Superato Ferragosto, Waimer iniziava a sentire il peso della stanchezza della stagione e la sua già poca pazienza si andava esaurendo. Aveva frustato un povero cliente che aveva osato chiedere un caffé shakerato in ora di punta, e nemmeno l’idea di un incasso extra lo aveva portato a più miti consigli. Il suo cliente ideale era quello che pagava senza consumare, specie a stagione ultrainoltrata. Consumavano i suoi gioielli di famiglia, senza dargli altre gioie, i due terribili tifosi.

Bavvy – Ah, eccoti qua. E sei perfino andato al raduno! Un mese, due, tre, a dire che rivolevi la Fortitudo, che basta con i pagliacci eccetera eccetera, e ora? La stessa proprietà, la stessa società, la stessa Colazia. Cosa è cambiato? Che è tornato Dalmonte, e vabbè, e che hanno mandato via Pavani. Quindi possiamo dire che l’unico problema che avevate era Pavani? Colpa sua di ogni cosa? Non è che la fai facile facile, e come sempre ti fai andare bene qualsiasi cosa purchè ci sia una squadra e una salsicciata?

Piccy – Come ogni santo giorno che scende in terra, tu non badi ai tuoi: no, conta solo farsi gli affari miei. Non so se tutte le colpe fossero di Pavani, e mi rendo conto pure io che qualche colpevole è rimasto in sella e pure le agiografie stanno correggendo giudizi che due mesi fa erano ben diversi. Ma cosa devo fare? La squadra c’è, e visti i presupposti poteva andare peggio. Un po’ di serietà la vedo. Si vola basso. Amen, speriamo di andare avanti.

Bavvy – Certo certo, come l’anno scorso. Quando Pavanone diceva che l’anno prima avevano esagerato, che ora erano rinsaviti e avevano buone sensazioni. E voi glu, glu, a cascarci come dei polli. E io sempre qua con i popcorn.

Piccy – Piuttosto, parliamo della tua nuova mania. Possibile che da quando Ettore Messina ha firmato l’appello per l’ambiente tu sia diventato un ecoterrorista? Tieni aperto il rubinetto anche quando serve, butti in mare le cartacce e non voglio sapere altro: non ti sembra una mania, quella di dargli contro e, addirittura, addebitargli qualsiasi colpa al mondo? E piantala di iniziare a fumare solo perchè così puoi buttare le cicche nella sabbia!

Bavvy – Potrò fare e pensare quello che voglio? Questo sta esagerando con l’astio verso la Virtus. Noi lo abbiamo adorato per decenni, dimenticando certe sue perle come la famosa finale del 2002. E lui? Non perde occasione di darci contro, di andare oltre quello che è il suo ruolo. E tatuarsi la sua vittoria contro di noi? E’ troppo. Piccolo uomo.

Piccy – Lascia stare Mia Martini. Ma cosa doveva fare? Farsi dare dei tecnici (tanto non glieli danno mai) per farvi vincere? Mandare in campo la juniores per non infastidirvi? Ma capisci il fatto che un professionista possa lasciare ricordi, possa avere affetto verso vecchie piazze, ma poi è pagato per fare il meglio con chi lo paga? Dai, spegni quel falò in spiaggia.

Bavvy – Io penso che stia esagerando. E tu pensa alle tue colazie.

Waimer aveva tirato due ceffoni per ricordare che la spiaggia andava tenuta pulita, anche solo per il fatto che poi sarebbe toccato a lui pulirla, e aveva iniziato a tenere il conto del mese che mancava alla fine della stagione. Quando i tifosi sarebbero tornati a fare danni a casa loro, quando le cariatidi monzesi sarebbero tornate nelle loro catacombe lombarde e quando le tardone leopardate avrebbero smesso di farsi selfie con i gabbiani e di commentare che alla loro età continuavano ad attirare volatili. Poi arrivò urlante la mamma di Gionatan, furiosa perchè un gabbiano aveva rubato la merenda al proprio patito figliuolo. Waimer le rispose con un rutto che riportò il gabbiano all’epoca dei diplodochi e scaraventò la mamma nel fuoco creato dal tifoso, e tornò al suo prato. Dura, la vita.

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