Agosto era il mese topico, quello in cui Waimer non accettava alcun tipo di cedimento da parte dei suoi sottomessi, e per questo diventava ancora più rabbioso di quanto non fosse solitamente. Ma, dato che alla fine per la sua filosofia il cliente ha sempre ragione finchè fa quello che dico io e paga, non accettava nemmeno lamentele da parte di chi magari voleva un quarto lettino sotto l’ombrellone per farci stare la badante del nonno, o chi lamentava che la sabbia non fosse abbastanza granulare per fare i castelli anche senza acqua. L’unico suo svago era quello di sentire i due tifosi: erano rompipalle, questo sì, ma di solito pagavano senza fare storie. E questo, per il bagnino ultrà, era già sufficiente.

Piccy – Allora hai visto? Mi hai frantumato i gioielli di famiglia sul nulla assoluto del mio mercato, poi ora mi pare che piano piano tutto si stia mettendo a posto. Poi oh, prima mi fracassi perchè facciamo tutto in fretta e portiamo a casa i McCamey, ora fracassi perchè siamo lenti. Magari poi ci rivediamo sul campo, va bene?

Bavvy – Ah guarda non vedo l’ora. Però… mi spieghi una cosa, tu che sai tutto e sei bravo e saggio? Come mai Sacchetti ha fatto bene ovunque, è diventato l’idolo di tutta Italia, e ha fatto lezzo solo da voi? Lo so che tu durante le partite delle Olimpiadi da un lato speravi che perdesse così da non fare la parte del pirla che non lo ha capito, dall’altro speravi un sue vittorie così da fargli trovare un posto altrove e sgravarti del suo stipendio. Io penso solo una cosa: la Effe è talmente tossica che ammalerebbe chiunque

Piccy – E allora se siamo così tossici perchè continui a guardare noi? Pensa al tuo Tessitori, pensa al tuo Teodosic. E pensa a come sarà bello l’incontro tra Pajola e Scariolo: zazzera al vento contro il re del gel. Pensa alla tua Eurolega, al tuo dottorzanetticheringraziamo, ai tuoi trecento palasport sparsi per gli stand della fiera e tutto il resto. Ti ricordavo molto più snob, non è che ti stai maraglizzando pure tu?

Bavvy – Posso dire di te la stessa cosa. Eri maraglio, pugno sul cuore e dito verso la curva. Ora invece leggo che questo giocatore non ti convince perchè hai visto un video dove fa passi, questo altro non lo conosci bene, poi c’è il capitano che è vecchio. Dai, “l’importante è che tu esista” vallo a raccontare a qualchedunaltro. L’importante è che tu esista e vinca, altrimenti vi arrabbiate pure voi.

Waimer – Scusate, ma sono decenni che vi ripetete le stesse cose, che litigate per le stesse cose, e alla fine mi pare che voi due siate UGUALI. Entrambi dite che conta la maglia, ma se perdete una partita vorreste cambiare l’intera squadra e forse pure la dirigenza. Entrambi dite di essere migliori dell’altro eccetera. State disturbando, perchè non vi date all’equitazione, al lancio del Nokia, insomma, perchè lo fate?

Piccy – Perchè siamo di Bologna.

Bavvy – Concordo.

Piccy – Anche se tu sei Castelmaggiore

Bavvy – Dove tu avevi la sede, e giocavi a Casalecchio

Piccy– Dove tu sei stato per anni

Bavvy – E dove tu sei andato e chissà se non tornerai.

Waimer si ritenne sconfotto e si allontanò dai due soliti contendenti, quando si avvicinò bellicosa la mamma di Tiago lamentando che il piccino aveva visto in tv il trampolino elastico delle Olimpiadi, e non capiva perchè lui, invece, doveva fare i suoi balzi su un salterello di pochi metri di diametro. Waimer tuonò, poi cacciò un rutto che da Tokio arrivarono e gli misero una medaglia d’oro al collo. La guardò, poi tornò a falciare il suo prato. Dura, la vita.

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