All’arrivo della notte di San Lorenzo, Waimer era sempre in difficoltà: non voleva festeggiare, banalmente, il motociclista, quanto piuttosto Pinone Lorenzo. Devastante calciatore che dopo aver fatto decine di gol nel Cesenatico passò dal Cesena al Bologna con grande gioia (del Cesena) prima di tornare in Romagna ad allenare nelle minors. Ma era un culto difficile da riproporre ai giovani della spiaggia, tutti vestiti come Cristiano Ronaldo e ignoranti di quelli che erano stati i veri eroi della palla presa a calci. Ne avrebbe voluto parlare con i due tifosi bolognesi, ma ricordare Pinone poteva sembrare uno sberleffo, quindi ne restò fuori. Anche se gli avevano raccontato che un suo calcio di rigore tirato contro una squadra austriaca dal nome simile al suo era stato motivo, duemila anni prima, per rendere immortale il pennellone calabrese anche nel capoluogo. Comunque, lasciamoli stare, pensò, mentre i due sembravano stranamente satolli.

Bavvy – Sono i giorni più loffi dell’anno, non trovi? Niente più mercato, niente più sparate dei giornali su acquisti inesistenti, niente di niente. Non so nemmeno per cosa prenderti per i fondelli: i nuovi megasponsor da 10 milioni di euro? Il nuovo Palasport da 10 milioni di posti? Quello che mi dispiace è che non siano ancora apparse le solite sparate su come siate i favoriti, su come a breve ci sarà il derby (quello vero, non il surrogato di settembre): che è, vi siete fatti scaramantici?

Piccy – Ma no, sei tu che ti stai annoiando e allora devi cercare a tutti i costi qualcosa nel nostro campo di gioco. Sai, posso capirti: sei grande, sei caffettaro, hai un patron che paga i pregressi al vecchio patron, farai una coppa che tutto il mondo ci invidia, hai una squadra che vincerà l’NBA. E quando si è al top è normale che ci sia lo sbadiglio, no?

Bavvy – Ci sottovaluti. Siete voi che ogni volta mettete in piedi uno spettacolino per cui la gente deve sedersi con i popcorn. Adesso avete ‘sta paturnia nuova che il Paladozza non vi sta più bene, e che la titanica affluenza vi costringerà a spostarvi in un nuovo impianto o, comunque sia, in uno già esistente, guarda caso a Casalecchio.

Piccy – Quella roba di Casalecchio è stata smentita, quindi non ci tornare sopra.

Bavvy – Ok, fino a prova contraria va bene. Però resta il fatto che stiate scoprendo di essere troppi, no? Non capisco: il bellissimo Paladozza che vi andava bene per quei bellissimi bagni di folla in Eurolega o nelle finali, per quelle bellissime sconfitte davanti a seimila persone festeggianti, ora è diventato troppo piccolo per i playoff con Agrigento o per l’imprescindibile derby con Cento? Mi sono perso qualcosa? Yankiel Moreno attrae più di Ginobili? O dopo anni di moltiplicazioni di Fortitudo ora c’è la moltiplicazione dei fortitudini? Eppure se non sbaglio nelle prime gare playoff di quest’anno non è che ci fossero dei pienoni…

Piccy – Vedi che ti stai annoiando? Ma pensa agli affari tuoi. Pensa alle solite roboanti interviste ai vostri ex degli anni 70, al continuo richiamare al Valori della Vera Virtus da parte dei depositari di codesti Valori. Al ridondante ricordo di come eravate splendenti duecento anni fa, e di come l’universo mondo debba ancora prostrarsi ai piedi di quello che ritenete eravate. Poi non fate i playoff malgrado una squadra che per mesi era stata incensata, ma va bene lo stesso. Siete sempre voi, buonanotte.

Waimer – Scusate il disturbo. Dato che state vivendo una estate noiosissima, senza un lodo, una retrocessione, una polemica, non è che potete starvene buoni e magari darmi una mano? No perchè io vi sto organizzando la notte di San Pino Lorenzo, sto anche cercando di chiamarlo come ospite speciale, e dato che pare sia stato un grande giocatore anche da voi nel cosiddetto capoluogo, magari potete aiutarmi.

Piccy – Ma certo! Casomai ricordando che giocò nel 1989, l’anno del Grande Freddo. Quando prendemmo la cosiddetta Virtus facendola finire a -32!

Bavvy – Ma certo! Casomai ricordando anche nella gara di andata le 9 triple di Richardson e il lancio di carta igienica di Sugar verso la Fossa!

Tornarono a sbuffare, l’uno contro l’altro. Waimer scossò la testa, pensando che era più facile tenere a bada i figli della mamma di Sharon e Kevin, che non quei due lì. Ma l’estate andava avanti, e chissà cosa sarebbe capitato, poi.

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