Marco Belinelli è stato sentito da Umberto Zapelloni per Il Foglio. Un estratto dell’intervista.

“Cosa mi è mancato dell’NBA? Niente. Se devo essere sincero proprio niente. Non ho visto neppure una partita in tv. Sono contento al mille per mille della mia scelta e quando vado ad allenarmi lo faccio con il sorriso. Dopo 13 anni avevo voglia di tornare a casa e di mettermi in gioco in un campionato diverso dall’Nba. In America si giocava molto, si volava tantissimo, eravamo sempre in viaggio. Qui ho la fortuna di poter passare molto più tempo con mia moglie, di essere più vicino alla mia famiglia e ai miei amici che per me sono sempre stati molto importanti.
Penso che sia un bel campionato. Bello e particolare. Ci sono squadre che sulla carta sono più forti come Milano, Venezia, Sassari, Brindisi, noi, ma è un campionato così equilibrato che non bisogna mai dare nulla per scontato. Non si può sottovalutare nessun avversario, altrimenti finisce come a noi all’ultima della stagione regolare che abbiamo perso con Trento. Bisogna avere rispetto di ogni avversario. Sono contento di giocarci e di farlo con la Virtus una squadra che giustamente ha delle ambizioni. Sono tornato per questo. Perché il progetto punta in alto, perché possiamo sognare di vincere il campionato. Vogliamo centrare l’obbiettivo per noi, la società e la città di Bologna, sperando di poter presto riavere i nostri tifosi.
Avevo voglia di tornare a essere un leader. Una cosa che mi mette pressione, ma ne avevo bisogno. C’è una società che vuole crescere e vincere. Avevo bisogno di sentirmi così. Di poter dare il contributo della mia esperienza in spogliatoio, in campo, ma anche in società perché in America ne ho viste davvero tante e qualcosa avrò pure imparato da organizzazioni perfette come quella di San Antonio. Non sono una persona che parla tantissimo, ma amo questo sport e credo di esser capace di trasmettere la mia passione. Ho un ottimo rapporto con il presidente Zanetti, con Baraldi, con Paolo Ronci e cerco di dare il mio contributo anche dal punto di vista organizzativo e vedo che possiamo crescere e raggiungere traguardi importanti. Uno scudetto io l’ho già vinto, ma sono qui per riprovarci. E poi resta il sogno dell’Olimpiade”

(foto Legabasket)

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