Finisce 95-61 per la Bignami, e il rituale bacione del presidente Tudini alla moglie in prima fila suggella un sabato di grande gioia per la terza torre di Bologna. Il Progresso doveva vincere, e magari di 9 punti per ribaltare lo scarto dell’andata. Ma la squadra di Ticchi ha fatto ben di piu’, triturando le controfigure della Premiata Montegranaro fin dai primi minuti. Non si sa bene se sia stata la paura del blocco del traffico bolognese, o qualche altra cosa. Di certo, i dieci che hanno indossato la maglia gialloblu della Sutor Montegranaro non erano quelli che venivano da due vittorie consecutive. Assolutamente. I cinque mori della Bignami, reduci dalla opaca prova infrasettimanale di Rimini non devono nemmeno forzare per il break iniziale. Si trovano di fronte una squadra che forza tiri e non ha alcun tipo di giro di palla, e che si presta inesorabilmente al pungente contropiede castellano. E, quelle volte che la difesa rientra, si limita a guardare le penetrazioni di Smith e Pittman senza nemmeno provare a contrastarli (a fine gara, solo 9 falli della Premiata, compreso un tecnico). Il primo quarto e’ una sarabanda infinita: 9-0, 16-4, 28-8, fino all’incredibile 37-10 con cui terminano i primi dieci minuti. Smith e Abram gia’ in doppia cifra, 15 rimbalzi a 4, e un 52 a meno uno di valutazione complessiva che, se non e’ record interplanetario, poco ci manca. In questo quarto succede anche l’ammutinamento di Riley, che dopo aver aspettato inutilmente uno scarico da Causin lascia il campo e forse anche il Paladozza, prima di essere richiamato ad una svogliata manovalanza. E’ vero che quando questo capita i buoi erano gia’ fuggiti, ma il contemporaneo tecnico alla panchina marchigiana contribuisce al parzialissimo che stronca le speranze dei furibondi 2-300 tifosi ospiti dopo 5 minuti.
Nel secondo quarto Ticchi cerca risposte anche dagli italiani, molto sacrificati nelle sue rotazioni. E questa volta le trova: Ghiacci e Smith bucano bene, e Bernardi e’ costretto a tornare a uomo. Ma e’ un’arma fallimentare: il piccolo Ayuso si trova a dover fronteggiare il piu’ alto Pittman, che lo porta a spasso e porta il Progresso fino al +33. Si va al riposo sul 59-29.
C’e’ poco da dire dei restanti 20 minuti: Abram comincia il suo show personale con l’immediata bomba del +33, Ticchi prova una zona che recupera subito vari palloni e che chiude il terzo quarto sul 77-39. Nell’ultimo quarto c’e’ soltanto da segnalare un leggero infortunio a Cross, la sfida personale del pesarese Pierfilippo Rossi con i ragazzi della Fossa Fortitudo (chiamati da Tudini per fronteggiare sonoramente i tifosi avversari dopo l’obbligo imposto dalla FIP di lasciare in tasca le trombette), e i punti finali degli eterni panchinari Bocchini e Agazzone che sanciscono il +34 finale, e fanno fare alla Bignami un passo importante, ma sicuramente non decisivo, verso la salvezza.

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