Un po’ di caldo alla mattina e poi un temporaluccio estivo al pomeriggio. Era la combinazione migliore, per Waimer: la gente prendeva l’ombrellone giornaliero, pranzava, poi durante il temporale si fiondava al bar dove, per vincere l’attesa, non poteva non consumare anche senza reali necessità. Poi magari doveva andare a riassettare la spiaggia, ma dopo aver fatto trillare il registro di cassa – quelle volte, non tante, che si ricordava di fare lo scontrino – anche il rastrello era più dolce e delicato. Accanto a lui, i due tifosi si erano blandamente pacati dopo qualche giorno in cui si erano sentiti senza guida.

Waimer – Ma ditemi ben se non siete fratelli, voi due, altro che cugini. Vi siete presi i rispettivi allenatori proprio in contemporanea, e peccato che non ci sia stato qualche giornale che, refusando, abbia dato Sacripanti alla Fortitudo e Martino alla Virtus. Sarebbe stato l’ideale. O, dato che poi è arrivato anche quello che dà i calci al pallone, fare un bel mischione…

Piccy – Il fratello di ‘sto qua? Ma quando mai, che è giá lì che borbotta perchè Sacripanti non ha mai vinto l’Eurolega e chissà cosa altro, che si aspettavano una Ferrari ed è arrivata una Panda. Come se dopo Ettore loro non ci possa essere nessuno altro all’altezza. Eppure Ramagli li ha presi dal quasi nulla e promossi al primo colpo, che so io quanto sia stata una impresa. Poi un anno di sberleffi dato che non è arrivato primo in classifica e, ora che se ne è andato, tutti ad elogiarlo. E Sacripanti non è che fino a ieri abbia fatto il bibitaro…

Bavvy – Il fratello di ‘sto qua? Ma quando mai, che è una vita che si racconta la storia del “noi preferiamo essere all’avere”, lo spirito di appartenenza, poi sarebbe disposto a portare il suo ex allenatore a Trieste di peso solo perchè non ha vinto. Quando quasi gli viene uno smalvino sulla sua panchina: in un’altra epoca sarebbe bastato per un monumento in piazza. Ora che invece volete vincere anche voi, tutti a fare quello che fanno i piccioni, sui monumenti. Imborghesiti pure voi, benchè sempre a panza di fuori.

Waimer – Più che altro che il nuovo allenatore ve lo siete dovuti venire a prendere da noi in Romagna… vero che sarebbe molisano di nascita, ma lo sanno tutti che il Molise non esiste, quindi di fatto è romagnolo.

Piccy – Non sto a dire che Boniciolli andasse beatificato ma nemmeno preso a calci. Solo, forse, il ciclo tecnico si era esaurito dopo lo scorso giugno. Ma ora come faranno i giornalai, che dovranno affrontare un allenatore mediaticamente normale? Uno che in conferenza intanto arriva puntuale (cosa che il post Boniciolli non faceva mai), e che poi dice robe senza iperboli letterarie o paralleli con i playoff di Formentera? Chissenefrega, ora aspettiamo la squadra.

Bavvy – Ah beh tanto ora è il momento del divertimento. Alla Virtus verranno accostati tutti i giocatori già allenati da Sacripanti, anche quelli che si sono già ritirati o anche quelli a cui ha detto piuttosto di farti giocare vado in campo io. E a voi tutti quelli a cui il vostro Martino abbia anche soltanto detto buongiorno.

Piccy – E’ per questo che non avete ancora presentato Divac, che peraltro come sempre sta facendo le visite mediche? Perchè non è stato un giocatore di Sacripanti?

Bavvy – Tranquillo, lui appena esce dal Diana arriva e firma. Voi invece? Ora dai, inizierà la solita rumba di tutti gli ex Fortitudo intervistati dicendo che è il popolo più bello del mondo, che se potessero tornerebbero di corsa, e via discorrendo. Insomma, le solite cose. E.. Delfino, poi, lo riprendete?

Piccy – E voi le solite mega interviste a mega antichi fusti, o a dirigenti pieni di caffè che racconteranno come la Virtus debba vincere per diritto divino, dato che la Virtus è la Virtus e guai a chi la pensa diversamente. Insomma, le solite cose.

Waimer era estasiato, di come ogni anno, ogni estate, stessa spiaggia, stesso mare, stessi discorsi. Aveva capito che codesta Basket City era stata prima grandi risultati, ora grandi blabla. Però non gli interessava più di tanto: se faceva soldi, lui, problemi non ne aveva. Anche se, un nuovo temporale, lo avrebbe costretto a passare il tardo pomeriggio a dare di phon a tutti i lettini. Con la cassa piena, era una gioia.

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