Suo padre Jader gli aveva raccontato di come, ai suoi tempi, la Notte di San Lorenzo fosse un bel trucco per accumular tedesche: due o tre frasi dette ad minchiam per irretirle, e il gioco era fatto. Ma lui, Waimer, proprio non ce la faceva: pensava allaculona, e gli avevano spiegato di una roba chiamata spread che se andava su faceva sì che la Germania vincesse e lui perdesse. E a lui, che interessava solo andasse su qualcosa di ben diverso, ‘sta cosa non piaceva. Meglio allora tornare sui mercati dell’est, che si erano ben distesi sulle spiagge romagnole e che, agli amanti del genere, davano sempre soddisfazioni. Ma quella era una serata particolare, c’era confusione, gli spritz volavano, e tutto sommato non aveva problemi.

Waimer – Adì, tutto bene?

Bavvy – Sì, ma come mai nelle ultime due settimane non ci siamo sentiti?

Waimer – Mah, penso fosse problema di ferie. Era qua uno che di basket non ne voleva parlare nemmeno sotto tortura, che preferiva disquisire di un misterioso gruppo tedesco chiamato Modern Talking, che ad ascoltarli ti verrebbe voglia di denunciarli per ModernStalking, per cui siamo andati tutti in pausa. Ora però penso che le cose siano tornate normali… Te, come sei messo?

Bavvy – Beh, lentamente qualcosa si muove. Vorrei capire se ‘sto Smith è davvero un crac come qualche commento parziale racconta, o se è un comprimario come mi ricordavo io a Rieti anni fa. Ma era anni fa, appunto: non sapevamo cosa fossero gli spread tedeschi, esisteva ancora la Fortitudo, per cui non so quanto i miei ricordi siano affidabili.

Waimer – Ma che mercato è, il vostro?

Bavvy – Mah, c’è chi lo definisce virtuoso, c’è chi lo definisce senza soldi. A me incuriosisce che ogni volta esce fuori della Virtus interessata a qualcuno, allora arriva Siena che glielo porta via. Aquesto punto si potrebbero fare manovre di depistaggio, mettere il giro voci false… LA VIRTUS PUNTA AGAZZONE, ed ecco che Minucci annuncia Agazzone. LA VIRTUS VICINA AL RITORNO DI CONROY, ed ecco Will che prende il posto di McCalebb. VIRTUS: QUASI FATTA PER LESTINI, e subito Siena lo prende e retrocede. Non sarebbe bello?

Waimer – E… ‘sta cosa di Mancinelli che ogni tanto salta fuori? Lui non è che mi stia poi tanto simpatico: è un rivale, ha anche lui un bagno, per cui mi sembra strano che un bagnino giochi in serie A e io no.

Bavvy – Ora sembra possa finire in Turchia, magari sarebbe da spiegargli che il cesso alla turca è un sanitario fatto in un certo modo e non una donna non baciata dalla bellezza. Non so, dubito che possa venire da noi anche se con gli ex Fortitudo qualcosa ci abbiamo vinto… Però è strano, che il capitano della Nazionale – in fondo lo è – non trovi un posto in campionato. Misteri delle dinamiche di mercato.

Waimer – E.. parlando di quegli altri, ma è vero che rischia di non iscriversi nemmeno stavolta?

Bavvy – Stai buono, che sto ancora ridendo. Ma per un mio difetto, dato che le gag ripetute non dovrebbero più far ridere: non ha fideiussionato bene nel 2009, nel 2010, e anche stavolta sta facendo i salti mortali e spera in qualche buonanima che lo deroghi. Errare humanum est, perseverare sacratum. E nemmeno si parla di Fortitudo, quanto di Eagles: evidentemente è un difetto di fabbrica che si porta dietro ovunque va. Ma tanto, ripeto, chi sta meglio di lui? Può far quello che vuole, promettere quello che gli pare e non mantenerlo, tanto qualcuno che lo segue, anche solo per far dispetto ai patatari, lo troverà sempre. Ed è encomiabile chi dice sopportiamo, ma lui se ne deve andare: è una frase che leggo da tre anni, forse qualcosa non funziona se lui continua a restare e altri continuano a sopportare. Ma non sono affari miei, io penso ad Agazzone.

Waimer – E i patatari?

Bavvy – Se non si danno una mossa ad annunciar giocatori, mi sa che al raduno della prossima settimana possiamo presentarci io e te e ci danno palla e canotta. E in campionato magari qualche minuto possiamo farlo. Con i disastri dell’altra parte, far un po’ di appeal tra la gente dovrebbe essere facile, però… Mah, ripeto, non sono affari miei, io penso a Conroy. Chiedilo a loro.

Waimer – Ah, lo farei, ma non si può. Ricordo quando a dibattere c’eri tu e il tuo contraltare piccionico: litigavate, ma tutto sommato pensavo ci fosse una base di rispetto. Ora, se mettessi sotto l’ombrellone due di loro, finirebbe male, molto male. Per cui, dato che ci tengo a tenere gli ombrelloni interi, lasciamo perdere.

I fuochi artificiali della Notte di San Lorenzo iniziarono. E, alla fine, Waimer pensò di aver visto passare una stella cadente. Espresse un desiderio, poi si accorse che nei suoi boxer le misure erano rimaste uguali, quindi desiderio bocciato. Forse perchè non era una stella, ma un gabbiano solitario. Le stelle, infatti, erano rimaste tutte nell’omonimo Parco.

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