Waimer apprezzava gli inizi di stagione, quando non c’era ancora tanta gente, le pretese delle mamme non erano esagerate e, benchè gli incassi fossero proporzionati – e quindi non esagerati – alla fine se la sfangava. Aveva pure fatto qualche piccolo cambiamento al bagno, aumentando l’area degli spritz e diminuendo quella dell’area giochi: ok, la mamma di Miguel e di Malyka brontolava perché i propri gioiellini avevano uno scivolo in meno, ma ogni lamentela veniva poi mitigata dall’aperitivo. Si stava comunque preoccupando, perchè quei due là non erano ancora arrivati, ed era metà giugno. O meglio, uno c’era già da quasi due mesi, ma senza il compare pareva quasi normale. Poi, finalmente (o purtroppo, a seconda del metro di giudizio), tutte le parti tornarono al loro posto.

Waimer – Ragazzi, stavo iniziando a preoccuparmi. Anzi, ora mi preoccupo davvero, perchè i miei ombrelloni sono di colore azzurro, e non ho capito perchè uno di voi stia colorando il suo di bianco, rosso e verde.

Bavvy – Perchè fino a prova contraria IO sono campione d’Italia, e quindi il MIO deve essere un ombrellone tricolore. Non ti angustiare, a fine stagione te lo ripago, tanto ci pensa il Dottorzanetticheringraziamo. Capito? IO sono campione d’Italia, ho vinto il campionato, quindi si fa come dico io. Altrimenti, accontentati di questo altro qua, che è in ferie da due mesi e che in finale era in crisi mistica, perchè gufare per noi significava tifare per Ettore Messina. Che bella nemesi storica, che godimento.

Piccy – Ah, ma io penso anche a te, che dopo aver idolatrato lui là per 20 anni, ora ti accorgi che pure lui ha dei difetti. E hai fatto la stessa cosa con Djordjevic, che avevate infamato per mesi e mesi (o il dopo Kazan me lo ricordo solo io?), e che ora pare essere diventato San Gennaro, Padre Pio, insomma fate voi.

Bavvy – Ti stai arrampicando sugli specchi. Alla fine conta vincere, abbiamo vinto, e tu invece eri qua che durante la finale fingevi disinteresse, forse addirittura hai cambiato canale per vedere il tennis, o la pedata contro gli Ottomani. Insomma, non sei proprio nella condizione di poter parlare, chiaro?

Piccy – Ah, io non dico niente, cosa vuoi che ti dica? Avete i soldi, avete il Dottorzanetticheringraziate, potete fare quello che volete. Noi i soldi non li abbiamo e facciamo con quello che abbiamo.

Bavvy – No, i soldi li avete ma li spendete male. Vorrei ricordarvi tutti i proclami di 12 mesi fa, e di come abbiate rischiato di retrocedere, e che ora state rivedendo al ribasso tutti i contratti per pura pluma. Vorrei ricordarti come in casa vostra comandino in 2-3 e come anche Dalmonte, come Martino, sia stato triturato e mandato via in malo modo. Però guarda, io il basket minore non lo seguo.

Piccy – Magari non parlare di allenatori, eh… Hai infamato Djordjevic a inizio stagione, poi sei rimasto perplesso quando è stato cacciato e ripreso. Poi hai continuato ad infamarlo. Poi sei salito sul carro del vincitore. Ora prendi Scariolo. Se la storia mi insegna, a breve arriverà anche John Crotty. Potrai anche vincere, ma resti sempre una banderuola.

Bavvy – Potrò anche essere una banderuola, ma intanto io vinco. Tu invece sei qua che ti affidi ad uno con cui hai perso più finali di quante non ne abbia vinte, e speri nella dieta del Cagnaccio, che sei costretto a tenere perchè nessuno lo vuole.

Piccy – Ma la pianti di guardare sempre a quello che faccio io? Vatti a prendere un caffè, che qualcuno il gel di Scariolo lo dovrà pure pagare, no?

Bavvy – Come se tu non glielo avessi mai pagato, quando era dalle tue parti.

Ecco, Waimer era un bagnino all’antica, anche se era stato costretto a qualche concessione commerciale per pagare le nuove catene con cui andare, quando si sarebbe potuto, in curva a vedere il Cesena. Ma lui tutte ‘ste mode, di gel per uomini eccetera, proprio non ne voleva sapere. Stava per dire ai due tifosi dove glielo avrebbe messo lui, il gel, quando la mamma di Sharon si lamentò che vista la riduzione dei giochi, la bimba era caduta dentro un vassoio di salatini. Waimer la guardò, le cacciò un rutto da cui uscì fuori anche la peperonata del 26 dicembre e andò a svuotare i posaceneri. Direttamente in testa a Sharon. Dura, la vita.

Bolognabasket © 2000 - 2021 Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata presso Tribunale di Bologna, decreto 8225 del 03/02/2012

e-mail: redazione@bolognabasket.it

Privacy e Cookie Policy | Sito Web realizzato da: beltenis.it | Feed RSS: