L’AD della Virtus Luca Baraldi è stato intervistto da Piero Guerrini su Tuttosport
Un estratto delle sue parole.

Il progetto Fiera. È un progetto ambizioso, cui ho sempre creduto. E se il dottor Zanetti parla, siate certi che realizzerà le sue idee. Valutavamo l’Unipol Arena, Sabatini ci ha rivelato che tante date erano impegnate. Era luglio, abbiamo pensato alla Fiera e in 3 mesi siamo riusciti a completare l’opera. Si tratta di un accordo triennale con la Fiera in attesa di costruire un’arena che contenga Casa Virtus. La Fiera sta individuando l’area per essere pronti per fine 2022, inizio 2023.

L’ambizione di tornare in Eurolega. Certamente, è la conseguenza dei nostri investimenti, con la prospettiva di sbarcare quando lo meriteremo in EuroLega, magari già il prossimo anno, giacché Eca concede 2 posti alle finaliste di Eurocup. Ci sarebbe poi la wild card, ma vorremmo arrivarci per merito sportivo. Non semplice, con avversari importanti.

Il ritorno della rivalità Milano-Virtus. L’idea è creare una sana competizione sportiva per dare contributo al movimento. Abbiamo bisogno di crescere, di offrire la prospettiva ai partner attuali e futuri, perché ci sono già 75 aziende che credono nel percorso, oltre alla nostra tifoseria che – dati 2018/19 – è quella che spende di più in Italia.

Perchè Zanetti investe tanto nello sport? Cominciò con la F1, con Senna, vincendo mondiali. Il ciclismo è sport di massa che per di più si associa bene alla bevanda, per l’energia. Il basket è arrivato perché il mercato Usa è molto importante. Lo sport aiuta la promozione del marchio, con valori positivi.

Il basket italiano è in stallo? No, credo ci siano segnali importanti. Realtà come Sassari, Venezia, sono molto ben gestite, ma anche Trento e altre. Il sistema deve fare un salto di qualità, sviluppare un progetto condiviso e lo stiamo immaginando. Primo passo: il basket deve tornare nelle case di tutti gli italiani, con la tv in chiaro, su canali importanti e non soltanto per le partite, ma con contenuti particolari pre e post gara. Pensiamo pure alla web tv, all’autoproduzione per offrire il pacchetto finito.

Quanti anni servono per una grande Virtus? Due o tre anni di massimo sforzo, verificando, se troviamo compagni d’avventura. Non siamo geneticamente predisposti a gettare soldi, anche con un azionista entusiasta come Zanetti.

Servirebbe un equilibrio competitivo come negli USA? Sì, penso si possa arrivare a una migliore distribuzione delle risorse. E non seguiamo il calcio: la Juve non ha raggiunto il massimo in Europa finora, perché la Serie A non è allenante per un club molto strutturato. Il livello del calcio italiano è calato. Del resto noi abbiamo bisogno di rimanere in un mondo che ha prospettive di crescita. Ora Milano con Messina e Stavropoulos aiuta con idee, consigli. Nessuno deve pensare solo a se stesso. Vogliamo provarci.

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