vecchi amori come la zona, e hanno vinto grazie a quella.”

Come è tornare in campo dopo 10 giorni, è la prima volta in questa stagione. È una preoccupazione? “Abbiamo giocato un’amichevole a Siena, che è stata una partita vera. Mi hanno sorpreso per la stazza fisica, e mi hanno fatto una grande impressione. Noi abbiamo giocato una partita vera. Domani sarà una partita impegnativa come tutte, alla quale ci siamo preparati seriamente. La partita di ieri sera di Reggio Emilia contro Milano, ha mandato un segnale molto chiaro: un gruppo che è unito per un obiettivo comune, alla fine vince la partita. Non bisogna nascondersi, una squadra allenata da un allenatore più bravo di me e con giocatori migliori dei nostri, contro 36 minuti di zona ha fatto fatica. La precedente esperienza contro una squadra che difende a zona è stata a Roseto, e abbiamo fatto bene.

Ribadisco, mi sarebbe piaciuto perdere delle partite nell’assoluta consapevolezza che gli altri fossero più forti di noi, ma questo non è mai accaduto. In un processo di selezioni che stiamo facendo, molto ispirato a Reggio Emilia, quando alla fine dell’anno scorso ho detto che saremmo stati i favoriti, ho alzato consapevolmente l’asticella per vedere quali di questi giocatori sono pronti ad affrontare una sfida di questo tipo. Stiamo cercando di costruire un gruppo di italiani solido anche per la A1, che prima o poi arriverà”.

Le prossime tre partite servono anche a questo? “Tutte le squadre sono attente al mercato, Trieste ha preso Cittadini e messo fuori Pipitone, Imola ha tre stranieri, ma non ho sentito grossi problemi. È normale, le squadra ambiziose cercano sempre di migliorarsi in un regolamento molto complesso. Tra A1 e A2, c’è un abisso in termini di regolamento. Noi siamo sempre attenti. In un mondo normale, si traccerebbe una riga a fine girone andata, invece qui bisogna aspettare il 23 gennaio. La realtà è che Chieti-Virtus, che è del girone di andata, si potrà giocare con un roster potenzialmente cambiato. All’interno di queste cose, è chiaro che se avessimo l’opportunità di migliorare la squadra, qualcosa potrà cambiare. Il Nikolic delle prime 3 partite ci serve, ma lui è il primo ad essere consapevole del momento negativo che sta passando. Se Mitja continua a fare due punti a partita, dovremo farci delle domande. Io spero di non cambiare nulla, perché si è integrato bene e si allena alla grande. Dopo una buona partenza, ha avuto una involuzione di difficile comprensione, e nel caso e al momento opportuno, dovremo fare delle riflessioni auspicando che un ragazzo colto e sensibile come lui, riesca a produrre le stesse partite che mi avevano entusiasmato come a Jesi e Ferrara. Lui è il primo ad essere consapevole che può migliorare, ma non c’è nessuna ansia o pressione. Conta poco, ma prima di questo turno sfalsato, noi eravamo terzi e complessivamente non mi sembra male.”

L’impressione è che queste partite siano una tappa per arrivare al 6 gennaio: “Noi la stiamo vivendo come deve essere vissuta, ovvero cercando di fare il meglio contro Udine. C’è un’attesa enorme per il derby, con Recanati dal +20 al pari, il pubblico pensava alla Virtus. I giocatori sono sottoposti anche a questo, e stanno facendo un corso di Bignami di giocatori di alto livello. L’unica cosa che non si ruba è il tempo, io lo dico sempre. Questi ragazzi a parte Knox e Mancinelli, sono passati in 700 giorni da retrocedere in C a giocare il derby davanti a 9000 persone. In ottica di percorso, noi stiamo lavorando in prospettiva e dunque anche lavorare in condizioni di questo stress emotivo, vivendo in una centrifuga di emozioni che dal febbraio scorso ci ha portato a giocare 3 finali consecutive, fanno si che questi ragazzi abbiano la fortuna e il privilegio di essere giocatori di alto livello alla Fortitudo, a Basket City. Se ad Italiano, tagliato da Piacenza, 2 anni fa qualcuno avesse detto che avrebbe giocato il derby in A2 con 9000 persone, avrebbe risposto “tu sei scemo”.

Il video della conferenza grazie a Sportpress

(foto Giuseppe Greco)

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