Le parole di Matteo Boniciolli alla vigilia del derby.

Non è mai successo che V e F siano in campo con 8 giocatori U24 e dei 4 play il più giovane è Ruzzier. Il derby non è mai stato in mano a gente così giovane. “È il segno dei tempi. Se queste due squadre si sono affidate a ragazzi giovani, si testimonia come in un clima oggettivamente anonimo si sia riusciti a mantenere su entrambi i fronti lucidità e programmazione. Le società non vivono di un singolo evento come questo, per quanto importante. Io ne ho fatti altri 5 ma una conferenza congiunta con così tanti giornalisti, non l’ho mai fatta. Nonostante la consapevolezza di entrambi, che sapevamo che avremmo affrontato questo momento, ci siamo affidati a giovani che possono dare futuro a queste società, nella consapevolezza che c’è anche un Futuro. Io ne ho giocati 5 e vinti 4, assicuro Alessandro che anche se si perde, si va avanti lo stesso.”

Chi è favorito? “Non importa che ci sia un favorito o no, non è importante. È una partita bella e interessante, che solo Michelori e Mancinelli hanno già giocato. Uno dei più acuti osservatori dello sport italiano, che è Vialli, in un suo libro ha avuto occasione di dire che la differenza tra calcio inglese e calcio italiano è che in Inghilterra vincere è una gioia, e qui vincere è un sollievo. Vorrei che per chi vincesse fosse una gioia, e per chi perdesse fosse uno stimolo per migliorare. Finché non usciremo da questo clima tetro e pesante che investe lo sport, non faremo mai un passo avanti.”

Come si stanno preparando i ragazzi alla squadra? “Si stanno preparando bene, come prima di Udine e prima di Chieti. Non ho mai messo in dubbio la serietà e l’impegno che usano. Ragionando in prospettiva, un argomento che potrà interessare anche ad Alessandro, sarà scoprire come i giocatori vivranno questo momento. Spanoulis vive per i derby con l’Olympiakos, lo stesso facevano Myers e Danilovic. I grandi campioni trovano risorse e motivazioni per le partite importanti. Dei nostri giocatori sapremo molto di più dopo avere giocato questa partita e il ritorno, perché sapere su chi potremo fare affidamento in futuro sarà fondamentale.”

Nikolic ci sarà? “Nikolic non ci sarà, non credo.” (farà lavoro differenziato per mandarlo nei 12, ndr)

Il blocco mentale era anche dato dall’arrivo del derby. Ora sarà un sollievo? “Nel pregara di Chieti ho fatto come i medici che si vestono da clown e vanno nelle corsie di ospedale per alleggerire la tensione. Sono contento che questo derby arrivi perché sarà un momento fantastico, ma la vivo come una partita che mi farà capire qualcosa di più su chi alleno. Giocare bene le partite importanti, è dimostrazione di essere giocatori importanti. Ho qualche sospetto, ma non è una minaccia verso i giocatori. Il rendimento che sapranno offrire in un contesto fuori dalla norma come questo, per noi che 18 mesi fa giocavamo contro Arzignano, sarà interessante.”

Domani dopo il derby andate a cena insieme? “Assolutamente no (ridono, ndr) .”

È il primo derby nel quale sei il totem della squadra, come lo vivi? “C’è la consapevolezza che gli anni passano, testimoniata dalla perdita di capelli ormai totale. Riviverlo è un grande privilegio. Io in questa città mi sono sempre trovato benissimo, ed essere attore non protagonista di questo evento mi fa piacere. I protagonisti sono sempre quelli che scendono in campo. Avere contribuito ad avere la possibilità di giocarlo, mi fa altrettanto piacere. Siccome sono testardo, quando sono arrivato qui, sono arrivato non per guadagnare, ma siccome me ne ero andato in maniera insolita, sono venuto qui con l’obiettivo di contribuire con quel che mi competeva a riportare la Fortitudo in una dimensione importante. Credo di avere già in parte ottenuto quello che mi ero prefissato. La promozione in A1 la vedo interessante con l’obiettivo di guardare all’Europa, non tanto dal punto di vista tecnico per la A1. La sensazione è di avere già fatto parte del lavoro che mi ero promesso di fare, e sono contento. La crescita passa anche per eventi come questo. In questi derby ho giocato contro Messina, Tanjevic, oggi gioco contro Alessandro e mi fa piacere giocare con allenatori di grande livello perché posso imparare per migliorare. Dobbiamo essere pronti ad amortizzare in senso positivo una ipotetica vittoria, sia capire che il sole sorgerà comunque nonostante l’eventuale sconfitta. Io provo a fare crescere questi ragazzi, al di là dell’aspetto tecnico.”

Messina ha detto che l’atmosfera era pesante. “Stiamo parlando di uno dei tre migliori allenatori d’Europa e io in confronto sono un operaio di fabbrica. Lui ora probabilmente sta viaggiando su un Jet Privato, noi che siamo avvezzi alle piccole cose, ce la godiamo.”

Problemi col calendario? “Per me, no. Siccome ho grande rispetto per il lavoro che fa LNP, mi sono permesso di dire quelle cose, ma non erano alibi. Continuo a pensare che sarebbe stato più logico giocare le partite della stessa giornata in contemporanea.”

Tecnicamente che partita vi aspettate? “In una partita di così grande impatto emotivo, i dati statistici devono essere presi e messi da parte.”

Quali sono le differenze tra ambiente V e F, tu che le hai vissute entrambe? “Il primo derby non ho dormito le tre notti prima e le due dopo. Ora invece dormo. La canzone di Vasco che dice “Io sono ancora qua”, mi rispecchia. Ho vissuto la F del jet-set che cominciava un percorso diverso dagli anni precedenti, e l’ultima Virtus molto ambiziosa. Ora invece anche alla luce della prospettività, l’attesa che vivo è vedere come i giocatori sui quali abbiamo investito, sapranno vivere questa atmosfera. Io ho un ricordo, che non ho riproposto, ma prima della finale con Siena, invece di fare la classica riunione strategica passai una mezz’ora coi miei giocatori facendo vedere un video di vittorie di sport in generale. Nel video c’erano le varie vittorie e la gioia finale, e gli parlai di quanto sia bello vincere e di quanto sia sciocco ragionare sulla “paura di perdere”. Bisogna godere le grandi partite, non subirle, se no non cresceremo mai a livello generale e non vinceremo mai il Preolimpico a Torino.”

Quale è la caratteristica avversaria che temete di più è chi togliereste agli altri? “La cosa che più apprezzo è quella di avere grande solidità nella tempesta, perché lui è così. La prima volta che abbiamo giocato contro è stata Livorno- Udine e sotto di tanto, i miei giocatori cominciarono a fare canestro da ogni parte. E alla fine andai da lui quasi scusandomi e lui assorbì la cosa con un grande aplomb. Io mi sarei suicidato. So già che nel momento in cui noi domani dovessimo prendere un ipotetico vantaggio, loro non sbanderanno. Per il giocatore, gli innamoramenti vanno tenuti nell’intimità.”

Il video, grazie a Sportpress

(Foto di Fabio Pozzati)

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