Waimer era perplesso. Aveva un barlume di interesse nella pallacanestro, più che altro perché lo sport nazionale romagnolo – i racchettoni – non era olimpico, per cui altrove ogni tanto doveva guardare. E questo odor di salsiccia e Fernet che proveniva dall’Alma Mater Riminorum un po’ lo inquietava. Ma non erano questi i suoi problemi principali, dato che il fratellino Camper si era messo nei guai cercando di sottrarre una fanciulla finlandese al proprio fidanzato – in un attimo di assenza dovuta a telefonata di costui all’Onu, per dichiarare la propria condizione di ostaggio nelle mani di una organizzazione brutta e cattiva di Battistrada dell’Oregon – e nonno Iader stava cercando di pulirsi la dentiera con un perizoma lasciatogli tanti anni addietro da una sua conquista svedese (cosa questa che, giunta alle orecchie dei tifosi virtussini in spiaggia, fece balenare l’idea di dare un passaporto italiano a Gaddefors).
Le duexdue fazioni intanto continuavano a battagliare tra loro. Il lato fortitudino si stava scannando sulle peculiarità e le bellezze di Ferrara (per alcuni) e Rimini (per altri), mentre in casa Virtus pareva esserci un po’ più di calma. Per par condicio, avendo ascoltato i fortitudini l’ultima volta, Waimer stavolta preferì dedicarsi al bianco e al nero.

Bavvy – Oh, io mi sto divertendo come un matto. Anzi, parafrasando quello là, sto godendo come un riccio. Sentili, i piccioni, che si stanno scannando per un titolo da mendicare ovunque ci sia possibilità e, soprattutto, qualcuno pronto a tirar fuori i soldi. Quelli che seguono il budriese che nemmeno è stato capace di far i playoff in B2, e gli altri che perserverano con il Purgatore Maximo. Che, ad occhio, un po’ di precedenti li ha, o no? Sono fantastici, vorrei proprio che vincesse Sacrati, così da chiedere a quelli Mai più con Sacrati che intenzioni hanno. Bello, no, il tifo più bello d’Italia, bla e anche bla. E se un giorno dovessero trovare un proprietario che spariglia le cose e facesse una Fortitudo unitaria, come fanno a tornare a tifare per la stessa squadra soggetti che oggi si insultano nemmeno fosse un derby?

Sabby – No, dai, la cosa più divertente sarebbe che il derby ci fosse, ma tra la Fortiferrara e la Fortirimini. Alla fine vedi che poteva andarci peggio? Noi nel 2003 abbiamo trovato uno che ha tirato giù dei muri con la cerbottana, e pur con i tanti errori che sta facendo dobbiamo rendergliene atto.

Bavvy – Eh lo so, ma non è che per questo motivo dobbiamo continuare ad accettare qualsiasi cosa, secondo me. E dire che non ci vorrebbe poi tanto per fare felici i tifosi Virtus: hai un bel palasport anche se non ci si vede una mazza, hai gente che si abbonerebbe in massa se solo ci fossero prezzi alla portata di tutti, hai una storia dietro che gli altri se la sognano. Vorremmo solo un po’ di chiarezza, o anche solo un po’ di amore dichiarato per i nostri colori, accidenti. Invece è un continuo dire che non vede l’ora di sbarazzarsi di noi, che il suo telefono è sempre libero per chi volesse prendere il suo posto. Oh, sia chiaro, in giro c’è gente poco raccomandabile, ma non è che questo debba essere sempre un cavallo di battaglia, potrebbe andare peggio va bene, ma non all’infinito.

Sabby – Però devi anche capire che nel mondo degli imprenditori il giocare a poker è qualcosa di inevitabile. E facendo così Sabatini fa sì che chi vuole veramente la Virtus giochi a carte scoperte, così se bluffi lo sanno tutti. Altrimenti si finisce come con Riviera Solare, te lo ricordi? Io penso che vada anche bene criticare, ogni tanto, però entrati nell’ottica di non poter vivere i tempi d’oro e di straoro degli anni scorsi, oggi c’è modo e maniera di prendersi comunque delle piccole soddisfazioni. E aver battuto Siena, in quel modo, mi ha fatto godere un bel po’.

Bavvy – Ecco, è che vorrei qualcosa di più, poco poco, ma solo per sognare ogni tanto e non stare dietro agli altri. E poi, ma me la spieghi la roba di andare a giocare a Ferrara? Ma perché, mi dico io. Insomma, sembra quasi che prima di tutto vengano gli affari imprenditoriali, poi quelli politici, e solo alla fine il bene della Virtus e quello dei tifosi. Capisci che mi dispiace? Capisci che vorrei una proprietà che dicesse PRIMA, LA VIRTUS e non tirasse in ballo sempre qualcosa di diverso?

Sabby – Tanto sai cosa? Qui c’è sempre un sacco di gente che si lamenta, brontola eccetera. Però alla fine vince sempre il basket, e si farà la coda per l’abbonamento come tutti gli anni. E andremo avanti così fino alla fine dei nostri giorni, sperando che la Virtus non finisca in mani bucate come succede da altre parti. Guardali sempre, quelli là, come sono messi. Che ora devono tifare di nuovo per Sacrati, per cui il tempo è galantuomo. Beh, io sto con Sabba.

Bavvy – E sai cosa ti dico io? Io sto con Romagnoli. Uno che mi dice sono pieno di patata per me vince sempre.

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