Scollinato il Ferragosto, Waimer sperava che la spiaggia diventasse meno impegnativa senza però che diventasse meno danarosa: i bambini dovevano continuare a chiedere gelati evitando di rompere le scatole per i saltabili sempre occupati. Le mamme dovevano chiedere aperitivi con i propri amanti senza pretendere che i bicchieri fossero anche lavati. E le pachidermiche pensionate di Busto Arsizio pagare i propri lettini senza imporre anche gli spostamenti alla ricerca dell’ombra: e che diamine, sono un bagnino, pensava Waimer, mica un facchino. Ma quello che gli tirava su il morale erano, come sempre, i due tifosi.

Waimer – Oh, tutti gli anni così. Tornate su a casa vostra per festeggiare il raduno e sentire le prime clamorose dichiarazioni dei vostri nuovi idoli. Fotocopie. Mai un giocatore che dica di essere venuto in Virtus o Fortitudo solo per soldi, che quello che conta è guzzare, e che preferisce far 30 punti perdendo di 30 che non vincere di 5 giocando 5 minuti. No, tutti uguali: sono felice di essere qui, non disturberò nessuno, sognavo questa maglia da quando ero un embrione, non conto io ma conta la squadra. E voi a farvi turlupinare, come sempre.

Piccy – Scusa, schiavo, dove gioca la prossima di campionato il Cesena? Ah, il derby con il Pinarella. Quindi, torna a pulire la spiaggia dalle alghe, preparati ad invadere il campo sportivo di Tantlon, e non rompere le scatole a noi del capoluogo.

Waimer – Ah posso anche farlo, ma intanto voi nemmeno con la Spal, pareggiate, e resta il fatto che se vado a rileggere le dichiarazioni dei vostri giocatori degli ultimi 20 anni, sono sempre le stesse cose: e quanto è bello il tifo Fortitudo, quando venivo qua da avversario mi insultavano ma lo sognavo anche di notte, e quanta storia ha la Virtus, quando giocavo nei playground di New York non si parlava altro che di Prelevic e di Koturovic…

Bavvy – Perchè cosa vuoi che dicano? Ormai sono tutti professionisti, con uffici stampa dietro che dettano qualsiasi dichiarazione debba essere dichiarata. Poi lo so, sarebbe divertente avere qualcuno che va fuori dalle righe, però dai, ne riparliamo più avanti. So benissimo che il giocatore che oggi dice “conta vincere, non il singolo”, alla terza palla che non riceve non tornerà in difesa… ma non siamo poi con l’anello al naso, sappiamo come vanno le cose. Ci piace sentircele dire, ma mica ci crediamo.

Piccy – Ah beh, noi avevamo un allenatore che era un piacere sentirlo parlare dato che non si limitava alle frasi fatte, quindi dillo a me.. Però concordo, ma devi anche capire che non andiamo ai raduni per sentire le dichiarazioni in copia incolla, quanto piuttosto per salutare i nuovi arrivati, fare due foto. Mica per farci catechizzare.

Bavvy – Infatti, a voi non interessano le dichiarazioni, quello che conta è che alla prima partita, alla prima palla recuperata, il giocatore faccia Tarzan, si prenda a pugni la cassa toracica e indichi il pubblico, e siete già felici. Poi dopo vi accorgete che è un broccaccio e perdete, ma chissenefrega. Salsicciata!

Piccy – Ha parlato quello buono. Fate tante promesse di seguirli sempre, poi alla prima sconfitta iniziate a rimpiangere chi c’era prima, andando in ordine cronologico fino a Conroy, magari. Ecco, lì forse vi fermate pure voi e non lo rimpiangete. Bello Sacripanti, eh? Ma a novembre penserete che Ramagli era figo e biondo, a dicembre che perfino Valli tanto male non era, poi via via fino a tornare a Ettoruccio vostro. Facile, fare i tifosi quando non si perde.

Bavvy – Va bene, va bene. Ne riparliamo poi quando la squadra favoritissima (come dicono tutti i vostri ex) magari sarà terza in classifica, e metà del Paladozza inizierà a borbottare.

Waimer non aveva interessi calcistici, quindi non stava preparando la trasferta del Cesena a Torre Pedrera, quanto piuttosto la necessità, in quel weekend di luna piena, di spiegare alle rompipalle brianzole che sarebbe diventato un bagnino mannaro, se avessero continuato a chiedergli robe tipo l’ombrellone wifi (che si muoveva in automatico per ombreggiare la cellulite) o il pedalò con il waze per raggiungere la spiaggia della collega arenata a 30 bagni di distanza. Ah, i bei tempi in cui c’era ancora il telefono a gettoni…

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