Finisce 84-74 per la BiPop, e per la Bignami resta la consapevolezza di essere stata in partita per 30 minuti, e di non aver fatto brutta figura al cospetto della capolista.
I due quintetti base rappresentano la crisi del basket italiano, con l’ultraquarantenne Dell’Agnello unico italiano tra 8 americani e un finlandese. Ma alla fine in campo non ci vanno i passaporti, e dopo un 8-2 casalingo gli americani del Progresso trovano un controbreak di 10-0 frutto di tanti tiri liberi. La palla non gira, ma le iniziative personali dei bolognesi vengono premiate dagli arbitri, che mandano in lunetta i vari Rush, Cross e Soloperto pressoche’ ad ogni azione. Reggio e’ solo Young, 14-18 a fine primo quarto.
Secondo quarto con le stesse direttive, poi l’azione chiave, forse. Carra in contropiede sigla il 22-22, l’allenatore reggiano Marcelletti ritiene ci fosse anche un contatto falloso, brontola, fallo tecnico. A questo punto, gli arbitri Mattioli e Nardecchia decidono di girare la frittata. Sospesi i viaggi in lunetta, dal loro cilindro escono due fischiate tanto ridicole quanto sulfuree contro Rush e Cross, entrambe in attacco. Forse un tentativo di compensare l’eccessiva bonta’ precedente, che aveva portato 20 volte in 16 minuti in lunetta la Bignami? Sara’. Per preservare i suoi dai falli Ticchi e’ costretto ad attingere dalla panchina e a provare una 1-3-1 d’emergenza, su cui la BiPop banchetta. Parzialone in 5 minuti, da 31-31 al 43-33 con cui Reggio Emilia va all’intervallo. Anche perche’ la panchina offre poco: Ghiacci non c’e’ con la testa, Moruzzi e Bocchini sono forse inadeguati. 29% al tiro e ringraziare.
Nel terzo quarto si mantiene una zona che non regge, mentre altri falli in attacco vanificano ogni speranza. Due sono di Cross, che chiude in anticipo la sua partita. Va bene che la poca circolazione di palla spinge spesso i singoli a forzare, ma alcune fischiate rasentano le comiche. Sconforto, Rannikko punisce da 3, si tocca il -16 e si va alla fine del terzo quarto sul 65-51.
Ultimo quarto di bagarre. Abram si sveglia dopo aver sbagliato di tutto in attacco e aver subito troppo in difesa, e da solo la porta sul -10. Si sbagliano 4 attacchi consecutivi per il -8, poi di nuovo il caos. Interferenza non fischiata, fallo in attacco non dato – dopo che i bolognesi erano stati martoriati dagli sfondamenti -, dubbi passi di Bocchini. Ticchi chiama un timeout in modo energico, e gli arbitri lo sanciscono di tecnico. La panchina non ne puo’ piu’, e sbotta anche il presidente Tudini che, in tribuna, rischia di essere allontanato dalla polizia. Di nuovo -16, ma di nuovo Abram la riapre. Sul -6 pero’ Smith entra debolmente e si fa stoppare. Burditt sul ribaltamento decide che e’ il momento buono per mettere la prima bomba della sua stagione. Palla persa da Ghiacci poi, tutti a casa.

Note in chiusura: senza Fultz e senza Sottana non esiste un reale cambio dei play. Pittman da rivedere. Panchina troppo debole. E anche uno dei peggiori arbitraggi che questi occhi abbiano visto negli ultimi 20 anni.

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