Finisce 89-86 per la Sicc Jesi, e per la Bignami e’ l’ennesima sconfitta interna al fotofinish quando sarebbe stato il momento di fare il definitivo salto di qualita’. Evidentemente i complimenti non riescono mai ad essere digeriti a pieno, e dopo oggi si resta ancora nel limbo dove sarebbe mancato un niente per il quarto posto, e manca poco al risucchio generale. A difesa degli uomini di Ticchi si deve riconoscere un partitone della Sicc, che rispetto a due settimane fa recupera un minimo Tutt e Pol Bodetto, mostra una discreta tenuta difensiva, e ha due giocatori in spolvero maximo. Ma se di Rocca si sapeva (specie poi ricordando le sofferenze strutturali del Bignami contro i 4 avversari), di certo non ci si aspettava un Carl Thomas modificato geneticamente. Ora, il futuro resta un’ipotesi.

Ticchi ricorda il buon impatto della zona qualche domenica fa, e la ripropone ad inizio partita. Ma il primo vantaggio casalingo viene costruito in attacco: Faggiano uccella Gigena che e’ un piacere, e quando Zanchi cambia la difesa il 19 di casa e’ gia’ a quota 7 per il 14-7 che pero’ non fa primavera. Visto il perdurare dell’assenza di Pilutti, e il black out che pare aver spento Levin, si deve provare l’opzione Ghiacci play. Dura una sola azione, nella quale Pol Bodetto pareggia sul 16-16. Ma una nuova spallata Bignami riporta il punteggio sul 22-16.

Il secondo quarto e’ roba da far impazzire. Bignami con i due lunghi, e due triple di Thomas siglano il 9-0 di parziale e sorpasso. Ghiacci mette il 25-25, ma l’inondazione e’ gia’ iniziata, e lo scoglio non argina il mare. Rocca e Thomas non si tengono in alcun modo, e il punteggio Sicc corre come un tassametro. 14 punti dopo 2’12”, 26 dopo 5′, 32 dopo 7′. Tutt entra al posto di Thomas e tripla subito, Flamini si vede recapitare una boccia dall’arco dopo stoppata subita da Tutt e tripla allo scadere dei 24″. Ticchi e’ allibito quanto tutto il Paladozza, Williams ci prova da solo ma non va da nessuna parte. Perdono la testa anche gli arbitri, che lasciano correre un minuto prima di accorgersi che dopo un fallo Sicc ci volevano i tiri liberi. Tanta fatica al tavolo per un 1/2 ai liberi, ma almeno si sblocca il 32-48… Quando Jesi comincia a sbagliare qualcosa, mostrando anche il suo lato umano, il Bignami non rientra abbastanza. 35-50 al the’, senza zucchero alcuno.

Chi segue il Bignami sa che qualsiasi vantaggio o svantaggio e’ relativo, e almeno nel terzo quarto la difesa comincia a crescere. Concessi altri 6 punti a Thomas, ma almeno attorno gli altri non fanno piu’ molto altro. Ci si aggrappa a Rush, a Williams, e il rientro sarebbe anche piu’ rapido se qualcuno avesse insegnato ai rossoblu l’arte del tiro libero. Il 2/2 non esiste, ma qualcosa si rosicchia. Thomas in panca, zona Ticchi, Abram e Williams si scatenano. 61-63, prima che Faggiano immoli una coscia commettendo fallo su Rocca allo scadere. 61-65 alla sirena.

Ultimo quarto di rincorsa: Barlera lotta, Williams lo supporta, ma c’e’ sempre qualcosa che va storto. Ghiacci comincia il suo momento di calvario sfondando, Gigena si ricorda di essere un giocatore e mette 5 punti per il 68-77. Abram ci crede ancora, e grazie anche ad un momento buio marchigiano riesce addirittura a siglare il sorpasso, 84-83, quando si sta per entrare nell’ultimo minuto. Ma il castello crolla qui: inutile fallo di Ghiacci su Stanic a meta’ campo, sorpasso, altra forzatura dello stesso Ghiacci in attacco, e ciuf di Thomas. 84-87. Liberi di Faggiano, schiaccione di Johnson finale. 101 a 86 di valutazione per il Bignami, ma conta poco.

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