“Quindi, spiegatemi bene. Prima mi dite che posso aprire i giochi per bambini in spiaggia, ma solo con un numero massimo di sei mocciosi alla volta, pena la multa. Poi vi incazzate se sparo al settimo bambino che entra. Ma mi dite cosa devo fare?”. Waimer era perplesso, su ‘ste regole imposte per il distanziamento, sulle multe che rischiava, ma sul non avere indicazioni riguardo a come farle rispettare, ‘ste regole. Così come quel gruppo di 50enni di Lugo che da anni aveva preso possesso del campo da racchettoni: Federer non poteva giocare, ma Loris di Bagnacavallo sì. “Io posso anche dire loro di stare distanziati, ma poi sono cazzi loro”. Insomma, un giro vizioso. In questo marasma, almeno i due tifosi erano tranquilli: non volevano sfidare Bryan di Montaletto per l’altalena, nemmeno Devis di Forlì all’ennesima pallacorda, ma solo battibeccare tra loro, fisicamente e cestisticamente distanziati.

Waimer – Almeno voi siete tranquilli da gestire. Ecco, magari mettete la mascherina quando risalite la passerella, ma quello fatelo anche per non spaventare le vecchie dato che siete davvero brutti, e lo siete sempre stati. Poi fate quello che vi pare, scannatevi. E se venite a prendere da bere, fatelo ad un metro di distanza.

Bavvy – Mah, io più che scannarmi con questo, ho paura che voglia diventare come me. Va a giocare dove giocavo io, in affitto da quello da cui io sono scappato, con l’erede in omaggio. Cerca di giocare la coppa che ho vinto io l’anno scorso, che quando la giocavo io aveva lo stesso appeal di “Giochi senza frontiere” o di una scampagnata, e ora pare una roba che nemmeno le Olimpiadi. L’unica differenza è che io vinco, lui è una imitazione, come sempre.

Piccy – Sai, non abbiamo il vostro Dottorzanetti che con la sola imposizione delle mani si sposta dalla Polinesia all’Arcoveggio per uscire fuori miliardi e costruire palasport con l’antivirus installato. Un minimo dobbiamo fare di necessità virtù, senza la s finale.

Bavvy – Ok, ma scommetti che se vi diranno che andrete al Palasabba anche per i prossimi dieci anni voi sopporterete buoni buoni bravi bravi?

Piccy – Però devi anche fare pace con il cervello. A volte salta fuori che la società è succube dei tifosi, e se la curva vuole giocare con la palla cubica allora si gioca con la palla cubica. A volte salta fuori che la società fa quello che vuole, e noi dietro come cani. O l’uno o l’altro, no? E noi non abbiamo nemmeno il Dottore da ringraziare.

Bavvy – Mah, il mio cervello sta benissimo. E’ che siete divertenti, nel vostro stare dietro a gente che non sa da che parte sbattere la testa, che festeggia un allenatore e poi lo manda via, che firma uno sponsor senza avvertirlo, che giura fedeltà ad un palasport e poi va a giocare dove ci sono le curve Wilkins e Rivers. Ammetterai che siete molto più divertenti voi, da seguire, che non noi. Che siamo quasi monotoni nella nostra normalità, ma almeno non ci facciamo ridere dietro.

Piccy – Ma infatti, vedi. Hai una vita così noiosa che devi sempre guardare dalla nostra parte. Non è che in realtà la tua è solo invidia?

Waimer andò a spiegare ad una cariatide di Busto Arsizio, appena arrivata dopo la riapertura delle frontiere regionali, che i suoi ombrelloni erano ben distanziati e che non era colpa sua se la Dinosaura, alla ricerca dell’ombra, era finita nell’area del proprio vicino. Intanto cercò di spiegare alla mamma di Bryan che ok, questa volta aveva mancato il suo piccolo tesorino, ma alla prossima volta che questo si fosse lanciata sullo scivolo come settima della lista, una fucilata non gliela toglieva nessuno. La mamma urlò, e lui la ricacciò indietro con un rutto aromatizzato all’amuchina. Dura, la vita.

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