Waimer si ricordava i giorni di Ferragosto di quando era giovincello: fare i gavettoni alle pulzelle era un classico, anche se poi le cose per lui finivano sempre male. Intanto, le fanciulle gavettonate non erano poi dell’idea, dopo, di giacere con lui, chissà perchè. Poi, arrivavano le mazzate di babbo Jader, che lo mandava in ortopedia sia perchè non era riuscito a tenere alto il viril nome di casa, e poi perchè tutta la sua opera rendeva il bagno un porcile più di quanto già non lo fosse d’abitudine. Ora le mode erano cambiate, e figurarsi se qualcuno si sarebbe sognato di bagnare fringuelle con il cellulare in mano, inondando schede sim e affini. Ma, d’altra parte, a riempire secchielli con l’acqua di mare si rischiava di buttare sulle altrui teste non solo acqua, appunto, ma anche meduse e alghe. Meglio evitare, quindi. Intanto, comunque, a inondarlo di chiacchiere erano sempre quei due là.

Bavvy – Come vi piace gufarci, eh? Nemmeno il tempo di prendere un fenomeno, questo si fa la bua, e voi subito a sperare nell’amputazione degli arti. Ma state tranquilli: per come siete messi, per la vostra difesa, a battervi basta anche un Teodosic con le stampelle. Anzi, dopo le sparate di Aradori, potrà andare in campo anche Djordjevic che tre triple in faccia non gliele nega nessuno.

Piccy – Ma mica ti gufo, fai tutto da solo. Prendi uno che se fosse stato sano come una trota da te non sarebbe mai venuto, si fa male e subito ti trasformi in ortopedico e stili diagnosi. Io non ho fatto niente, state facendo tutto voi. Mi dispiace solo che ora inizierà la rumba dei tremila nomi di possibili sostituti, da Conroy e Gaddy. E io che pensavo che con il mercato avessimo finito. Ah, c’è sempre libero Crotty: Djordjevic lo conosce, badi ben a lui piuttosto che ad Aradori.

Bavvy – Un bel domino. Poi al posto di Crotty venne Murdock, che poi venne da noi, e ora Djordjevic a chiudere le cose. Oh, facciamo tanto per spernacchiarci, poi non ci accorgiamo che tutte ‘ste passioni che abbiamo sono per gente che poi non si pone problemi a passare da una parte all’altra. Potete già mettere in nota spesa il nostro prossimo capitano: di solito alla fine vengono sempre a prendere la pensione da voi.

Piccy – Oddio, visto come Rosselli si sia divertito più da noi che non da voi, forse ad un certo punto si rendono conto pure loro che devono lavarsi dal peccato originale.

Bavvy – Resta però sempre il fatto che prima vengono da noi. Poi quando noi li scartiamo vengono a batter cassa da voi, e vincono sì, ma al piano di sotto. Io ci metto la firma: Aradori vince un derby, magari segna anche 20 punti e recupera un pallone, poi noi vinciamo il resto e voi retrocedete. Tanto a voi interessa solo quello, no? Lo ha detto pure lui, che è una partita che vale una stagione. Solo che alla fine ne escono solo due punti.

Piccy – Dì quello che vuoi. Vediamo a fine stagione, quando tu ti sarai frantumato tra le tante aspettative e magari Aradori, finalmente, riuscirà a fare i playoff che con voi, malgrado due anni di caffè, non è riuscito a fare.

Ah, che barba, che noia, sempre le stesse cose, tutte le estati, tutti gli anni. Waimer ormai era convinto di averle viste tutte, quando ad un certo punto si palesò al bar un tizio che dicendo di essere in missione per conto di Dio cercò di pagare una settimana di ombrellone e lettino con banconote un po’ strane. Waimer se ne accorse perchè i 50 euri erano verdi e i 100 euri erano blu. Cacciò un rutto alla rucola e pensò che il mondo andava davvero al contrario. Dura, la vita.

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