Non gli stava andando tanto male. Il famoso ponte del due giugno aveva portato tanta di quella gente da fargli credere che la famosa crisi non fosse mai esistita, e lui gongolava pensando che i famosi 80 euri governativi fossero tutti finiti nel suo registratore di cassa. C’era ancora tanto basket in tv, c’era un bolognese (a lui piacevano poco, in quanto romagnolo, ma doveva stare aggiornato per tenere le discussioni con la clientela) in finale NBA e notava come la cosa non fosse motivo d’orgoglio per i provenienti dal capoluogo, anzi.

Waimer – Adì, voi siete proprio strani. Io se ci fosse un romagnolo a fare le finali NBA mica starei tanto a far disquzi.. disquizis… discussioni, ecco. Mica starei tanto a far discussioni sul suo passato, o su dove sia nato. Fosse di Alfonsine o di Bagnacavallo, ma quando mai ricapiterà? Invece voi a farvi tutte quelle seghe mentali… Oh, aspettate il prossimo, se questo non vi va bene.

I due tifosi non ci fecero tanto caso, perché poi alla fine la questione Belinelli li divideva fin da quella complessa estate del 2003, e probabilmente anche nel 2033, ammesso che fossero ancora esistiti, non avrebbero trovato un accordo: festeggiare perché comunque era un bolognese che mai si era elevato a tal livello (certo, i pignoli deliravano sul fatto che fosse persicetano e non bolognese, ma poi non è che davanti agli exploit di Alex Zanardi facessero tanto caso alla sua genesi da fuori I maggio, o no?), o ricordare il suo passaggio dal bianconero al biancoblu? Misteri. La verità è che si annoiavano, tanto.

Bavvy – Mi sa che quest’estate mi metto davvero a fare un corso di aquagym e a dedicarmi alla babydance, che magari tiro su qualche milf. Siamo attorno al 10 giugno, e cosa è successo, finora? Niente, vuoto pneumatico, nada. Mi guardo i playoff italiani e mi chiedo come mai certa gente giochi quando dovrebbe avere delle manette ai polsi, e delle robe mie non so nulla, nulla. Poi certo, di punto in bianco arriveranno le comunicazioni, prenderanno sette giocatori in cinque giorni, partirà la campagna abbonamenti con un qualche bello slogan, e se ne salterà fuori. Ogni anno è così, tanto silenzio, e non so se sono io ad avere fretta o sono loro che.. boh. E’ che, come dicevamo qualche giorno fa, se non parli tu lasci spazio agli pseudocomunicati stampa dei falsi amici, per cui non sai mai se stiamo per fallire come qualcuno vuole farti credere, o se invece le cose sono poi meno anormali di quanto non sembri.

Piccy – La differenza è sempre la solita, ogni anno, anche ora che almeno sono tornato unico e non clonato. Che tu sai di giocare, io non sono certo nemmeno di questo. Anche qua, il silenzio. Solo dei comunicati per dire che fanno silenzio stampa, che poi per qualcuno non vale dato che poi i giornali li leggiamo e le interviste anche. Non c’era quello che in inverno aveva fatto proclami da Eurolega, si era fatto un po’ di pubblicità, e ora dice che non vuole rilevare la società? Ma scusa, ma questa gente come pensa di voler aiutare la Fortitudo? Limitandosi a fare due fotografie, battersi un po’ il petto e basta? Qui c’è bisogno solo di una cosa, anzi di due. Soldi, e la capacità di spenderli. E non capirò mai: è ‘sto Kontatto che magari vorrebbe rilevare la baracca aggratis, o gli stanno chiedendo troppo? Se qualcuno ce le dicesse, le cose… No, noi andiamo bene solo quando c’è da tirar fuori la fede, il cuore Fortitudo, e i soldi per abbonarsi. E non so ancora se siamo certi di fare la DNB, e per quanto tempo ancora.

Bavvy – Sai quale è il problema? Che qui sono tutti bravi a dire che tifano, che siamo un valore aggiunto per la città, che siamo Basket City eccetera. Ma nessuno che ricordi come servono denari. Denari e idee. Il resto è fuffa. Magari siamo noi che abbiamo troppe pretese, che vorremmo sempre e comunque ritornare ai tempi delle Euroleghe, ma forse ci basterebbe anche una via di mezzo, no? Non è che Porelli vincesse lo scudetto tutti gli anni, anzi. Per tutti gli anni dopo la stella manco riuscivamo a vincere una partita una di playoff, ma almeno eravamo una realtà temuta. Ecco, mi riuscite a riportare almeno tra le prime sei in Italia? Chiedo troppo?

Piccy – Io non so nemmeno più cosa chiedere. E non so nemmeno quale sia il senso di una Fortitudo murata in quarta serie, specie quando vedo i nomi di tante piazze che sono davanti a noi. Contano i soldi? Ecco, quanto abbiamo incassato di botteghino, noi, rispetto a chi farà le finali di B2? E quanto possiamo avere avuto di budget noi rispetto alle altre? O semplicemente ci siamo incasinati convinti che bastasse sopravvivere per fare tutto il resto? Io fatico a capire quale possa essere il senso di farne 4000 in B2: certo, il cuore, tutto il resto, però… Però cosa facciamo, diventiamo come il Gira che si è fatto una decina di anni in terza (almeno era terza!) serie senza mai veramente pensare di poter diventare grande, prima di farsi fagocitare da Cadriano? Ozzano poteva farlo, ma una Fortitudo, vivere così in basso, può davvero permetterselo?

Waimer era quasi rattristato, perché se un cliente si annoiava un po’ si sentiva in colpa anche lui. Ma cosa poteva fare? Mica poteva rilevarle lui, le squadre bolognesi. Al massimo – pensava – avrebbe potuto dedicarsi alla ristorazione, o organizzare un torneo di beach volley durante l’intervallo delle gare. Ma poco altro.

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