Waimer era entrato nel trip malinconico che, ogni anno, veniva battezzato da uno storico assolo di sassofono a cui poi seguiva, languida, la voce di Michael e Johnson a piagnucolare sulla fine dell’estate e su come fosse tempo di far arrivare i gabbiani in città. C’era ancora il sole, in spiaggia, ma un po’ di gente era tornata a casa, e lui non sapeva se essere triste per la prossima chiusura della stagione o felice perché l’inizio dell’altrui lavoro era anche l’inizio delle sue, di vacanze. Il bagnino già pregustava le sue ferie di fine ottobre, quando avrebbe raggiunto una qualche meta turistica esotica assieme ad altri duemila bagnini, tutti nelle sue condizioni – per intenderci, la spiaggia dei Conigli, a Lampedusa, in autunno sembra una dependance di Viserbella. Ma c’erano ancora sabbie da rivoltare, mozziconi da raccogliere, tè alla pesca da far fluire nelle assetate ugole dei residuali vacanzieri. Anche quelli là, in fondo alla spiaggia, che avevano ormai creato dei muri tra di loro. Accidenti – chiosò Waimer – gli altri anni discutevano ed era divertente starli a sentire, ora non c’è più dialogo, non c’è più conflitto. Ma dove andrà a finire la cosiddetta Basket City?. Lacrimuccia, poi pensò che tutto sommato gliene fregava il minimo. Lasciate che i clienti vengano a me, sancì. Se poi tra loro non si parlano, chissenefrega.

Bavvy – (parlando tra sè e sè) Bah. Qualche anno fa, una battuta come quella dell’Arbre Magique mi avrebbe fatto sbellicare, sarei andato sotto l’ombrellone fortitudino e ne avrei appeso gli alberini ad ogni gancio. Forse avrei messo anche dei deodoranti attorno al lettino, e avrei chiesto alla fonospiaggia di proibire il bagno in mare a tutti quelli che hanno la Effe nel cuore. Ma ora? E’ come sparare sulla crocerossa, o meglio.. Si sparano tra loro, io sto qui e non so proprio con chi battibeccare. Devo fare con gli altri tifosi di serie A? Ma come, se solo dico Siena merda magari arriva McIntyre e mi caccia due sganassoni perchè potrebbe pensare che stia infamando sua figlia. Se grido contro Cantù, poi mi dicono che sono filo-societario perchè tra Sabatini e la Brianza non ci sono rapporti, diciamo, particolarmente amorosi. Allora Milano, magari, però se questi firmano Gallinari poi sembra lesa maestà. Chi mi rimane? Caserta, perché è alleata con la Fossa? Santo cielo, mi sembra un po’ limitativo…

Potato – (anche lui pensando a bassa voce) A star qui mi piacerebbe anche… Nemmeno lo voglio ammettere ma è così… Insomma, ‘sti Arbre Magique me li porti o no? Perché una minima legittimazione arriverebbe dal poter diventare motivo di scherno da parte degli avversari. Invece, l’oblio è peggio di qualsiasi mazzata. Adesso, le prese in giro restano circoscritte a risatine tra virtussini, come se noi non esistessimo. Anzi, se non avessimo preso Zare come allenatore, dando almeno un barlume di motivi ironici, manco saprebbero della nostra esistenza. Resto sospeso, nemmeno mi va di battibeccare con questi altri qua che si sono iscritti alla Guardia Nazionale di difesa sacratiana, e aspetto che inizi il campionato senza sapere ancora quali saranno gli americani e gli abbonamenti. Perchè io ci credo, a ‘sto progetto, perchè non vedo alternative se non farmi prendere dalla sindrome di Stoccolma, mi sono abbonato anche lo scorso anno nelle condizioni che sappiamo tutti. Ma non per questo voglio essere spennato, sia chiaro.

Centotreenne – (studiando sull’atlante i precedentemente sconosciuti luoghi in cui sarebbe dovuto andare in trasferta, ma sempre sottovoce) Ho tanta di quella voglia di ripartire che mi sono messo a seguire amichevoli a Pistoia e a Castel San Pietro. E sto imparando facce e nomi di gente che nemmeno sapevo esistesse. Ma non conta: qui si riparte, mi voglio sporcare le mani. Poi chiaro, ancora devo capire cosa posso fare per mandare via Sacrati, e magari qualche dubbio ce l’ho, riguardo a questa mia adesione nei confronti di quello là. Ma qui resto attorno alla vera Fortitudo: domani non so dove sarò, ma oggi sono qui. Non mi interessano i ferraresi, non mi interessano i bavosi, voglio solo guardare avanti. Poi ne riparleremo, ma rischiavo di sparire dalla circolazione, oggi invece sono vivo. Vegeto magari non del tutto, ma vivo sì. Del doman non v’è certezza: io seguo la Fortitudo, non i suoi presidenti. Nel bene e nel male, finchè Comtec non ci separi.

Waimer guardava, chiedendosi a cosa servisse una rivalità che era del tutto autoreferenziale, che aveva messo uno contro l’altro gente fino a poco tempo fa unita in un unico abbraccio, e che aveva dimenticato gli antichi nemici. Aveva l’impressione che nessuno si divertisse veramente, e che tutto fosse artefatto. Ma aveva altri problemi: non era riuscito a trovare il condizionatore inguinale cercato la settimana prima, si era salvato perchè ora la temperatura rendeva anche possibili gli accoppiamenti senza il rischio di sciogliersi. Però, con il ritorno a casa delle turiste, le occasioni stavano calando eccome. Non è tempo per me, chiuse, e tornò a spolverar pedalò.

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