Aveva fatto una toccata e fuga in città. Il tempo di salutare la sua Virtus che si radunava, di portare il suo applauso a chi era rimasto e a chi invece era arrivato. Mancavano i big, tra l’altro, e tra quelle facce di giovani polacchi o svedesi non riconosceva nessuno: Gaddefors gli poteva più che altro ricordare il nome di un componibile preso all’Ikea e che non era proprio riuscito a montare. Era convinto mancassero almeno due chiodi, ma non lo diceva in giro per non fare la parte del vittimista.
Era poi tornato in spiaggia, ancora ridacchiando per quel minuto di raccoglimento che aveva salutato la squadra scomparsa. E si chiese chi fossero, quei due, che discutevano in riva al mare, anche animatamente: magari avrebbero iniziato a tirarsi addosso meduse morte, ma la cosa lo divertiva eccome. Si mise quindi ad ascoltarli, evitando attentamente di entrare nel loro raggio di tiro: va bene tutto, ecco, ma non essere preso a medusate.

No io no – Ascolta, io non ti costringo a restare a casa, capito? Ma di andare a seguire una roba ibrida, che ancora non so se avrà il mio marchio e di cui nemmeno loro sanno il nome, proprio non me la sento. Non me lo ordina il medico di andare, alla domenica, a vedere della pallacanestro: io seguivo la Fortitudo, amen. E questa, insomma, mi sembra una roba che Fortitudo non è.

Vado anch’io – Bene, diamo ragione a Sabatini? Che se porti Nilla Pizzi a Hollywood non ti diventa Madonna? A parte che ormai le due saranno coetanee, ma lui non fece uguale? Non prese Castelmaggiore e la fece diventare Virtus? E allora, quale è la differenza? Mettiamoci nell’ordine di idee che, purtroppo, nel basket attuale queste cose esistono, anche se si pensa sempre a noi non può succedere. non sono poi così schizzinosi, oltre Reno, e nemmeno a Pesaro. E, secondo me, non è che a Caserta non andranno a vedere l’Eurolega pensando sai com’è, non siamo del tutto quelli di quando c’era Oscar. O che a Forlì, che erano duecento anni che aspettavano la Legadue, ora rinuncino perché non sono esattamente quelli di Rod Griffin. Purtroppo ci è capitato, e ripartire non può essere indolore.

No io no – A me sembra solo qualcosa di simile ad una speculazione. Magari in buona fede, ma è così. Poi bello davvero, tenere Lamma a garanzia di continuità, o ripescare Seragnoli per dare un senso alla cosa. Sono convinti di questo, o sono solo richiami per convincere la gente a seguirli? Insomma, io vorrei solo che venissero rispettati i miei sentimenti: tifavo per una cosa, che è stata maltrattata e nemmeno ho avuto il conforto dell’estrema unzione. Ripartire subito, ecco, non ce la faccio.

Vado anch’io – Però ti faccio una domanda. Era davvero Fortitudo, inteso anche come etica e come sentimento, quella degli ultimi anni? Quella su cui il Galactico ha davvero speculato, e quella che per Gil era solo un mezzo per arrivare al suo Parco? Con annesso niente Parco, niente Fortitudo? Ce l’hanno strappata di mano, ce l’hanno fatta diventare una operazione commerciale. Ora, io vorrei dare fiducia a gente che, spero, faccia prima di tutto il bene dell’Aquila, e poi magari abbia un proprio tornaconto; che ci sarà senz’altro, perché ora Romagnoli lo conoscono tutti e fino ad un mese fa “romagnoli” erano solo ‘sti secessionisti locali. Ma, ecco, vediamo quello che succede.

No io no – E’ come se mio figlio fosse in coma irreversibile. Morto, quasi morto, e io intanto cosa faccio? Prendo i suoi vestiti, li metto addosso ad un altro bambino, e mi convinco che sia la stessa cosa: non può, non può esserlo!

Vado anch’io – Dai, sai anche te che non è un paragone fattibile. Poi scusa, non si era detto “andiamo dove dice la casa madre”? Ecco, la SG Fortitudo, quella vera e strica, ha detto “Budrio”. Bene, per me scelta fatta. E, pur di depurarmi di Sacrati, mi andrebbe bene qualsiasi cosa.

Li ascoltava, e alla fine pensava di essere stato fortunato. Almeno, nel 2003 loro erano stati tutti uniti: ok, era una situazione diversa, lì la Virtus “vera” era stata radiata, mentre loro invece hanno quello straccetto di 103 rimasto. E insomma, si disse, se non ci vanno loro, a vederli, al massimo ci vado io: Bazzani porta la Merz, Lamma porta la Chiatti, e se in campo ci sarà gente mai vista prima, in parterre mi rifaccio gli occhi.

L’estate stava finendo, ma non del tutto.

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