Finite le scuole, le spiagge iniziavano a popolarsi: di solito con famiglie formate da bambini viziati e nonni vizianti, in attesa che anche i genitori avessero le ferie e li raggiungessero. Quindi, era tutta una serie di raccomandazioni sul non fare il bagno durante la digestione (e la digestione, per i nonni, durava una Quaresima), non stare al sole che fa male, non stare all’ombra perchè poi viene male alla pancia, non stare nella sabbia perchè ci si insabbia eccetera. Non andare al bar a prendere merendine, non bere bevande gassate perchè poi si rutta rieccetera. Insomma: riempivano gli ombrelloni e davano solo fastidi. Infastidito era anche il tifoso bianconero, specie perchè quell’altro gli dava il tormento.

Piccy – Allora come la mettiamo che il tuo idolo è tornato in Italia, ma non a Bologna? Uscirai dal club delle vedove? Rinnegherai tutto il tuo amore? Smetterai di leggere dei gialli? Strapperai i santini? E’ tornato, e a Milano!

Bavvy – Ma non rompere, che anche solo al sentire il suo nome ti spaventi e te la fai sotto.

Piccy – Al massimo a sentire il suo nome mi salta fuori un arbitro che mi fischia subito un tecnico contro. Almeno ora con il cambio delle regole non perdo il possesso di palla. Però ora come fai, a tenere acceso il cero accanto all’altarino dove ogni giorno da 20 anni ti genufletti? Festeggerai ancora il 20 giugno il suo onomastico, San Ettore Martire?

Bavvy – Ma chissenefrega della genuflessione. Posso restarci un pochino male? Perchè lui è lui, è stato il nostro simbolo, e un conto è vederlo a Treviso quando Madrigali lo cacciò via e noi stavamo collassando, o vederlo a Mosca quando noi facevamo le gite enogastronomiche. Solo che ora è a Milano quando noi non dico che siamo al loro livello, ma qualche ambizione la potevamo mettere pure noi sul tavolo. Ecco: oggi, rispetto agli ultimi 15 anni, Ettore era un pochino meno impossibile da raggiungere. E vederlo proprio a Milano… oh, fosse andato in altissima Eurolega, all’estero, mi sarei rassegnato. Ma averlo così vicino, insomma..

Piccy – Perchè tu credi ancora alla favolina della magica Virtus che tutti attrae. Invece siamo in un mondo di professionisti, e se il vestito attira più della tazzina di caffè, tu ti attacchi al tram e vedi il tuo ex amico che verrà ad affrontarti, farà prendere tecnico al tuo allenatore, vincerà, baci e abbracci, e chi si è visto si è visto.

Bavvy – Oh, ha parlato quello che fa tanto il per amore solo per amore, poi si sconvolge quando i giocatori non vogliono venire a giocare in Fortitudo gratis. E ora ha tutti gli eroi della promozione che battono cassa, che dovevano essere confermati, e che invece chissà cosa faranno. A me dispiace perchè Lui è Lui, poi basta.

Piccy – Va là che pure te sei permaloso, quando qualcuno se ne va. Sono 20 anni ormai che la meni con Belinelli…

Bavvy – Tanto non siete voi quelli che aspettate il suo ritorno? Anche se tra qualche anno al massimo, assieme al suo amico Mancinelli, aprirà un bagno per fare concorrenza a questo qua dove siamo noi. E intanto il vostro primo acquisto è un anziano croato.

Piccy – Scusaci, ma i soldi per prendere Teodosic e fargli fare il cambio di Rodriguez che sarà il cambio di Pajola non li abbiamo.

Un bagno concorrente? Oltre a quello abruzzese che gli si era messo accanto e gli infestava l’aria con continue grigliate? Certo, con quel Mancinelli che avrebbe messo su un campetto da basket e tirando pietre da 3 punti gli avrebbe distrutto le vetrate del bar. Ma ‘sti qua del capoluogo non potevano andare altrove? A Suviana, o in un qualche Lido Sticazzi nel ferrarese. Stava pensando a questo dramma, quando una nonna iniziò a dire al proprio nipote che se fosse andato in acqua si sarebbe bagnato, e che quindi doveva stare sotto l’ombrellone, ma senza insabbiarsi. Dura, la vita.

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