Non si placa la polemica sul discorso capienze. Il calcio – come sempre – fa da capofila, e si parla già di rinvio della prima giornata, in programma il 21 agosto. Il Decreto Legge prevede il 50% all’aperto, ma la questione distanziamento dei seggiolini – imposta dal CTS – lo trasforma in realtà nel 33%, come dimostra l’amichevole Parma-Inter di domenica.
Le diplomazie sono al lavoro, e in particolare è scesa in campo Valentina Vezzali, che sta cercando una non facile mediazione tra CTS e presidenti, sia del calcio che degli altri sport. Come spiega il Corriere dello Sport, nelle prossime 48 ore il sottosegretario vedrà i presidenti delle federazioni di calcio, basket e volley, e poi farà di nuovo il punto col CTS.
L’obiettivo è conciliare le necessità di tutto il mondo dello sport, quello professionistico e di base (piscine e palestre) con le indicazioni del CTS, e trovare le linee guida condivise per tutti gli impianti che poi verranno pubblicate sul sito www.sport.governo.it. La Serie A ha fretta, e spera che la questione si sblocchi – con almeno il 50% “vero” della capienza” al massimo all’inizio della prossima settimana perché ci sono i
biglietti da mettere in vendita. Altrimenti davvero la prima giornata di serie A potrebbe saltare, e per il governo sarebbe uno “schiaffo” notevole, considerato che altrove in Europa si entra negli stadi con green pass al 100% della capienza senza particolari problemi e senza nessuna particolare conseguenza epidemiologica.

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