Waimer aspettava la fine delle scuole per iniziare ufficialmente la stagione e ospitare le solite mamme e nonne che avrebbero poi passato le loro giornate non tanto sotto l’ombrellone quanto piuttosto adagiate su panchine affacciate ai giochi gonfiabili: scivoli, altalene, draghi da scalare e tutto il resto per la gioia dei pargoli. Ma il clima mite gli aveva già permesso qualche incasso, anche perché – come detto – dalla città i due tifosi erano già arrivati, a guardar mestamente i playoff delle altre in tv l’uno, a rimuovere qualsiasi cosa che fosse basket giocato l’altro (Tortona? Piacenza? Chi erano costoro?). Il bagnino ricordava come un tempo il momento topico della giornata fosse la mattina, con l’arrivo dei giornali e lo studio dei movimenti di mercato: oggi c’erano i tablet, glismarfon, e qualsiasi notizia arrivava in tempo reale. Troppe, notizie, e i due tifosi non sapevano più dove indirizzare i propri commenti.

Bavvy – La cosa divertente, a mettere giornali e siti uno accanto all’altro, che un possibile alieno proveniente da Plutone potrebbe chiedersi se si tratta della stessa squadra, o della stessa dirigenza, o cosa. C’è chi racconta di problemi economici, di risse all’interno della Fondazione, di correnti d’aria e non solo. E altrove dove di tutta questa maretta non si parla, spiegando altre cose, strategie di mercato eccetera. Comtec, non Comtec, Paladozza, non Paladozza, Villalta eccetera. Insomma, non ci si capisce niente.

Piccy – Lo dici a me? Qui un giorno saltano fuori centinaia di migliaia di euri da prendere dalle tasche e il giorno dopo non se ne sa più niente, non si sa da che parte andare, intanto due settimane fa già si parlava di allenatori. Beh? Tutto finito? Ma non eravamo già andati su Giuliani? Ma Santo Cielo, Giuliani! Basterebbe un minimo di attenzione per sapere che questo in Fortitudo non ci verrebbe e non ci potrebbe venire mai, e che forse sarebbe più credibile sparare il nome di Ettore Messina per una panchina di B2. Vorrei solo capire se la quantità di righe che vengono scritte o pubblicate nascono dall’esigenza di informare la gente, o solo di riempire degli spazi.

Bavvy – Il problema è che almeno ai tempi in cui facevi i playoff il momento di stasi iniziava un mese dopo, ora invece parti da troppo, troppo indietro. E’ che, a leggere le cose, non sai mai se siano informazioni, notizie, o roba pubblicata sotto dettatura da questa o quella fazione. Come è che li chiamava Villalta, prima di immergersi nel silenzio più totale? Falsi amici, ecco. Sia chiaro: ognuno è legittimo che abbia la propria idea, che sia più o meno critico, più o meno societario, più o meno legato a questo o a quel dirigente, di ieri, di oggi e di domani chissà. Ma quante volte viene scritta la verità e quante, invece, dei comunicati stampa camuffati da articoli? Possibile che da una parte si parli di mercato, e dall’altra ogni giorno salta fuori una pippa manco fossimo una Armata Brancaleone e soci che non sono d’accordo su niente?

Piccy – A volte forse è anche colpa nostra, che chiediamo più aggiornamenti di quanti non ce ne siano in concreto, o che non siamo mai contenti. Se qualcuno critica, ecco che ci lamentiamo perché ce l’hanno con noi, perché tolgono serenità eccetera. Se qualcuno non critica, ecco che lo accusiamo di essere colluso con le dirigenze. Ricordo che Maurizio Mosca, una ventina di anni fa, a chi lo rimproverava di dire un sacco di boiate, rispondeva mi chiedono novità di mercato ogni mezzora. E volete che le cose che io dico siano anche vere?. Siamo messi così.

Bavvy – La cosa più divertente sarebbe tenere a mente ogni giorno quanto leggiamo. E, a fine estate, fare un bel riassunto di chi ha sparato più boiate: tutti i nomi di mercato accostati a questa o quella squadra, tutti gli allenatori, tutte le previsioni societarie. Poi andare a vedere la percentuale di realizzazione. E magari capire chi è più credibile e chi non. Qui se ne sono viste tante: gente che scriveva di questo o quel nome solo perché gli veniva chiesto da un qualche procuratore amico, altri che si sono inventati nomi greci solo perché serviva infilare un nome greco, e noi a credere. Ma tu ce l’hai ancora quella prima pagina di Stadio che, nel 1991, strillava MARADONA AL BOLOGNA?

Piccy – Ne faccio il pari con quelle dove Divac era già alle visite mediche, o di quando ogni giorno veniva sparato un clamoroso nome di mercato, per la Virtus o per la Fortitudo, solo per mettere in bella luce la dirigenza amica. Si partiva con nomi pazzeschi, poi si diceva roba tipo non ha risposto subito? Peggio per lui, e poi si finiva svendendo, che so, l’acquisto di Pinzillaccheri come un possibile nome da futura NBA. Alla fine capisci che non leggi roba seria, ma solo campagne pubblicitarie.

Waimer si intromise, facendo presente che nel 2014 la gente avrebbe dovuto già essere vaccinata e saper leggere tra le righe, per poi farsi autonomamente un pensiero su come interpretare tutto quello che veniva pubblicato. Poi chiese aiuto ai due per riparare la rete da pallavolo, che era stata rovinata da una mareggiata invernale. Ricevette due insulti, perché parlare di pallavolo a due cestofili era come dare da mangiare del bisonte ad un vegano. Borbottò qualcosa, e si mise a cucire. Da solo.

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