Era caldo, caldo, e tutt’attorno a lui c’era il caldo legato all’attesa per ‘sti mondiali di calcio che Waimer vedeva come un possibile nuovo introito. Gioca l’Italia a mezzanotte? Bene, via di bagno aperto, di buffet offerto gratuitamente con roba piccante e conseguente necessità degli ospiti di andare poi ad infilar banconote da svariati euri nel bar per rinfrescare i gargarozzi. D’altra parte, se avesse dovuto mettersi ad ascoltare le disquisizioni cestistiche dei due soliti tifosi, forse si sarebbe addormentato prima di decidere, per una volta nella vita, che il calcio era più interessante. Noia, noia e noia, perché nessuna delle due parti dava argomenti di discussione. E a lui faceva anche un po’ schifo tutte ‘ste questioni a proposito della presenza di Belinelli alle finali NBA.

Waimer – Oscia che roba, ma come siete messi? Ve lo devo avere già detto qualche giorno fa: qui c’è un bolognese che fa la finale, e voi ancora a dibattere sui 30 denari e minchiate del genere? Ma poi vi lamentate che la vostra città è in degrado, quando nemmeno riuscite a sostenere un qualcosa che vi sfido a rivedere, da qui ai prossimi 50 anni. Avete la puzza sotto il naso, continuate a vivere nel passato, e non capite che con gli albi d’oro non si costruisce il futuro.

I due bolognesi restarono un attimo perplessi, ma il bagnino sembrava aver seguito la linea dei Jalisse, ovvero quella di fiumi di parole.

Waimer – Avete il calcio che sta fallendo per la seconda volta, e sapete per quale motivo? Perché fare sport da voi è impossibile. Avete vinto uno scudetto nel dopoguerra, uno in 70 anni, mentre avete fatto, scusate ma non so fare i conti, almeno 10 anni di B negli ultimi 30. Quindi, una persona qualsiasi potrebbe pensare che vincere lo scudetto sia l’eccezione e l’altalena la regola. Invece voi ragionate nella maniera opposta: il 1964 sia stata la soluzione che meritate, mentre tutti gli altri decenni una sfortunata eccezione. Così di strada non ne fate! Nel 2014 siete arrivati alla peggiore congiunzione sportiva di Bologna che la storia ricordi: una delle peggiori Virtus (due anni senza playoff) nell’anno della retrocessione e chissà cos’altro del calcio mentre la Fortitudo è in quarta serie. Almeno, negli altri anni di C calcistica il basket vinceva: invece no, siete a pezzi, e riuscite anche a dividervi sull’unico bolognese che sta facendo qualcosa di buono. Ma dove volete andare, se continuate a mettere su chiunque si approcci a voi la pressione di chi pretende tutto, e sempre?

Bavvy – Ehm, parli anche con me solo perché Arrigoni dice che non vuole più sentire parlare di riportare la Virtus agli antichi splendori? Posso anche essere d’accordo che questo possa essere impegnativo, ma mettiti anche nei miei panni. Non voglio vincere domani l’Eurolega, ma quando vedo Sassari arrivare in semifinale, Reggio Emilia avere un progetto, Brindisi fare i playoff, posso legittimamente chiedermi cosa abbia io di meno rispetto a loro? Di più ho la storia, ma nel presente, è così complicato provare a fare meglio di questi?

Piccy – E io cosa dovrei dire? Faccio la quarta serie, nemmeno sono riuscito a vincere una partita di playoff malgrado portassi in dote un pubblico che in A se lo sognano. E mi dici cosa abbia più di me Tortona, o quelle altre degli altri gironi? Orzinuovi? Legnano? Bisceglie? Nemmeno io voglio vincere domani l’Eurolega, ma mi spieghi che prospettive ho, oggi, se ad un mese dalla fine del campionato non si sa niente di niente di niente? Vogliamo andare avanti con chi non riesce a garantirci una B2 da protagonisti? Vogliamo restare a questi livelli? Non voglio tornare al Forum a fare degli scudetti, ma la Fortitudo è stata almeno 25 anni tra A1 e A2 con grande dignità, ascensore ma tanto onore. Ecco, un Germano Gambini, in giro, proprio non c’è?

Waimer ascoltava, e faticava a dar torto ai due che parevano non chiedere la luna, ma anche un po’ meno. Però il dubbio che ci fosse, dietro di loro, troppo passato a fare ombra a qualsiasi novità, gli rimaneva forte. Poi però ricordava di essere solo un bagnino, che il suo unico obiettivo era quello di far soldi e gnocca, e non certo quello di razionalizzare le altrui menti. Quindi, mise altra paprika nei salatini per la notte dopo e lasciò i due tifosi a ricordare i tempi andati.

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