Il sole, il sole sempre il sole, cantava Umberto Tozzi quando Waimer era ancora solo un progetto nella mente di una qualche divinità romagnola. Finalmente il sole era uscito, la spiaggia si era popolata, i bambini urlavano alla ricerca di gelati, i genitori urlavano ai bambini che urlavano alla ricerca di gelati, i vicini urlavano ai genitori che urlavano ai bambini che urlavano alla ricerca di gelati, e così via. Tutto calmo e tranquillo, quindi, mentre da altre parti d’Italia i playoff volgevano al termine, mentre in un capoluogo non lontano dal bagnasciuga si festeggiava una promozione, e mentre Waimer, dopo tanta attesa, aveva ricominciato a noleggiare ombrelloni e stampare scontrini. La solita gente gli girava attorno, e stavolta fu lui a fermare gli astanti con una domanda che da un po’ di giorni gli frullava nella zucca.

Waimer – Scusate, ora però siete voi che dovete rispondermi. Parlo a te, che sei sempre qua, e anche a te che sei qua da un po’ e ancora non si è capito come ti chiami. Leggo di Virtus, e sento che si parla di cotal pregresso. Leggo di Fortitudo, e anche qui si cita ‘sto pregresso. Oh, io sono stupido, ma sono le prove tecniche di fusione? Avete avuto il Pregresso Castelmaggiore, che da quel che si racconta proponeva di pagare i premi salvezza in natura (e non con pesche e albicocche), e ora invece che la mitologica Virtudo siete pronti a fondare il (o la) Pregresso Bologna?

Bavvy – Lascia ben stare, va là… Hai presente quando compri una macchina usata? Ecco, sembra una cosa simile: vedi che il motore funziona, che non ci sono particolari segni sulla carrozzeria, che i freni sono stati cambiati da poco… E poi magari non ti accorgi che c’è un buco nella marmitta, o che entra l’acqua da sotto i pedali. Rischi di impresa, possiamo definirli, anche se qua il problema è che chi ha lasciato la polvere sotto il tappeto è ancora in società, e chissà quanto c’è di vero, o di quanto è questo pregresso, e quanto andrà ad intaccare il famoso budget della prossima stagione. Di certo, sentire dei non so, non mi interessa, come è successo qualche giorno fa, non è che mi faccia poi tanto felice. Voglio chiarezza, ecco.

(tifoso Fortitudo ancora non battezzato dalla Fip) – E da me? Che vuoi da me? Io nemmeno so come mi chiamo, non so dove giocherò, in quale categoria eccetera, e devo anche stare a preoccuparmi dei pregressi? Napoli ha preso tutti i diritti di quello che era BBB, che ci pensino loro. D’altra parte, se rilevi un qualcosa, ne rilevi onori e oneri, e questo vale per tutti.

Waimer – Bene, e siete ancora qui a stracciare le palle con il concetto di Basket City? Oh, Voialtri che non trovate un budget per andare oltre la C2, ma avete visto che piazze sono state promosse in Silver, ovvero in B1? E ancora a parlare di Nuova Fortitudo e tutto il resto? Ma non vi siete stancati di chiacchiere, di progetti a video, di teorie, di gente convinta che con la sola imposizione delle mani, e con il solo ricordare la passione eccetera, tutto diventi automatico? E’ passato un mese, e di concreto cosa si è visto? Una. Emerita. Cippa. Poi non so, magari nel sottobosco qualcosa si sta muovendo, ma io sono solo un bagnino, ci capisco poco, devo solo distinguere tra lettini e sdraie, se va bene a voi… E te, invece? Sono contento che si possa parlare di nuovo progetto e tutto il resto, che si possa immediatamente aprire la campagna abbonamenti così da dare fiducia ai nuovi padroni del vapore. Però, ripeto, non mi venite a dire che siete ancora Basket City! Non avete imprenditori che mettano due soldi nel basket, mica Seragnoli o Cazzola, dico solo qualcuno che possa garantire maggiore stabilità, progettualità, e faccia sparire la parola pregresso dal vocabolario cittadino. E, nonostante tutto, mantenete la prosopopea di chi ritiene di avere la verità in mano. I guai li ho io, accidenti, che non vogliono che si giochi a basket in spiaggia, mica voi.

I due tifosi restarono basiti davanti a cotanta rabbia del bagnino, che di solito non si infilava in discorsi tecnici e si limitava a sorridere quando strisciava i bancomat dei clienti.

Bavvy – Oh, che per caso ti abbiamo lasciato anche noi del pregresso della passata stagione? Ho dimenticato di pagare uno spritz o una piada? Il problema è che noi abbiamo passione, tanta. E con questa riempiamo i campetti in estate, parliamo di basket anche quando non c’è niente da dire. Abbiamo solo voglia di vedere una palla che rimbalza, dei muscolacci che onorino le canotte bianconere che li ricoprono. E poi ecco, speriamo che chi comanda non giochi con questi nostri sentimenti. E forse ecco, basta solo l’amore che abbiamo per questo sport a renderci Basket City. Non come in altre piazze dove la gente appare solo quando la squadra vince, e che diventa una moda farsi vedere in parterre. E allora voglio dirlo forte. Io ci sarò. Siateci anche voi che gestite.

(tifoso Fortitudo ancora non battezzato dalla Fip) – Io vorrei solo esistere in qualche modo. poi ne riparliamo.

Waimer capì che aveva toccato un tasto dolente, e ricordando l’antica legge degli affari per cui il cliente ha sempre ragione, lasciò cadere l’argomento e, per calmare i due tifosi, mise sul bancone un po’ di salatini. Molto salati, perchè poi alla fine è il far venire sete e la successiva richiesta di bevanda che faceva muovere il mercato.

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