All’ombra del primo sole, Waimer guardava la spiaggia che lentamente si colorava, con la radio, i giornali, e una musica banale che si diffondeva. Nuove avventure, discoteche illuminate, e i soliti avventori che sembravano attorniati da mosche, per quanto fossero noiosi e annoiati. D’altra parte, la loro stagione estiva era iniziata già da un mese, proprio mentre altre tifoserie iniziavano a battagliare, e dover guardare e commentare il nulla già dai primi di maggio era davvero faticoso. Aveva sentito disquisire di squalifiche squalificate, di una serie playoff che si stava giocando in un palasport romano grande più o meno come il suo campo da beach volley, ma era evidente che, più che per Sakota o a Alabiso, l’ola sarebbe arrivata per ben altro.

Bavvy – Guarda qua, l’unica notizia che arriva è quella di Andjusic convocato per la nazionale serba. Oh, bravo lui, ma secondo me non ci sono più i serbi di una volta… Dovremmo andare a leggere, che so, quali giocatori non avevano fatto la squadra ad esempio una dozzina di anni fa, e confrontarli con quelli che ora rischiano di farla. Ma vabbè, almeno possiamo pensare che ‘sto qua un po’ di potenziale ce lo abbia, anche se leggenda vuole fosse il cambio di Drenovac, non si sa bene dove.

Waimer – Di cosa stai parlando, scusa? No, perché anni fa venivate qui a parlare di Danilovic e Djordjevic, ora sei qui a disquisire di Andjusic e Drenovac. Ma cosa è rimasto, di quella che pomposamente continuate a chiamare Basket City?

Bavvy – Boh. Forse solo la nostra voglia di basket. O, se vogliamo, i giovani. Devo dire che mi sono esaltato a vedere i nostri ragazzi vincere l’ennesimo scudettino juniores. Conterà poco perché alla fine non è che questo ci faccia arrivare in Eurolega, ma quando vedi una maglia Virtus, indossata da un giocatore di qualsiasi età, che alla fine alza una coppa… Beh, è sempre emozionante, anche se capisco come Landi a Udine non sia, ecco, come Binelli a Barcellona.

Waimer – Vero, però alla fine non è che in prima squadra arrivi poi tutta ‘sta gente. E magari te sei poi lo stesso che, a marzo, quando vedi che in classifica sei diciasseiesimo, ti incazzi perché spendono soldi per i ragazzi e non per un americano forte. Insomma, non ce l’hai mai pari.

Bavvy – Lo so, è che alla fine uno vorrebbe vincere sempre… O almeno, visto come sono andate le cose ultimamente, vincere qualche volta. Piuttosto, mi sono sempre chiesto quale sia il ruolo del settore giovanile: vincere campionati di categoria con 7-8 ragazzi che però non andranno oltre la B1, o magari far poco ma trovare il crac che ti arriva in nazionale? Arduo. In questi ultimi anni abbiamo riempito le minors di nostri cinni, senza però trovar davvero qualcuno da 20’ fissi in serie A. E veri, non costruiti solo per ottenere dei bonus. E poi mi chiedo se, comunque sia, i soldi spesi per la prima squadra siano stati sempre ottimizzati. Perché ecco, questo è un dubbio… Cambierà qualcosa con Villalta, o finiremo sui giornali solo perché metteremo fuori rosa un giocatore a settimana, come in questi ultimi anni? Intanto, almeno a parole, male non abbiamo iniziato. Ma qui è come commentare le canzoni di Sanremo senza averle mai sentite, e avere in mano solo i titoli. Era stato detto che a metà giugno si sarebbe aperta la campagna abbonamenti: bene, io sono pronto, dove devo andare?

Waimer – Intanto vai alla cassa, che con la scusa dei giovani vincenti ti stai dimenticando che lo spritz si paga. Poi dimmi… E gli altri? Settimana scorsa è passato un tizio che si lamentava non si sa bene di cosa. Ma c’è qualcuno che capisce cosa sta capitando?

Bavvy – Ah, per me non lo sanno nemmeno loro. E’ stato chiamato Calamai a far da garante e per fare un po’ di selezione, ma se il decisionismo dei soci è rapido e certo come lo è stato negli ultimi anni, faranno un po’ fatica. Intanto il budget pare calare giorno dopo giorno, di grandi passi in avanti diplomatici non se ne sono visti, e.. oh, chiaro, lavorare senza sapere che categoria sarai non è facile. Però qui mi sembra un cane che si morde la coda. Quelli che diteci la categoria e noi diamo il budget, gli altri diteci il budget e vi diamo la categoria: secondo me ci divertiamo, ma prima di tornare a parlare di basket giocato facciamo in tempo ad invecchiare.

Waimer non ci capiva niente. Lui faceva il bagnino, e un po’ gli mancavano quei bei tempi in cui c’erano due singoli tifosi che si bastonavano verbalmente e poi finivano a bere sangria. C’erano crisi di identità, personaggi in cerca d’autore, e l’impressione che si stesse cercando di tenere in piedi più il ricordo dei tempi che furono che non altro. Chissenefrega, pensò, oggi c’è il sole, magari appare anche il primo topless della stagione.

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