Andrea Benevelli è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.
Ecco un estratto delle parole del lungo della Fortitudo.

Il padre Amos ha giocato in Fortitudo. Me ne parlava molto bene. Mi ha raccontato che in Fortitudo ha vissuto la svolta cestistica della sua carriera. Era la stagione 1975/76 e l’allenatore era Nikolic. Mi dice sempre che oggi non si lavora più in palestra come allora. Quell’anno arrivò la promozione in Al. Spero di emulare le gesta di mio padre.
E’ stato il suo modello? Mi ha ispirato molto. Se sono diventato un giocatore professionista è merito suo. Avevo seriamente pensato di smettere. Avevo 15 anni, tesserato per la Basket Giovane, società satellite dell’allora Scavolini Pesaro. Giocavo poco e volevo mollare per andare a fare calcio e pallavolo con i miei amici. Mio padre mi disse di non mollare e che il lavoro avrebbe pagato. Aveva ragione lui. L’anno dopo mi richiamò Pesaro e lì cominciò la mia carriera.
Il derby del PalaDozza. Una bellissima emozione. Era il nostro esordio al PalaDozza davanti ad una cornice di pubblico inusuale per un\’amichevole di settembre. In campo abbiamo fatto discrete cose, alternandole ad altre da migliorare. Fin qui la prestagione è stata abbastanza positiva. Ci stiamo conoscendo sempre di più e abbiamo il piacere di giocare insieme. Siamo sulla strada giusta.
Non pesa essere arrivato come cambio di Mancinelli? Assolutamente no. E’ uno stimolo per dare di più in meno tempo. Siamo quattro lunghi, possiamo giocare tutti trovando soluzioni e accoppiamenti diversi. E’ un grande vantaggio.

(Foto di Fabio Pozzati / ebasket.it)

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