Le prime giornate di sblocco erano state fantastiche: la gente arrivava in spiaggia così felice e contenta del solo esserci che non si preoccupava di piccole problematiche tipo il ricarico sul the o il bombolone che costava di più: era visto quasi come un obolo al povero bagnino, e non ci faceva assolutamente caso. Poi però la luna di miele era finita: le persone brontolavano perchè con la storia del distanziamento dovevano addirittura fare la coda per il cappuccino: una volta andava bene, la seconda anche, la terza iniziavano a girare le scatole perchè va bene tutto, ma guai toccare le priorità conquistate in anni di militanza clientelare. E le mamme volevano ovviamente che i giochi fossero aperti solo per i propri figli: infatti gli altri dovevano stare lontani e mascherati, i propri a quanto pare erano immuni da qualsiasi rischio e, di riflesso, regola. E quindi per questo Waimer si scoprì a pensare che almeno i due tifosi non rompevano le scatole: si mettevano belli distanti ai propri ombrelloni, brontolavano tra di loro e non davano altri problemi, se non alla quiete pubblica,

Waimer – Ragazzi, io sono molto contento per il fatto che non pretendiate chissà cosa, ma oltre all’inquinamento da Covid c’è pure quello acustico. Litigate in silenzio, ok?

Bavvy – Uno può anche stare in silenzio, ma a me viene da ridere perchè loro qua si fanno riconoscere tutte le estati, nella gioia e nel dolore, nella salute e come adesso capita, nella malattia. Uno ricordava che erano sicuri di Martino, e guai chi gli tocca il Paladozza, Tanto che il loro presidente diceva che si sarebbe portato a casa il proprio seggiolino pur di non condividerlo con i nostri (peraltro molto più vincenti) sederi. Ora Martino è stato cacciato via come l’ultimo dei Cerantola, e c’è ammore con Casalecchio con figlio del gestore nel pacchetto regalo. Lo mandate via per prendere Repesa, poi arriva Sacchetti. Oh, ma dopo aver letto ‘ste cose, non ho ragione a sganasciarmi?

Piccy – Tu puoi anche sganasciarti, ma io sono molto più umano di te e da quando ho letto della disavventura avvenuta al tuo presidente sono preoccupato. Accidenti, bloccato in Polinesia! Che vita di stenti e privazioni! Ha fatto l’Isola dei Famosi senza nemmeno bisogno di imparare a rompere le noci di cocco!

Bavvy – Poco cambiare discorso. Perchè almeno noi una minima linea la stiamo tenendo. Voi fate uscire che va tutto bene, poi di colpo mandate via uno che derby a parte è andato oltre le aspettative, pagando un buyout, per prendere poi picche una icona del passato che vive di rendita e ricordi e finire su uno che ha litigato con il vostro miglior italiano e il vostro centro titolare.

Piccy – Oddio, sappiamo tutti che queste cose vanno e vengono, che le cose si dicono poi si fa finta di non averle dette. Magari sarà l’occasione per spiegarsi, e magari Aradori e Sims saranno ancora più motivati per fare meglio e dimostrare a Meo di meritare minuti e spazi, lascia fare. Poi è normale che un po’ mi dispiaccia per Antimo, ma non è che al suo posto stiamo prendendo Eritreo Cazzulati…

Bavvy – Resta il fatto che siete la Fortitudo, cuore, pugno sul petto, poi scaricate la gente così senza nemmeno un ringraziamento.

Piccy – Noi almeno ci limitiamo a scaricarla. Fosse per voi, pur di salvare la speranza di andare in Eurolega, la gente la mandereste a giocare ovunque a rischio di contagio. Non è il massimo, no?

Bavvy – Comunque sia, fossi in Martino me ne andrei in Polinesia a cercar Zanetti con i soldi del buyout. Altro che teste quadre. E vogliamo parlare del fatto che avete rotto le scatole per le nostre richieste di wild card in Eurolega, e voi fate uguale per quella che l’anno scorso era la Coppa del Nonno, e ora invece pare che vi siate iscritti agli Oscar…

Waimer non aveva idea di dove fosse ‘sta Polinesia, anche perchè la sua competenza geografica non andava oltre i posti in cui il Cesena era andato a giocare quando finì in serie Z. Sapeva che la capitale era Papeete, la confondeva con un bagno di Milano Marittima famoso per altre ragioni, ma non entrava nel merito. Chissà se pure là avevano i problemi che aveva lui, mettere delle strisce sulla spiaggia (?) per distanziare secchielli e paletta di Lucrezia da quelli di Ludovico nell’ombrellone attuale, e cartelli di senso unico nelle docce. Cacciò un rutto che gli bucò la mascherina, e si rimise a scotchare la zuccheriera. Dura, la vita.

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