Undici anni di Eurolega, quindici consecutivi nelle coppe, diciotto partecipazioni complessive alle competizioni europee. Non si può certo dire che sia una novità, a livello internazionale, la Fortitudo Bologna. Solo che sono passati quasi 12 anni dall’ultima volta che ci ha messo piede.

Era il 13 gennaio 2009, ultima partita del girone preliminare di Eurocup, a Valencia. L’anno nefasto della retrocessone, preludio del dissesto economico del club e di una lunghissima traversata del deserto, prima tre anni di vuoto assoluto, poi una lunga e faticosa risalita dalle serie minori. Dalle grandi arene europee ai più anonimi campi di provincia, e ritorno: l’aquila biancoblù stasera debutta in Champions League, e chiude il cerchio. C’è purtroppo il Covid a tener lontana la sua gente, ma idealmente è una festa, che rimette in moto una solida tradizione continentale.

Radici profonde, la prima apparizione che risale al lontano 1976/77, subito un capitolo importantissimo nella storia del club, che sfiora la Coppa Korac – sarebbe stato il suo primo trofeo, e la storia di Basket City avrebbe forse preso pieghe diverse – tra polemiche e rimpianti. Dopo aver eliminato tra gli altri il Bosna Sarajevo del leggendario Mirza Delibasic, la Effe si ritrova in finale a Genova ma perde 87-84 contro la grande Jugoplastika Spalato, col suo giocatore più forte, Carlos Raffaelli, fermato da un cavillo burocratico.
A parte un altro paio di partecipazioni alla Korac nei primi anni 80, bisogna poi passare al 1994 per ritrovare una Fortitudo europea. E’ l’inizio del suo ciclo d’oro, quello che porterà non solo a due scudetti in 10 finali tricolori, ma anche a una continua, massiccia presenza nelle coppe, spesso da protagonista, spesso in diretta contrapposizione con la Virtus, la rivale di sempre, dando vita a una sarabanda di derby europei passati alla storia.

Nel 2004 il punto più alto del percorso, la finale per il titolo, battendo al supplementare Siena in una grande semifinale a Tel Aviv, ma tanti altri momenti memorabili, vittorie a Madrid, ad Atene, a Mosca, a Belgrado, l’Europa dei grandi che diventa un’abitudine. Alla fine, nella coppa più prestigiosa, 11 partecipazioni, una finale, due semifinali, tre volte ai quarti, quattro volte alle top-16. E stasera a Casalecchio c’è Bamberg: bentornata.

Enrico Schiavina

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