Spezzata la stagione con i temporali estivi che un tempo si chiamavano temporali estivi e ora venivano chiamati bombe d’acqua manco fossero i gavettoni che si tiravano da bambini, Waimer sapeva che ora restavano in spiaggia quelli duri e puri. Cioè, quelli che non si facevano spaventare da due gocce o dal fatto che alla mattina non ci fossero 30 gradi, ma che davvero amavano il luogo. E che, quindi, erano soldi fitti. E che, soprattutto, non gli portavano i bambini a scassargli gli zebedei, dato che mancavano solo 20 giorni all’inizio delle scuole, e vuoi mai che Priscilla o Quentin prendessero un raffreddore per aver devastato il saltabile.. Insomma, stava tranquillo, mentre i primi calci pallonari facevano borbottare i calciaioli (da quanto aveva capito, l’anguilla era migliore della mozzarella canadese) e le prime uscite delle squadre cestaiole facevano altrettanto borbottare i cestofili. Uno dei quali, peraltro, era contento che nel weekend la sua squadra avrebbe giocato a pochi passi dalla spiaggia.

Piccy – Che poi bello, il torneo qui vicino, ma non potevano direttamente farlo in spiaggia? Facevi togliere quella insulsa rete da pallavolo o racchettoni che sia, montavi due canestri, mettevi due assi per non palleggiare sulla sabbia, e pronto fatto il campo. Magari richiamando Dallamora dalle cucine del suo ristorante e mandarlo in quintetto.

Waimer – Ci ho provato, ma pare che non sia possibile. Sai, le regole architettoniche…

Bavvy – Almeno sei fortunato, io sono dovuto finire sui monti per vedere i miei. Che ora vanno a giocare anche loro vicino ad una spiaggia, sicuramente senza alghe e meduse come questa, ma un po’ scomoda. A Sassari in andata e ritorno non saprei come fare.

Waimer – Prossimo anno potrebbe essere una idea. Organizzo un derby tra voialtri, magari lo faccio in riva al mare, e al posto delle curve metto dei pedalò. Che ne dite?

Bavvy – Si può fare, d’altra parte due anni fa ‘sti qua stavano già organizzando il derby di finale da giocarsi allo stadio, omettendo il fatto che in finale dovevano arrivarci, che se ci fossero arrivati avevano comunque il campo neutro, e ad ogni modo avrebbero dovuto spostare Tiziano Ferro che era in concerto e non so quanto sarebbe stato contento di essere preso a pallate mentre cantava…

Piccy – Va bene, va bene, poi magari ricordiamo che tu in quei playoff sei dovuto tornare al Paladozza perchè ti hanno sfrattato.

Bavvy – E ci sto talmente bene che ora sei tu che stai cercando di andare altrove. Il Parco delle Stelle non dovevano farlo a Dubai? Allora ribattezzatelo Parco delle Cozze, piazzatelo in riva al mare, e al posto delle salsicciate fate un fritto di calamari.

Piccy – Sempre meglio che organizzare delle pseudoamichevoli con squadre di A2 solo per devastarle e dire che siete una squadra fortissimi.

Bavvy – Faremo così pure con voi tra qualche settimana.

Piccy – E lì ci divertiamo, perchè se vinciamo noi ecco che la vostra luna di miele con Sacripanti sarà già finita.

Waimer – Scusate, ma io non capisco proprio perchè dobbiate dare tutta questa importanza ai tornei estivi. Gioca gente che ha ancora la sabbia nelle infradito, il telo da spiaggia nel borsone, che magari ha fatto triplo allenamento in mattinata e che magari viene messa in campo con schemi anomali perchè se non sperimenti in estate non lo fai più. Fosse per me – a meno di non doverlo organizzare io, con incasso annesso – tutte ‘ste cose le farei a porte chiuse. Così voi non vi gasate e nemmeno vi infuriate: è roba che non ha significato tecnico, lo capisco pure io.

Bavvy – Perchè dopo mesi senza basket giocato, e dopo settimane in cui i nuovi giocatori sono stati buoni solo per dichiarazioni copincolla e selfie, almeno facceli vedere in campo. Che con queste squadre rifatte ogni anno daccapo è un attimo che non ricordiamo chi sia il regista e chi il centro…

Piccy – Concordo, poi nel derby vediamo se ti basta solo vederli palleggiare, i tuoi.

Waimer non sapeva se essere ammirato di come ‘sti due riuscissero a battibeccare anche sul nulla, o malinconico perchè lui, di derby, al massimo avrebbe potuto fare quello calcistico con il Campiano. Ma l’invasione della provincia era da rinviare: il sole era riapparso, la temperatura un pochino risalita, e le mamme si erano azzardate a rimandare i bambini a schiantarsi sulle giostre per poi lamentarsi con lui per l’inesistente manutenzione. Prima di far suonare il sassofono di fine estate ai Righeira, insomma, era ancora troppo presto.

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