L’estate aveva virato verso agosto senza particolari scossoni per Waimer, che aveva pure superato la problematica del divieto di balneazione ricordando che i clienti potevano fare la doccia facendo finta di non vedere che, proprio in quelle ore, il getto arrivava solo dopo aver lasciato un euro in tasca al bagnino. D’altronde, la gente dove poteva andare? Nulla di nuovo, quindi: gestori furbi, bagnanti danarosi, e Waimer felice. Anche se più che l’effimero divieto di balneazione, sarebbe stato necessario un divieto di polemica tra i due tifosi.

Bavvy – Ehilà! Ho visto i calendari! C’è subito il derby alla prima giornata! Ma.. ah, scusa, non è mica noi contro di voi, siete voi contro Cento. Che sciocco, dimenticavo che siete retrocessi. Dai, poi con Cento siete gemellati, quindi magari tra una salsicciata ed uno scambio di striscioni, magari si dimenticano di giocare e vi lasciano vincere, no?

Piccy – Senti, annegati nel caffè. Sbatti contro il cucchiaino nella tazzina. Fatti un tatuaggio al gel. Mettiti un poster di Menalo sotto l’ombrellone, ma lasciami in pace, ok? Ma non eravate voi quelli che, per decenni, l’avete menata con noialtri assillati da voi, che ci interessava solo battervi, che andava bene fare 2-28 pur che le vittorie fossero i derby? Non ti ho sentito dire una sola frase sul vostro mercato, sei ancora fermo a parlare di arbitri ballerini e di ex allenatori poco amati. No: e l’assemblea dei tifosi nostri, e il mercato nostro, e la proprietà nostra. Non è che stai diventando fortitudino, sotto sotto?

Bavvy – No, perchè a me piace il basket e non le fiction. A proposito, avete preso uno di San Marino? Dal Vaticano arriva qualcuno? D’altronde non siete la squadra della Curia? Magari vi fanno lo sconto su un qualche missionario. D’altronde tifare per quella banda di scappati è proprio una missione.

Piccy – E allora lasciaci missionare. Hai da fare un bellissimo torneo enogastronomico, hai la tua dirigenza che non vede l’ora si aprano i programmi da tifosi per fare i fenomeni, hai una squadra di trenta elementi e non si capisce chi sia il lungo, hai quello da ringraziare tutti i giorni, avrai da subaffittare l’ombrellone perchè quando usciranno gli abbonamenti il tuo bancomat piangerà lacrime di caffè.

Bavvy – Voglio poi vederli, i vostri, di abbonamenti. Perchè ogni estate ti lamenti che con ‘sta gente non ci vuoi più tornare, poi però ti aprono la campagna, ti mettono prezzi che sembrano quasi i nostri (e per vedere Cividale!), ma ti fanno il ricatto morale che se non ti abboni poi la squadra fallirà, Colazia non potrà mangiare, e sarà colpa tua. E tu, pecorone, strisci il tuo di bancomat. A proposito, ma sarà sempre quello di quella banca amica di quello che se ne è andato? Cambriano, Permiano, Cambiano?

Waimer pensava ai loro, di bancomat, anche se ogni tanto preferiva gli pagassero in contanti e dimenticassero di chiedere lo scontrino. A volte se lo dimenticava pure lui, ma non ci faceva caso. Peggio era affrontare la mamma di Norbertino, che era andato con la motonave New Ghibli a vedere le isole metanifere con la speranza di incrociare dei delfini, e aveva scorto solo meduse grosse come ombrelloni. Lamentele, lamentele, poi Waimer la liquidò con un rutto che fece da richiamo sessuale per una colonia di pesci martello devianti dall’Atlantico, e le disse come poteva utilizzarli. La mamma inorridì, lui tornò a falciare il suo prato. Dura, la vita.

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