Questa volta, Waimer prese il coraggio a due mani. Era difficile che entrasse nelle discussioni cestistiche che infuocavano la sua spiaggia, anche perchè di solito la colonia bolognese era alquanto autoreferenziale, e non concepiva l'idea che il basket esistesse anche al di fuori di quella che loro chiamavano (anche se ora con un po' di malinconia) Basket City. Ma era troppo curioso, e si avvicinò al tifoso Virtus che, nel frattempo, stava disquisendo di roba tipo tutti per una una per tutti: per Waimer, sempre gnoccacentrico, sembrava la pubblicità di una gangbang, ma non ci pensò.

Waimer - Scusa, posso fare una domanda?

Bavvy - Prego, bagnino. Però vieni qui dietro il lettino: come vedi, dall'altra parte volano pezzi di salsiccia, pezzi di patata, e anche delle bottiglie di Fernet.

Waimer - Vorrei capire. Cosa sarebbe 'sto Benassi. Ogni estate, una sera, quelli là scappano via, dicono di andare a 'sto Benassi, partono fiduciosi e tornano più incazzati di prima. Ma che è? Una spiaggia dove fanno dei rave party? Un locale di liscio dove non riescono ad intortare nessuna mazurkista? Mi devo sentire geloso?

Bavvy - Ma no, stai tranquillo. E' un locale di Bologna, dove ogni anno i fortitudini si ritrovano per fare il punto sulla situazione del loro sfacelo. Si azzuffano, litigano tra loro, e non si accorgono che tutto sommato dicono tutti la stessa cosa: che Sacrati deve andare via. Semplice a dirsi, impossibile a farsi. E qui iniziano le divisioni, perchè Gil di smollare il colpo non he na nessuna voglia, e allora c'è chi continua a sperare e altri che hanno solo voglia di girare pagina.

Waimer - Adì, una specie di riunione condominiale. Ma come si capisce chi ha ragione?

Bavvy - Hanno ragione e torto tutti. Chi continua ad essere fedele alla Fortitudo originale ragiona pensando, giustamente, che non vuole maquillage e altri trucchetti. Ma non capisce che, con Sacrati al comando, non ci sarà modo di migliorare la propria condizione, e il rischio che hanno è quello di restare fermi a vita. E, forse, non capiscono che mantenendo questa specie di limbo, lo rinforzano per il solo fatto che non lo disturbano. Dicono "se ne deve andare", ma non si capisce come e perchè questo dovrebbe farlo: glielo dicevano due anni fa, glielo hanno detto l'anno scorso, glielo dicono stavolta. Per me, in questo modo, fra dieci anni saranno ancora qui ad implorarlo. Ma lui, sapendo che forse oggi nell'odiometro è messo meglio del suo contendente, perchè dovrebbe rinunciare?

Waimer - Ma allora hanno ragione gli altri?

Bavvy - Gli altri... gli altri hanno fatto il conto senza l'oste. Speravano che Gil saltasse per aria, e invece si sono ritrovati ad occupare una stanza dove il precedente inquilino ancora non se ne è andato. Ora hanno qualcosa in mano, ma non abbastanza per convincere tutti: è chiaro che qualcuno sia disilluso, e scenderà dall'autobus. Magari verrà sostituito da quelli che vogliono solo del basket (e una Legadue, tu lo scoprirai bene, è meglio di una B2), però intanto sembra che non abbiano capito che, finchè non disinnescano quell'altro, sarà difficile ritrovare l'unità. E il dubbio "giocate a far la Fortitudo quando ce n'è comunque una, benchè ferma", ci sarà sempre.

Waimer - Però scusa, quale è la differenza che c'è tra questa nuova società, e quello che avete fatto voi nel 2003? Anche lì, se ben ricordo, fu presa una realtà esterna, venne ribattezzata di peso "Virtus", e tutti eravate contenti. Qui non è la stessa cosa?

Bavvy - Beh, lo sarebbe. Però c'è una differenza: Sabatini, nel 2003, aveva anche in mano la Virtus che non giocava. Per cui avevamo tutti la garanzia che sarebbe stato un anno con il soprannome, e poi si sarebbe ripartiti. Romagnoli sta facendo una cosa simile, ma non ha la Fortitudo storica, quella che non gioca. Ed è costretto a navigare a vista: cosa, questa, che rifocilla il piatto di chi lo critica. Noi eravamo fortunati: Madrigali sparì dalla circolazione, così come Amadio a Pesaro. Loro, invece, hanno Sacrati che se ne resta tranquillo e beato al suo posto, incurante dello sfacelo agonistico in cui ha spedito la cosiddetta sua Fortitudo.

Waimer - Poveretti. Ma come ne salteranno fuori?

Bavvy - Intanto, hanno scoperto di odiarsi tra loro più di quanto odiavano noi ai tempi di Danilovic e Abbio. Poi, qui bisogna capire: chi segue Romagnoli è pratico, chi è fedele alla 103 è teorico, ma ad entrambe le parti manca qualcosa che l'altro ha. Allora, o fanno uno sforzo mentale per passare dalla parte pratica, o dovranno trovare una soluzione per liberare davvero la 103. Ma, così come stanno, rischiano solo di ritrovarsi, tra 10 anni, ancora al Benassi, ancora a dire Sacrati vattene. Eppure, davvero, tutti hanno in testa una sola cosa: ripartire. Ma non capiscono come fare, e mi sembra che la comunicazione, tra le due fazioni, sia del tutto interrotta. Quindi dovrebbero accordarsi i due litiganti, ma non vedo come sia possibile prendere su la baracca piena di debiti che è oggi la Fortitudo Pallacanestro: facile fare i conti con i portafogli degli altri.

Waimer stava per andare avanti, quando vide arrivare in spiaggia una strana coppia. Un soggetto normale, che teneva per mano una pupattola caracollante, di circa 368 giorni di vita, che camminava come un piccolo Frankenstein. Qualcuno gli si avvicinò chiedendogli un parere sulla situazione, ma questo rispondeva che era in vacanza, che aveva come unico interesse mangiar piada mozzarella e salsiccia (la sua preferita) e portare la figlioletta a vedere Battiato in piazza. E che per almeno due settimane voleva staccare completamente dal clima velenoso che si era creato attorno a chiunque parlasse di Fortitudo. E Waimer capì che, per due settimane, anche la rubrica di cui lui era uno dei protagonisti sarebbe andata in ferie.

BASKET CITY AL MARE
PESARO - FORTITUDO SUPERCOPPA 2001, PAGELLE E STATISTICHE