In occasione della trasferta a Lubiana della Virtus, Luca Aquino sul Corriere di Bologna ha intervistato Sani Becirovic, che la società bianconera prelevò proprio da quella slovena, dopo essere rimasta impressionata dalle sue prestazioni in Eurolega.

Becirovic fece 26 punti in gara1 e 25 in gara2, contro la futura Virtus del grande slam. Però loro avevano un ragazzino di nome Ginobili che ha fatto i miracoli. Noi abbiamo dato tutto e ce la siamo giocata contro una squadra fortissima, ma nelle due partite Manu ha sempre fatto la differenza. Il miglior Becirovic di sempre? Ero un giocatore diverso. A 19 anni potevo fare 20 punti quasi scherzando, ero una macchina da canestri. Dopo gli infortuni mi sono evoluto come giocatore, facendo quello di cui avevano bisogno le varie squadre in cui ho giocato. Una sorta di braccio destro dell’allenatore.
Cosa è successo in Virtus? Al primo anno le cose si complicano perché Messina è molto duro e faccio tanta fatica finché Jaric non si infortuna. Da quel momento dimostro che posso giocare 30 minuti anche in una squadra così forte. Anni fa ho incontrato Ettore, ho chiarito le cose con lui, non dico che mi sono scusato ma quasi. Ero giovane, vedevo solo me stesso e non capivo di essere arrivato in una squadra già avviata nella quale sarei dovuto entrare con calma.
E dopo? Si è detto di tutto su di me, ho ricevuto tante accuse. La verità è che loro mi hanno proposto di operarmi proprio nel momento in cui la proprietà era in difficoltà a pagare non solo i debiti di quell’anno ma anche dei precedenti. Io sono stato solo il primo a chiedere i soldi che mi dovevano già dal primo anno.
Da lì partì l’iter che  portò la Virtus alla radiazione nel 2003. Non è mai stata mia intenzione fare male alla Virtus, ho semplicemente chiesto quello che mi spettava: mi dovevano oltre metà dello stipendio del primo anno. Tanto che, nonostante la causa vinta senza aver mai visto i soldi promessi, quando Romano Bertocchi e l’ex presidente che non nomino (Sabatini, ndr) vennero a chiedermi di firmare una transazione per la metà di quello che avrei ancora dovuto percepire da quel primo anno, lo feci e la Virtus potè iscriversi alla A2.
Non so dove sarei potuto arrivare senza l’infortunio, ma fa parte dello sport. Nonostante le brutte previsioni sono però tornato e ho vinto l’Eurolega. Lelli usa ancora il mio caso nei convegni, rischiavo di non camminare più e sono tornato in campo.
Bologna per Becirovic non è stata solo Virtus. È una seconda casa, fa parte di me. Grazie a Dio l’ho vissuta anche dall’altra parte e in Fortitudo sono successe solo belle cose.

(foto Virtuspedia)

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