Waimer guardava le nuvole, ricordando come il nonno Iader solo osservando il quadrante nordest del cielo riusciva a capire se nei giorni a venire sarebbe piovuto o meno. Lui era un bagnino della nouvelle vague, quando alzava gli occhi e vedeva gli ammassi di cumulonembi gli veniva in mente che potevano essere culi e tette, e di far previsioni del tempo proprio non ne era capace. Tanto, diceva, quest’anno gli affari mi vanno strabenone, con le tribù di bolognesi che si erano clonate e che non si beccavano più l’una contro l’altra ma preferivano combattersi al proprio interno. Prima era un uno contro uno, ora ce n’era uno per ciascun ombrellone. Deo gratias, sussurrò prima di rimettersi a produrre gelato al maiale.

In uno dei due ombrelloni, quello bianconero – l’altro era momentaneamente deserto, dato che i fortitudini di varia umanità si erano messi un attimo in pace con un videogioco manageriale, pensando “almeno qui non ci sono mutui” -, i rappresentanti delle due fazioni, filosocietaria e antisocietaria, si combattevano alacremente per sostenere o no Claudio Sabatini. Come peraltro capitava già da tante, tante estati: solo che questa volta, mancando o quasi la sfida con quelli là, per discutere erano rimasti solo i propri co-tifosi. Altra prova di come, al netto dei debiti, il derby mancasse a tutti.

Bavvy – Guarda qua! Il lungo monologo di Sabatini da Vobevto Mavtini! Ma è possibile che questo non capisca una cosa basilare? Il tifoso Virtus, dal proprietario Virtus, vorrebbe sentire parlare di Virtus, punto e basta! Invece cosa mi leggo? Di Sacrati, di Romagnoli (Waimer si girò di scatto crucciato, perché non aveva immediatamente capito che c’era la R maiuscola, ndr), di dare dei soldi a chiunque sia in difficoltà e rischi di dover cedere il titolo sportivo. Io posso capire solo la questione del Paladozza, che proprio non mi è chiara, ma tutto il resto? Diamine, siamo la Virtus, dobbiamo stare qui a badare alle beghe da cortile di una roba che non seguono unanimemente nemmeno i piccioni? E poi, Dio mi perdoni, ma quando noi eravamo in difficoltà nel 2003 Seragnoli al massimo ci irrideva dall’alto del suo poster di Wilkins, mica andava tutti i giorni sui giornali a dire che avrebbe dato dei soldi a Tudini o chi per lui!

Sabby – Tanto lo sai che lui è fatto così, ma quel che fa nel suo tempo libero sono poi cavoli suoi, o no? Qui voi state sempre a lamentarvi di questo e di quello, ma allora fa bene lui a dire: state fuori, facciamo anche senza. Contro Siena non c’eri? Bene, ci siamo divertiti eccome, una l’abbiamo vinta, l’altra è stata ad ogni modo eroica, e nessuno ha notato che c’era meno gente. Pochi ma buoni, amen. O cosa vorresti? Un Boccio? Una Musica Solare? Un Porcedda? Tu dovresti seguire la Virtus, il rettangolo di gioco, e lasciare che fuori si faccia quel che pare agli altri.

Bavvy – Non sono mica tanto convinto, anche perché nessuno dimentica che se non ci fosse stato lui chissà cosa sarebbe stato della Virtus. Ma mi sembra che con questo credito si lascino passare tante, troppe cose, e anche il discorsopotevate finire peggio mi pare ingiusto. Nessuno vuole vincere scudetti, vorrei solo un po’ di rispetto: non mi sono abbonato per mille ragioni, nessuna che riguardasse il contestare o altre cose, e tu mi punisci con i 200 euri dei playoff? Ma è giusto?

Sabby – Il problema è che c’è troppa gente che magari schifa le iniziative promozionali e poi però ci sguazza. Ed è anche logico, se vogliamo, che lui dicain casa mia non è che sia poi tanto bello sentirsi spernacchiati: qui c’è questo tipo di minestra, la garanzia che non verranno mai a pignorare il microfono di Torri e di Macca, e se non ti va bene c’è sempre Budrio. Non è che ci può essere una Virtus ad immagine e somiglianza di qualsiasi tifoso.

Bavvy – Ascolta, io lo posso anche capire. Ma possiamo provare a fare un mercato credibile e non solo pensare a far dispetti alla Fortitudo, ammesso che esista? Dai, questa storia di Finelli sembra così strana, sembra proprio fatta apposta per mettersi a ridere così come fece quando prese Pillastrini, che diceva leggevo di Sacrati che lo voleva, e io sghignazzavo. E mi viene il sospetto che se Romagnoli avesse proposto la panchina della Fortitudo al Mago Gabriel, ora avremmo il Mago Gabriel al posto di Lino Lardo. E la presentazione carbonara? Nessun microfono, nessuna foto ufficiale, ma c’è una spiegazione? Se ci fosse un po’ di obiettività, e non solo il dondolar di turibolo e navicella attorno ad ogni cosa che lui fa, queste cose andrebbero evidenziate.

Sabby – Ma mi spieghi tutti questi problemi? Serviva un allenatore e lo abbiamo già, e possiamo già programmare la squadra del prossimo anno. Non mi interessa se ha fatto le foto con le sciarpe antiVirtus o le pernacchie nel dvd della Fossa: è adulto e vaccinato, Finelli, e se è venuto qua vuol dire che voleva venire. Vinca, e chissenefrega di tutto il resto: meglio lui di altri. E poi delle diatribe mediatiche di Sabatini mi interessa davvero poco: risponda come gli pare a chi lo critica, io voglio solo che garantisca un futuro alla mia Virtus e che mi faccia divertire quando vado alle partite.

Bavvy – Io vorrei solo che lui si interessasse solo di Virtus: questa cosa di dare aiuti ad altre lo aveva fatto già con Rieti l’anno in cui loro là sono retrocessi. Ma fregatene, anche perché poi se ora qualcuno facesse balenare il sospetto che anche l’acquisizione di Ozzano sia stata solo un modo per togliere una potenziale sedia dalle chiappe di Romagnoli potrebbe avere torto? E poi tutta questa rabbia verso chi contesta: siamo in democrazia, e io in fin dei conti non sono un rimestatore venuto da fuori. Sono un tifoso da duecentomila anni, e magari qualche credito vocale lo posso avere pure io.

Continuarono a dibattere, ringraziando il fatto che il cielo aveva deciso per quel pomeriggio di non buttare sulla spiaggia della pioggia. Tanto, fossero stati costretti a riparare nel bar, sarebbero andati avanti lo stesso.

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