C’era il sole, poi di punto in bianco si scatenavano temporali di proporzioni immani. Clima tropicale, pensava, con il solo problema che non era ai tropici, ma in una qualsiasi spiaggia dell’Adriatico. Ergo, pur davanti ai monsoni (gli oneri) non poteva vantare un ambiente caraibico e avere quindi gli onori di alzare i prezzi. Waimer guardava le previsioni del tempo senza capirci poi più di tanto, e alle chiattone modenesi che si lamentavano delle perturbazioni rispondeva che il suo era l’unico bagno che offriva, senza sovrapprezzi, la doccia oltre che il mare. Destino baro e crudele, il suo, con il calcio che non aveva dato nessun plusvalore alle sue casse: già sognava serate con megaschermo e mega introiti, ma guai a fidarti delle prandellate e balotellate. E ora, poteva mai sperare in guadagni extra proponendo notti magiche con partite della Costarica e del Cile?

Bavvy – Non mi far ricordare le minchiate dei mondiali. Nel 1990 misero Bologna a ferro e fuoco per essere pronti allo sbarco di milioni di turisti. Poi al Dall’Ara ci mandarono a giocare gli Emirati Arabi. E allo stadio c’era meno gente che a vedere le partite Uisp.

Waimer – Che fai, vi mettete a parlare di calcio per nascondere il fatto che del vostro tanto amato sport non c’è niente da raccontare? Eppure dai, c’è la finale scudetto che oggi arriva alla gara secca, se non sbaglio l’ultima volta fu proprio tra due bolognesi…

Bavvy – Ecco, appunto. Un tempo si poteva tirar notte a discutere delle difese di Skansi su Abbio, di Danilovic, di Myers e compagnia bella. Ora cosa dobbiamo fare, mi chiedo io? Fare ogni giorno la sinossi del Carlino e di Stadio? Uno poi si stanca anche, perchè tutti i media devono riempire i propri spazi, non c’è niente da raccontare, e non sai mai come leggere quello che ti viene proposto. Quindi, siamo qua da oltre un mese e nulla sappiamo.

Piccy – E lo vieni a dire a me? Ancora non si sa niente. Gente che vuole vedere conti, gente che non vuole uscire spennacchiata, diligenze che mi fanno venire in mente John Wayne. L’ennesima estate di basket non giocato, quindi, anche se quest’anno in teoria una base di ripartenza ce l’avevamo. Invece niente, traghettiamo verso il 30 giugno senza avere nulla in mano. Poi devo leggere le possibili scelte per l’allenatore, che poi sono gli stessi nomi che vengono riproposto da anni, poveri Garelli e Ticchi tra gli altri. Ma poi, chi è che li avrebbe contattati, se ora non si sa niente dello staff dirigenziale? Anconetani? Consorte? Myers? Il Mago Gabriel? Jack Bonora alla ricerca di un vice per la sua squadra al Playground? Fatto sta che qui non si muove niente, e dire che saremmo dovuti venire in spiaggia per seguire le finali di DNB. Niente: sono passate Scafati, e ci stava, Tortona, anche se mi ero illuso che fossero alla canna del gas, due mesi fa. E Legnano, che ha battuto Latina. Questo dimostra che, forse, i famigerati gruppi del sud, con squadre imbattibili, proprio imbattibili non lo erano. Ma poi di cosa parlo? Noi nemmeno una gara dei quarti siamo riusciti a vincere…

Bavvy – Qui invece siamo sempre al punto che non capisci come stiano le cose. Si inizia a parlare di nomi, con uno spettro di opzioni che vanno da uno che viene cercato anche dall’Olympiacos, e uno che l’anno scorso giocava in B1. Si parla di budget non particolarmente clamoroso, quando forse il prossimo anno, con tutti gli smottamenti burocratici, forse basterebbe poco per insediarsi in alto. E continuo a leggere o sentire commenti di chi non fa altro che ripetere che si stava meglio due anni fa, con altra dirigenza e tutto il resto. Anche qui, non sarebbe il caso che Villalta e soci si facessero sentire, se qualcosa da dire ce l’hanno? Chiaro, non è che puoi rispondere a tutti quelli che lui definì “falsi amici”, però un minimo di “ora parlo io” spazzerebbe via molte di queste cose, o no?

Waimer – Sapete quale è il bello? Che ormai non ricordo più da quanti anni le cose vi vadano così. Perchè prima c’è stato il crollo della Virtus, poi quello della Fortitudo, poi ci sono state ristrutturazioni con meno stelle rispetto a quelle precedenti, o addirittura nemmeno capaci di ristrutturare. Per cui cosa sono, ormai una dozzina di estati che, comunque sia, parlate di finanze, di lodi, di prospettive a breve termine, e non della vostra grandeur di un tempo? Magari qualche dubbio ve lo dovreste porre. Anche nel calcio, fate tanto i nobili, ma intanto qui vicino hanno festeggiato la promozione in A, e voi? Nada. E non mi riferisco alla cantante.

Ma anche Nada aveva il suo perchè, dato che Amore disperato era l’unica cosa che continuava a legare i tifosi a squadre che di soddisfazioni proprio non ne volevano dare. Giugno intanto volgeva al termine, ogni tanto pioveva e ogni tanto c’erano cinquanta gradi, e non si poteva fare altro che sperare, come sempre, in un futuro migliore. Che palle, però.

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