Avevano tirato giù la duna, in spiaggia, perchè era stato sempre così: giù la montagna di sabbia, inizio della manutenzione, e Pasqua come precampionato in vista della stagione estiva. Ma Waimer era molto, molto triste: attorno non c’era nessuno, e l’unica cosa che poteva fare era mettere su Facebook una foto della spiaggia vuota e commentare prima o poi ci rivedremo. Non che lui fosse un esperto di social (riteneva infatti che fosse meglio l’intorto dal vivo che non chiedere ESCILE a sconosciute), però gli avevano detto che tutto faceva marketing, anche il ricordare ai clienti che lui esisteva, era lì, e li aspettava. Soprattutto il loro bancomat, aspettava, ma andava bene lo stesso. Peccato che, dal cellulare, gli fossero arrivate due richieste di videochat, o videoconferenza, o videochiamata come le si voleva chiamare. Non ci poteva credere: loro. Ancora loro. Pallidi in faccia, con finte biblioteche Ikea dietro le spalle, ma proprio loro.

Waimer – Poi uno dice che preferiva i telefoni a rotella a ‘ste diavolerie recenti. Cosa volete da me? Lasciatemi qui a pulire lettini che chissà se mai verranno utilizzati.

Piccy – Colpa tua, che metti su quelle foto e ci fai venire voglia di rompere gli obblighi e venire in spiaggia. Perchè ora abbiamo nostalgia anche dell’intruppamento sugli autobus, figurarsi delle code in autostrada per arrivare al mare.

Bavvy – Dovresti essere felice, che pensiamo a te anche in quarantena.

Waimer – Con i pensieri mica ci mangio e mica ci vado a peripatetiche.

Piccy – Stai piangendo miseria pure tu? Già? Non ci si può fare niente, anima in pace. Non come questi qua, che solo perchè erano primi in classifica avrebbero voluto riaprire tutto, come i Duke in “Una poltrona per due” dopo essere stati buttati in rovina. Cosa volevi fare? Giocare con le mascherine addosso? Obbligare gli avversari a spostarsi davanti a voi per tenere la distanza?

Bavvy – Guarda, avresti fatto tu la stessa cosa al nostro posto. Immagina il virus 365 giorni fa. Tu sei primo in classifica in A2, hai trecento vittorie di scarto sulla seconda, ti manca solo la matematica per tornare in serie A dopo 10 anni. Poi zac, tutto cancellato, come se non fosse successo niente, tutto da rifare: lo avresti visto come un complotto mondiale, il virus diffuso nel caffè, e avresti chiesto a Rosselli e Hasbrouck di giocare con lo scafandro, ma di giocare.

Waimer – Ragazzi, scusate. Almeno gli anni scorsi iniziavate a discutere a primavera inoltrata e, soprattutto, in prima persona: fastidiosi ma danarosi. Ora non solo iniziamo che non è nemmeno metà di aprile, ma nemmeno ne tiro fuori qualcosa per il mio conto in banca.

Piccy – Mi sa che ci dovremo abituare. Ma poi scusa, non eravate voi romagnoli che ai primi “state a casa” avete affollato la spiaggia senza nemmeno dei cani a cui chiedere una extrapisciata?

Bavvy – Io poi nemmeno ho un cane da far pisciare, mica posso chiedere al vicino di casa di prestarmi un cocker o un figlio truccabile da bassotto e chiedergli di abbaiare. Quindi sopportaci da lontano, in streaming, come noi sopportiamo lo stare in casa e il sognare di venire lì da te. Pensa come siamo messi.

Waimer si sentiva di dover aggiungere strazio a strazio. Nessuno sugli spalti, nessuno in panchina, Nessuno palleggia, nessuno che moviola. Nessuno allo stadio, nessuno bagarino. E forse anche nessun bagnino? Non poteva finire così, non doveva finire così.

Bolognabasket © 2000 - 2020 Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata presso Tribunale di Bologna, decreto 8225 del 03/02/2012

e-mail: redazione@bolognabasket.it

Privacy e Cookie Policy | Sito Web realizzato da: beltenis.it | Feed RSS: