Ah, la riapertura! Waimer non aveva ancora capito come fare per tutte quelle questioni sul distanziamento sociale, varie ed eventuali, ma finalmente poteva tirare su la saracinesca del suo bagno e, dopo averla ben igienizzata, accendere la cassa e sperare che mesi di stop avessero spinto le persone ad accorgersi di avere le tasche piene di spese non spese. E, quindi, di far partire la stagione delle entrate. Ok, qualcuno si chiedeva come prendere il sole con la mascherina o simile, ma era tutto in divenire. La mamma di Sharon e Bryan lamentava il fatto che i gonfiabili non fossero disponibili e minacciava di suggerire ai due angioletti di sputare per terra come avvertimento, ma Waimer non ci pensava: erano tornati – distanziati – i due tifosi, e per una volta non era nemmeno così schifato dal rivederli.

Waimer – Guardate, sono talmente contento di rivedere le vostre facce da [omissis] e soprattutto i vostri bancomat che se potessi vi abbraccerei. Ma fate come se l’avessi fatto, eh? Ora però spostatevi che devo tenere il distanziamento sociale, specie da voi del capoluogo, prendetevi due begli ombrelloni il più lontano possibile anche da me, e non mi rompete più, ok? Poi non igienizzateli che tanto sarebbero inutilizzabili e buttateli direttamente nell’indifferenziata.

Bavvy – Ah ma io mi sposterei anche, ma c’è sempre questo che mi viene dietro. Oh, tutto lo scorso anno a irridere la coppa che abbiamo vinto, e la Mitropa, e la Coppa del Nonno, poi ora è lì che sbava perchè vuole farla pure lui. Cosa vuoi distanziarlo? Al massimo lo distanzio in classifica o nel derby, ma altrimenti è sempre un rincorrermi inutilmente. E intanto come tutti gli anni salta fuori che vuole andare a Casalecchio, da dove noi siamo scappati.

Piccy – Stai ben tranquillo che nessuno ti viene dietro. Se ci sarà la possibilità non vedo perchè non farla, magari la differenza è che noi la considereremo come una bella esperienza, senza miracolare del fatto che solo perchè la facciamo noi allora in automatico diventa la coppa più importante della storia.

Bavvy – Sarà divertentissimo vedervi girare l’Europa a porte chiuse.

Piccy – Per ora mi diverto a vedere come rosichi perchè non siete riusciti a continuare la stagione.

Bavvy – Io potrò anche rosicare, però qualche dubbio mi viene. A marzo dicono che si può aspettare fino alla metà di maggio per riprendere gli allenamenti, poi di colpo cambiano idea e annullano la stagione. Ora a metà di maggio gli allenamenti possono riprendere: non so come e non è affar mio, ma perchè ad aprile hanno cancellato tutto senza aspettare? Magari ora si poteva fare in qualche modo, chissà.

Piccy – Mah, mi viene da pensare che possano davvero aver anticipato per risparmiare qualche soldo, però diamo una occhiata al calcio anche negli altri paesi: loro potrebbero giocare all’aperto, anche a luglio, anche alle undici di sera. Ma con il basket come fai, che già ai primi di giugno ci sono dei palasport che non sono praticabili? Ecco, magari a porte chiuse farebbe meno caldo, ma il problema comunque rimarrebbe. Insomma, mettiti l’anima in pace: nessun complotto contro il caffè, se volevi continuare a giocare dovevi darti al calcio o seguire qualche campionato a Taiwan o in Jacuzia

Bavvy – Stai tranquillo che se ci iscrivessimo in Jacuzia vinceremmo pure lì. Anzi, sai come si chiama la Jacuzia nella lingua indigena? Sasha. Siamo di casa. Oppure iscriverci al campionato tedesco. Non lo giocheranno a Monaco? Anche lì, se ben ricordo, vi abbiamo bastonato.

Waimer non aveva mai vinto una partita di Risiko in vita sua, e sentendo parlare di Jacuzia gli vennero in mente quegli stramaledetti dadi che gli facevano perdere armate su armate tutte le volte che ci provava. Lasciò i due tifosi a spernacchiarsi con le mascherine, pensando che tutto sommato anche il riaverli era un tentativo di tornare alla normalità. Vide passare per la spiaggia il piangete bambini che la mamma ve lo compera, e anche quello era un ritorno al sereno. Sentì un cliente urlare che il pestifero Bryan aveva sputato sulla passerella come protesta per la mancanza dello scivolo. Si tolse la mascherina, cacciò un rutto al Covid che sanificò fino a Tagliata e tornò ad igienizzare il macchinino del pos. Dura, la vita.

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