Waimer continuava a non capire cosa saltasse in testa alle mamme quando c’era da dare il nome ai figli. Aveva appena sgridato un Bryan ed era stato cazziato dalla mamma di una Aisha. E lui pensava alla sua famiglia, tutti con sani e semplici nomi romagnoli: lui, il babbo Jader, la mamma Antavleva, lo zio Holter e la sorella Camper. Questi erano nomi, mica le Sharon e i Quentin. Vabbè, borbottó, mentre la boa del Ferragosto era stata passata e, con questa, come sempre iniziava la sfregola dei due tifosi, in procinto di repentino ritorno al capoluogo per vedere il raduno delle proprie squadre.

Waimer – Io non capisco proprio tutta questa fretta. Per cosa? Andare a vedere un raduno dove giocatori ancora abbronzati faranno il pieno di foto sorridenti, di dichiarazioni in carta carbone, di promesse per impegno e via discorrendo. Ma cosa dovrebbero dire? Che preferivano restare in vacanza, che non hanno voglia di sbattersi e che puntano solo ai soldi e alla guizzata? Ma proprio non avete altro da fare?

Bavvy – Meglio che star qua, che si è bucato il pallone del beach volley e nemmeno possiamo vedere le chiappe delle giocatrici. Non puoi capire: dopo due mesi di bla bla, di scemenze dei giornali e di nulla al cubo, ora anche il giocatore che arriva in palestra con ancora il telo insabbiato in borsa è roba di cui essere felici.

Piccy – Anche perchè sarà l’unico momento in cui li vedrai senza brontolare perchè non vinceranno tutte le partite. Le solite cose.

Bavvy – Ecco, è arrivato lui. Che va al raduno solo per la salsicciata, per dire che è bello è che la sua è la squadra più bella del mondo. Sogno di vedere un fortitudino vegano e non esaltato: siete al quarto anno filato in A2, non tutti voi vi accontentate del solo essere. Alla prima sconfitta vi azzufferete tra di voi come già successo e poi mi divertiró.

Piccy – Te ti stai facendo una idea distorta di come siamo (al netto delle salsicciate: ma ci vedi fare un raduno con un banchetto di tofu e seitan?) perché non è che siamo come voi e alla prima palla a due persa torniamo a casa. A noi interessa che ci sia una Fortitudo ed è per questo che ci abboniamo a prescindere. Poi vogliamo gente che si sbatta, prima ancora di gente vincente: scorso anno non sono certo che la squadra fosse davvero di buona volontà ed ero perplesso. Punto.

Bavvy – Ah ma allora lo devi spiegare a tutti i tuoi ex che dichiarano di come siate strafavoriti, che sarete promossi già a Natale e che a Pasqua farete l’Eurolega… per me non vi accontenterete di due tuffi per una palla vagante, ma se lo dici tu ci credo. Ne riparliamo alla seconda sconfitta ok?

Waimer aveva problemi ben più grossi delle dichiarazioni degli ex Fortitudo, dato che la mamma di Bruslì gli aveva detto che non avrebbe ripagato l’altalena distrutta dal pargolo con un calcio rotante. E lui, che ormai aveva messo un poster di Erode al posto di quello storico di Gianni Drudi, scrolló la testa dicendole che la prossima volta ci pensasse meglio a non far partire la retromarcia durante i connubi amorosi. Ah, le sofferenze estive.

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